Come si arriva dal Veneto “sano e virtuoso” al Veneto “ammalato e in crisi”

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di Alessandro Vidale

Riportiamo di seguito alcune considerazioni e dati che riassumono in modo circolare la situazione del Veneto “sano e virtuoso” per arrivare al perché del Veneto “ammalato e in crisi”.

IL VENETO 

E LA POLITICA ECONOMICA VIRTUOSA

RESIDUO FISCALE COMPLESSIVO REGIONE DEL VENETO DALL’ANNO 2000 ALL’ANNO 2011

Il residuo fiscale della Regione Veneto dell’anno 2012 è pari ad euro 14,69 miliardi.

Il residuo fiscale è dato dalla differenza tra tutte le entrate (fiscali e di altra natura) che le Amministrazioni pubbliche prelevano da un determinato territorio e le risorse che in quel territorio vengono spese.

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RESIDUO FISCALE COMPLESSIVO REGIONE DEL VENETO DALL’ANNO 2000 ALL’ANNO 2011

  • Interessi sul debito pubblico tra le spese sono compresi gli interessi sul debito pubblico. Il Veneto non ha creato debito pubblico e quindi non dovrebbero essere considerati gli interessi tra le uscite (circa 7,5 miliardi di euro)

residuo

 

  • Interessi sul debito pubblico tra le spese sono compresi gli interessi sul debito pubblico. Il Veneto non ha creato debito pubblico e quindi non dovrebbero essere considerati gli interessi tra le uscite (circa 7,5 miliardi di euro)

IL VENETO E LA SPESA PUBBLICA EFFICIENTE ED EFFICACE

La Regione migliore nella gestione spesa pubblica anche riguardo il confronto con la Germania: Il Segretario Unioncamere Veneto Gian Angelo Bellati fa presente che per quanto riguarda il risparmio della spesa pubblica: “La Germania può imparare dal Veneto

Fonte:  Giornale di Vicenza – 15 gennaio 2013

Grazie a tutti gli amministratori pubblici del Veneto che negli anni,  nonostante le enormi difficoltà, hanno saputo amministrare con efficienza ed efficacia gestionale.

 

IL VENETO E LA SPESA PUBBLICA EFFICIENTE ED EFFICACE

Efficienza:  capacità di raggiugere l’obiettivo impiegando le risorse minime indispensabili

(Es. un pasto in un ospedale Veneto costa 6,5 euro in altre Regioni costa 50 euro) – Fonte:  L’Arena 19.1.2013

(Es. spese regionali organi istituzionali ogni 100 abitanti 2011 Veneto € 816,80, altre regioni € 4.413, € 4.401, € 3.373, € 3.317,…) Fonte: Sole 24 Ore 18.9.2012

 

Efficacia: capacità di raggiungere l’obiettivo secondo standard ritenuti soddisfacenti

Es.: la scuola Veneta che riesce rendere efficace l’apprendimento prove invalsi:“Scuole Venete promosse a pieni voti”   “Gli scolari della regione primeggiano nelle prove Invalsi

Fonte: Il Gazzettino 2 gennaio 2013 – Studio Fondazione Agnelli

 

RIEPILOGO DELLA SITUAZIONE IDILLIACA

  • Il Veneto ha quindi una situazione quindi idilliaca perché: 
  • Il Veneto ha un residuo fiscale enorme 
  • Questo significa che il Veneto spende in spesa pubblica (sanità, scuola, strade, sicurezza…) molto meno delle entrate 
  • Quindi questo significa che il Veneto non crea debito pubblico e interessi sul debito pubblico in quanto spende meno risorse rispetto alle entrate 
  • Inoltre il Veneto ha una spesa pubblica efficiente ed efficace 
  • Il Veneto ha una spesa pubblica pro capite (sanità, scuola, strade, sicurezza…) inferiore rispetto a quella di tutte le altre Regioni Italiane e anche rispetto alla Germania 
  • Il Veneto pur spendendo pro capite meno di tutti eroga comunque servizi pubblici anche di eccellenza (vedi es. la sanità Veneta una delle prime e invidiate al Mondo) 
  • Il Veneto ha una elevata capacità di pagare gli eventuali interessi e rimborsare l’eventuale capitale estremamente elevata (tripla AAA come la Svizzera – eccellente) 

IL VENETO

E LA FINE DELLA SITUAZIONE IDILLIACA DELLA POLITICA ECONOMICA

LA SITUAZIONE IDILLIACA CONSEGUENZA DELLA POLITICA

 ECONOMICA VIRTUOSA DEL VENETO

DURA PURTROPPO POCO PERCHE’

  • Il Veneto si deve confrontare con un enorme debito pubblico non creato dal Veneto stesso in quanto il Veneto produce residuo fiscale 
  • Il Veneto si deve confrontare con una enorme burocrazia che frena il sistema produttivo
  • Il Veneto si deve confrontare con una enorme tassazione fiscale e costo del lavoro

 

DEBITO PUBBLICO

  • Debito  nei confronti di altri soggetti nazionali o esteri quali individui, imprese, banche o stati esteri
  • che hanno sottoscritto un credito allo Stato nell’acquisizione di obbligazioni o titoli di stato (in Italia Bot, Btp, Cct, Ctz, ecc…)

 

DEBITO PUBBLICO

  • Debito pubblico mese di giugno 2013: 2.075 miliardi di euro
  • …600 milioni in più rispetto a maggio 2013
  • …pari ad euro 34.500 pro capite 

 

DEBITO PUBBLICO

  • l’Italia ha un rapporto debito /pil di circa il 130,3% (con dati primo trimestre 2013), seconda solo alla Grecia 160,50%. La Grecia nel 2009 aveva un rapporto del 129,4%. Mancano solo 4 anni per arrivare come la Grecia che in questi giorni ha autorizzato la vendita di prodotti alimentare scaduti
  • Politica economica ha sempre sostenuto la necessità di  un corretto rapporto debito / ricchezza (PIL)
  • Rapporto recepito dalla sottoscrizione del  Trattato di Mastricht nel 1991: massimo 60%

 

DEBITO PUBBLICO

  • Causa l’obbligo di sottostare a dure manovre di risanamento per il contenimento o rientro del debito pubblico (tagli lineari che colpiscono gli enti pubblici virtuosi del Veneto; non vengono fatti tagli con riferimento ai costi standard del Veneto)
  • Spending rewiew
  • Fiscal compact (ddl approvato al il 20 dicembre 2012 con 222 voti favorevoli e 4 contrari)
    • Rapporto deficit/PIL pari al 60% o meno (ora 130,30)
    • Obiettivo in 20 anni, riducendo dunque di un 5% annuo il proprio indebitamento
    • 40-50 miliardi di euro all’anno per 20 anni (salvo ulteriori debiti)
    • Pareggio di bilancio: per costruire scuole, ospedali, strade, ferrovie ecc… deve corrispondere almeno un pari importo in entrata (tasse)

Il tutto significa anche enormi tagli ai servizi pubblici essenziali (sanità, scuola, sociale,…) tali da mettere in discussione l’erogazione dei servizi stessi.

 

DEBITO PUBBLICO 

  • Diminuisce la credibilità internazionale qualificata e quantificata dalle agenzie di rating e quindi difficoltà per imprese e per gli investitori

“S & P taglia il rating dell’ ITALIA a BBB”

Fonte: Sole 24 ore del 10 luglio 2013)

 

“Fitch declassa il Veneto ma spiega nella nota che accompagna la decisione assunta che ben altra sorte avrebbe il Veneto se il rating delle Regioni non fosse agganciato a quello degli Stati cui appartengono: il VENETO avrebbe la tripla AAA (eccellente capacità di onorare le obbligazioni come la Svizzera)” 

Fonte: Corriere del Veneto del 27 maggio 2013

 

DEBITO PUBBLICO – CLASSIFICAZIONE

sp

ANDAMENTO DEL DEBITO PUBBLICO IN ITALIA DAL 1970 AL 2010

debp

ANNO 1970: 40,50%

  ANNO 2010: 119,00%

  ANNO 2011: 120,80%

 ANNO 2012: 127,00%

ANNO 2013 (PRIMO SEMESTRE): 130,30%

MANOVRE ECONOMICHE 

Nonostante tutte le manovre di politica economica che dovrebbero essere di risanamento, la situazione precipita. Questo perché con queste manovre:

a)    aumentano le tasse. Aumentando le tasse vengono sottratte risorse ai consumi, agli investimenti e alle esportazioni (es. aumento iva 1% = 1% in meno per il consumatore finale a meno con questo aumento iva non si effettui una spesa pubblica produttiva) e di conseguenza diminuisce la ricchezza prodotta (PIL)

b)   tagliano in modo lineare la spesa pubblica. Tagliando in modo lineare  la spesa pubblica, quindi anche quella efficiente ed efficace  degli enti (Veneto), fanno diminuire la ricchezza prodotta (PIL).

Quindi producendo minore ricchezza è necessario emettere nuovo debito pubblico e poi aumentare le tasse (e così via senza fine) per finanziare la spesa pubblica inefficace e inefficiente).

Quindi non tagliando la spesa pubblica inefficace e inefficiente la situazione si avviterà sempre più su se stessa.

 

IMPOSIZIONE FISCALE E COSTO DEL LAVORO

TOTAL TAX RATE INCIDENZA IMPOSTE E CONTRIBUTI

SUGLI UTILI DI UNA PMI (2012)

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  • Banca mondiale che colloca l’Italia  al 170° posto su 193 analizzati
  • Flat tax: da una stima utilizzando circa la metà del residuo fiscale il Veneto potrebbe azzerare l’irpef e l’irap e istituire una flat tax del 20% fissa con una no tax area fino a € 15.000,00
  • Il tutto farebbe volare i consumi, gli investimenti e le esportazioni creando maggiore ricchezza (PIL) per un conseguente enorme benessere sociale

 

EVASIONE FISCALE OGNI 100 EURO DI IMPOSTA VERSATA

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Una replica a “Come si arriva dal Veneto “sano e virtuoso” al Veneto “ammalato e in crisi””

  1. caterina ha detto:

    siamo continuamente oppressi da una Roma inefficiente, dove tutti parlano e si agitano e ci coinvolgono riempiendo telegiornali e talk show di liti discorsi accuse e contraccuse, rassicurazioni e smentite: basta! Qui sopra abbiamo visto che non siamo certo noi veneti il male di quest’Italia…ebbene, ci lascino in pace! lasciamoli a discutere e noi andiamo per la nostra strada! risolviamo noi i nostri problemi, a roma non fanno che complicarceli…lo stanno chiedendo tutti, vediamo ogni giorno pronunciarsi anche i Comuni, grandi e piccoli, ancora di più i piccoli che ogni giorno lottano tra difficoltà che non ci dovrebbero essere perchè sono virtuosi, virtuosissimi a fronte di comportamenti che altrove sono opposti, e magari neanche per colpa loro, ma per colpa di uno stato sempre e solo concentrato sulle sue dinamiche di potere e inefficienze croniche, che ci riversa addosso il suo costo abnorme aumentandolo sempre più in maniera insensata, quando invece la gente che siamo noi con la saggezza che ci è innata sapremmo organizzarci una vita serena, e risolvere i nostri problemi utilizzando le risorse di cui disponiamo, e che sapremmo anche incrementare in favore nostro e di tutti.
    Abbiamo solo bisogno di essere indipendenti: questo lo stanno dicendo al Consiglio Regionale i tanti comuni che già si sono pronunciati, questo speriamo che decidano il prossimo martedì 17, senza tentennamenti, senza riprodurre la canea romana: basta!!!

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