Business for Scotland

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Schermata 2013-08-25 alle 20.21.47Un paio di settimane fa mi sono incontrato al ristorante i Fratelli Sarti di Glasgow con Gordon Mc Intyre/Kemp, economista scozzese e imprenditore che ha recentemente lanciato Business for Scotland, una piattaforma imprenditoriale indipendentista che raccoglie gia’ l’adesione di piu’ di mille piccole e medie imprese. Che il modello economico Scozzese abbia marcata natura localista e promuova da anni lo sviluppo delle PMI e’ noto da tempo. La devolution realizzata con successo alla fine degli anni ’90 e una successiva serie d’interventi da parte del governo dello Scottish National Party  che detiene maggioranza dal 2007 (assoluta dal 2011), come lo Small Business Bonus Scheme (White Paper, 2009) e altri importanti riduzioni fiscali, hanno consentito ripercussioni meno disastrose dello scoppio della bolla speculativa finanziaria nel 2007 rispetto ad altre aree Europee e un recupero veloce dell’economia produttiva (piuttosto che speculativa) fin dal 2010. Negli ultimi due anni s’e’ registrato un aumento del 9% di apertura partite IVA (VAT quassu’) e circa un 16% in piu’ di nuove PMI (l’obbligo di registrazione IVA vale solo per redditi superiori alle 9000 sterline/anno), specie nell’alimentare (whisky, salmone), abbigliamento, strumenti di precisione e naturalmente turismo (uno dei settori trainanti). Difficilmente questo sarebbe successo se la Scozia fosse rimasta totalmente vincolata al governo di Londra, che con la nuova borsa della City, riformata dallo stesso Blair negli ’90 per renderla ancora piu’ neoliberistica di prima (e in perfetta sintonia con l’amico Clinton che pare avesse patrocinato lui stesso la formazione del WTO, l’abolizione della legge Glass-Stiglitz che divideva banche di risparmio da banche d’investimento e la sciagurata liberalizzazione dei crediti internazionali)  s’era lanciata di petto in un tipo di economia global-speculativa che avrebbe poi portato l’Inghilterra allo shock della crisi bancaria nel 2008, a un anno di distanza dal famigerato fallimento dell’americana Lehman Brothers (9 agosto 2007).

Dopo enormi sacrifici e severissime riforme bancarie, da qualche mese anche l’Inghilterra e’ uscita dalla recessione e con la Scozia si parla di prospettive di Pil del 2-3% all’anno, cose impensabili solo due anni fa’. Una Scozia indipendente puo’ tuttavia dare ancora piu’ prosperita’ e ricchezza ai suoi abitanti. Con un ricavo di quasi 30 miliardi di euro all’anno (dati rapporto fiscale governo giugno 2013) solo di petrolio e gas naturali, con un’energia eolica che puo’ coprire il 25% del fabbisogno europeo e le nuove turbine marine, futuristiche e impressionanti costruzioni piantate in mezzo al mare, ci sono potenzialita’ per creare nei prossimi dieci anni la nuova Svizzera d’Europa. Chiaro che in molti l’hanno capito se il consenso verso l’indipendenza e’ ormai al 37% dichiarato senza dubbi nei sondaggi (anche in quelli degli unionisti) e si giochera’ nei prossimi 12 mesi dal referendum (18 settembre 2014) la persuasione di almeno 17% di indecisi. Forse ci siamo. In ogni modo ci siamo vicini.

Ma come mi viene spiegato spesso quassu’, il consenso verso l’indipendenza e’ slegato dal consenso verso lo SNP di Alex Salmond, un partito (con un leader vero e di bravura e carisma eccezionale), che comunque resta sempre oltre il 70% o persino di piu’ dalle ultime elezioni.

Gordon Mc Intyre/Kemp non e’ tuttavia un politico. E’ un imprenditore e parla il linguaggio degli imprenditori. E come me ha capito da tempo che quassu’ non si sta affermando solo un successo di tipo politico e sociale (molte le agevolazioni per gli studenti e le fasce piu’ povere della polazione) ma anche di tipo economico. Il localismo economico attuato dallo SNP (partito di area social-democratica ma abbastanza liberale in economia) e’ ormai sufficientemente consolidato per cominciare a proporne un modello teoretico e pratico da esportare. E’ esattamente su questo che io e Gordon ci siamo trovati subito in perfetta sintonia. Inoltre per ottenere l’Indipendenza e’ indubbio che ci vogliono soldi e risorse ingenti. Il suo progetto di creare una paiattaforma d’imprenditori indipendentisti sta pertanto suscitando notevole interesse e Business for Scotland non ha solo lo scopo di attirare fondi per progetti dedicati a promuovere l’indipendenza ma organizza anche corsi e conferenze per i suoi ‘ambasciatori’, in linea con quelli che la Yes Scotland Campaign porta avanti dall’anno scorso.

Per questo ho ritenuto utile concordare con Business for Scotland una serie di conferenze anche per noi indipendentisti Veneti e la prima si svolgera’ proprio a Edinburgo alle 19.00 della sera del 19 settembre, alla Dunard Library dello Hub, un’elegante sala di convegni nella biblioteca della vecchia cattedrale gotica, oggi centro d’attrazione del Festival di Edimburgo. Sara’ un’opportunita’ d’oro per molti nostri piccoli e medi imprenditori (e so che parecchi parteciperanno alla Marcia del 21) che cosi’ possono ascoltare dal vivo Gordon e i funzionari ministeriali  che stanno promuovendo questa iniziativa, con l’intento d’imparare dettagli importanti da chi ha gia’ “aperto la pista” e l’ispirazione, spero, di costituire qualcosa di analogo anche fra gli imprenditori indipendentisti Veneti (ma anche i Lombardi, Siciliani e Sardi che mi hanno confermato essere presenti). L’incontro sara’ seguito alle 21.30 da un gala-party diplomatico alla cosiddetta “ambasciata” Veneta che ho allestito (per ora simbolicamente, un giorno magari chissa’che sia vero) proprio davanti allo Hub, in Lawmarket, dove serviremo risotto al salmone scozzese e Prosecco allo scopo d’introdurre i partecipanti delle varie delegazioni ai nostri amici Scozzesi. La partecipazione al Gala dell’Ambasciata Veneta e’ gratuita ma alla Dunard Library ho pensato di far preparare un buffet leggero per un costo di dieci sterline, sufficienti a coprire meta’ dei costi. Non mi sembra di chiedere troppo, considerato che un menu fisso di tre portate in un ristorante del centro costa almeno tre volte di piu’.

Credo che questo tipo d’iniziative siano indispensabili per i Veneti, persino per quelli non indipendentisti, specie in tempi molto difficili per l’imprenditoria Veneta. Certo se fossi un imrpenditore veneto, preferireri di gran lunga investire in paesi sicuri come la Scozia piuttosto che in altri continenti, dove la situazione economica e’ magari promettente ma tutele e garanzie, per chi ci prova e ci ha provato, sono ancora vittime di un sistema burocratico farraginoso e di interpetazioni spesso “fantasiose”.

Viceversa gli imprenditori scozzesi sembrerebbero molto interessati a investire in aree come Veneto e Lombardia che da sole producono quasi il 10% del Pil europeo (e i loro occhi si sono illuminati quando gli ho fornito gli ultimi dati solo della camera di commercio di Vicenza). Ma scusate, se proprio devo cercarmi un partern, sara’ meglio uno scozzese o un veneto che e’ in Europa e bene o male ha una cultura simile alla mia, piuttosto che partners avventurosi di governi che stanno all’altro capo del mondo e se qualcosa va male non so piu’ a chi attaccarmi, dico bene?

Per questo ho gia’ concordato  con Gordon di venire a parlare anche ai Veneti direttamente a Venezia, quest’autunno, assieme ad esponenti dello SNP che possono illustrarci il modello politico che ha permesso tutto cio’ e presto sentirete ulteriori iniziative, tramite Plebiscito2013, Vivere Veneto, Raixe Venete, magari anche L’Indipendenza, unico giornale veramante indipendentista che io conosca al momento.

Io faccio queste cose perche’ credo i nostri imprenditori siano semplicemente i discendenti dei glioriosi mercanti Veneti, di cui portano lo stesso DNA con la stessa potenzialita’ creativa e innovativa. E le faccio perche’ ci credo per davvero nel ritorno della Serenissima Repubblica , perche’ amo la mia gente e so che la mia gente mi vuole altrettanto bene e ho capito, come molti, che l’interesse di cinque milioni di Veneti non puo’ piu’ essere lasciato nelle mani di politicanti inadeguati che ragionano con logiche da partito italiano ne’ di personaggi fatui che sono piu’ adatti ad ambienti da Bar Sport e che finora hanno frenato la partecipazione allargata di tutti i Veneti, o per lo meno la maggior parte, a una discussione seria e responsabile su una possibile e concreta scelta indipendentista.

Qui ci stiamo giocando il futuro di Popoli di milioni di persone, e si stanno proponendo modelli amministrativi e ed economici localistici che ci aiuteranno a rivedere un giorno tutta  l’economia mondiale in modo molto diverso, piu’ radicato nel territorio, piu’ controllato dalla gente che ci vive,  e fuori dalle speculazioni bancarie internazionali che stanno rischiando di annientarci tutti oggi. Impariamo da gente come Gordon a capire come fare. Tutti allo Hub di Edimburgo il 19 sera per scoprire gli spiragli di luce di un nuovo secolo che forse sta cominciando solo adesso. Un abbraccio.

Giovanni Dalla-Valle
Vostro umile servitore di San Marco, in terra di Scozia ed Albione

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