Confederazione Veneta

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pizzati telenuovo 2Uno dei timori maggiori del periodo successivo alla dichiarazione di indipendenza del Veneto è il rischio di ritrovarsi in una piccola Italia. In fin dei conti molti osservano un attuale apparato politico anche in Veneto che rispecchia quello italiano. Cosa ci garantisce che dopo l’esito del plebiscito del 2013 le cose cambino? Trattenere 20 miliardi di residuo fiscale potrebbe semplicemente tramutarsi in 20 miliardi in più gestiti in malo modo.

Per questo è essenziale discutere già da subito non solo di votare SI al plebiscito per la totale indipendenza politica del Veneto, ma di come si intende ristrutturare il nuovo stato immediatamente dopo. Avere le idee chiare su che tipo di struttura si vuole aiuterà anche ad aumentare i consensi per far rinascere il Veneto come stato d’Europa.

Il problema di fondo dello stato italiano è di avere un apparato eccessivamente centralistico per governare una realtà territoriale molto eterogenea. L’accentrazione del potere non solo rende impossibile qualsiasi tipo di vera riforma (perché andrebbe ad intaccare lo stesso accentramento di potere), ma alimenta anche un sistema partitocratico inefficiente come unica struttura per gestire la cosa pubblica. In altre parole, qualsiasi tassa spremuta nel territorio viene accentrata, e solo appartenendo ad una organizzazione piramidale si può accedere a queste stesse risorse. Questo sistema clientelare crea delle distorsioni che non ci permettono di essere competitivi nel mondo, provocando declino economico, disoccupazione ed emigrazione.

Se vogliamo uno stato moderno alla pari di altre realtà europee, tipo la Svizzera, anche il Veneto dovrà adottare una struttura decentralizzata, federale se non addirittura confederale.

Cosa si intende per una vera struttura federale? Purtroppo il termine federale nella lingua italiana è stato annacquato del suo significato nei vari tentativi di riformare lo stato italiano. Per federale si intende non solo autonomia nella gestione amministrativa delle risorse pubbliche, ma anche (e soprattutto) autonomia fiscale nel scegliere l’adeguata pressione fiscale anche (e soprattutto) a livello locale. Per esempio, le entrate di una tassa sugli immobili non solo devono rimanere nella propria totalità al comune, ma l’amministrazione comunale deve essere libera di decidere anche il livello di tassazione (che può essere anche zero) senza alcuna interferenza da un governo centrale.

E’ fondamentale mantenere le decisioni fiscali il più vicino al cittadino, e inoltre responsabilizzare il cittadino con le stesse scelte. Pare utopia, ma nella vicina Svizzera delle nuove tasse comunali devono essere approvate dalla cittadinanza tramite democrazia diretta. Una tassa deve essere collegata ad un determinato servizio o infrastruttura. Riflettendoci sembra la cosa più banale al mondo che quando si paga una tassa si sa cosa va a finanziare, come se fosse una qualsiasi bolletta.

Alcuni servizi per ragioni di economia di scala sono più efficienti se gestiti ad un livello più ampio di quello comunale. Ad esempio, sanità o istruzione, come minimo dovrebbero essere gestiti a livello provinciale. In un sistema federale, solo ciò che conviene gestire a livello territoriale più esteso viene delegato ad una amministrazione cantonale, provinciale o nazionale. Altrimenti tutte le competenze rimangono più vicine possibile al cittadino, e cioè a livello comunale.

Il vantaggio di un sistema federale è anche l’efficienza dovuta a varie amministrazioni territoriali. Per esempio, la tassa indiretta (l’IVA) può essere gestita autonomamente da ogni provincia. Associazioni commerciali di una provincia possono così far pressing perché l’IVA nella propria provincia sia più bassa, attirando così più clientela. Questo forzerebbe anche le altre provincie a fare altrettanto, forzando così una gestione pubblica che diminuisce gli sprechi. Pare utopia, ma così funziona il sistema federale statunitense, dove l’IVA è decisa autonomamente da ogni stato e si aggira normalmente dal 5% al 10%. Se fosse centralizzata come in Italia sicuramente anche oltreoceano avrebbero inevitabilmente un’IVA al 21%.

Ma un sistema federale non serve solo per ragioni fiscali ed economiche. Una realtà montana come la provincia di Belluno dovrà assolutamente avere una piena e totale autonomia. Purtroppo finora la Regione Veneto è stata per la provincia di Belluno una amministrazione accentratrice di diverse competenze. Questo dovrà assolutamente cambiare in un Veneto federale, dove la provincia di Belluno (ma anche le altre) potranno godere di una completa autonomia fiscale ed amministrativa.

Addirittura personalmente sarei favorevole ad una struttura confederale, dove la sovranità rimane in mano ad autorità territoriali (come le province) all’interno dello stato stesso. In sostanza questo garantirebbe il diritto a diventare una realtà indipendente se la confederazione non è più ritenuta opportuna. Per esempio, la provincia di Belluno rimarrebbe parte della confederazione veneta solo perché conviene farne parte, non perché si è obbligati da qualche costituzione scritta generazioni prima. Questo tipo di struttura politica potrà garantire anche l’adesione (o dedizione, per usare un termine dei tempi della Serenissima) magari di province friulane o della Lombardia orientale, che vedono solo dei vantaggi nel far parte di un sistema federale efficiente come sarà lo stato Veneto.

Abituiamoci all’idea che a breve avremo la possibilità di impostare uno stato moderno alla pari della Svizzera.

Lodovico Pizzati
Portavoce – Plebiscito2013.eu

9 risposte a “Confederazione Veneta”

  1. Rodolfo ha detto:

    Una delle cose che credo pochi di quelli che hanno il progetto di un “Veneto stato” e la questione dell’ oro dell’ ex “Banca d’Italia”. L’oro depositato alla Banca d’Italia (quella Ufficiale) era di tutti i cittadini, di conseguenza, essendo lo stato Italiano formato da Regioni, una parte proporzionale di quell’oro spetta alla Regione Veneto e va recuperato. Attualmente per motivi spiegati al link indicato non si sa bene di chi sia. http://www.youtube.com/watch?v=pN5F1mmaBwM
    Suggerisco a chi vuole creare il nuovo stato, 1) Di pubblicare in rete la “Nuova costituzione” che s’intende adottare per il nuovo stato, e prevedere la possibilità di suggerimenti di modifica online da parte dei cittadini e di programmare il recupero della quota percentuale dell’oro dell’ex “Banca d’Italia” spettante al Veneto.
    P.S. Creare un nuovo stato e la separazione sono soluzioni palliative del tipo “dare una caramella ad un malato di cancro come cura”. L’unica soluzione per eliminare la crisi mondiale è una sola e rivoluzionaria, è descritta a questi due link:
    1) http://www.youtube.com/watch?v=DK5a1q1OZyA&feature=share
    2) http://www.rodolfomaschio.it/imieipensieri/comerisolveretuttiiproblemidelmondo.htm
    Grazie per l’attenzione

  2. […] una struttura federale o confederale, auspicata e delineata da Lodovico Pizzati nell’articolo Confederazione Veneta, dove il centro nevralgico del sistema non sarà più lo stato centrale, come in Italia, ma il […]

  3. […] impostare uno stato veramente federale, snellire la burocrazia, e migliorare la giustizia, bisognerà aspettare un’assemblea costituente […]

  4. Ultimi Veri Venexiani ha detto:

    Magari illustrissimo Lodovico, uno Stato Marciano Confederale e organizzato e governato alla Svizzera. Sarebbe una fantastica soluzione puntare anche ad una nuova Europa di Popoli liberi & Sovrani.

  5. Dan MORELL ha detto:

    bene parlare del dopo, di una confederazione di statai veneti… ma ricordiamoci di parlare anche di tasse…. che dovranno essere tra le piu basse d’europa, ricordo che la nostra repubblica serenissima era conosciuta come quella che non metteva tasse sui camini sulle porte, sulle finestre ne … sulle carte bollate. auspico una nuova nazione sul modello svizzero, per efficenza e serieta delle leggi, infine spero che i nostri nuovi rappresentanti, non percepiranno stipendi da favola a nella media degli onesti lavoratori….

    • Willy Joe ha detto:

      Trovo inquetante che chi he venduto fumo ai Veneti con IV adesso sia il portavoce di questo “Plebiscito 2013”.Etrovo altrettanto preoccupante che la gente non ne tenga conto.Comunque ogniuno è libero di farsi infinocchiare da chi preferisce.Ma almeno certe domande bisognerebbe porsele…….Povero Veneto!!!

      • caterina ha detto:

        Willy, sei desolante nel tuo disfattismo!!! su, su, mio/a caro/a, non perderti nei meandri metali all’uso di chi ha in mente solo cadreghe… prima si deve raggiungere l’obiettivo. c’è posto per tutti in un Veneto che mira all’efficienza!

  6. Antonello ha detto:

    Scusate, ma a me forse è sfuggito quando ci dovrebbe essere questo referendum per rendere indipendente il Veneto. Non rispondete in ottobre come continuano a ripetere i padroni di I.V. per favore. Ero a Venezia quando i “signori” seduti in consiglio si sono sbeffeggiati ben bene la proposta di Valdegamberi e si poteva ben vedere disegnata sulle facce di Morosin, Cantarutti & C. la domanda “e desso cossa me invento?” Perciò se avete notizie più recenti, ma sopratutto vere, fatemele sapere, per favore.

  7. Rodolfo ha detto:

    DUn link utile dove prendere spunti per la formazione della nuova costituzione del Veneto —-http://www.ioamolitalia.it/blogs/italiani-liberi/la-nuova-costituzione-ungherese-che-all-ue-non-piace.html

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