CONTRO VENEZIA COME CONTRO IL SUDTIROLO

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Clicca per ingrandire (pubblicato sul Gazzettino del 3 novembre 2013)

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Si parte dallo sterilizzare “Tagiapiera” in “Tagliapietra”, a castrare “drio el” con “dietro il”, e si arriva a pervertire una “Ruga Piovega”, cioè un percorso pubblico, comunitario, nella “Via della Pioggia”. Stravolgere il patrimonio linguistico veneto equivale al distruggere i Veronese, i Tiepolo, i Tiziano; all’abbattere i Murazzi; al radere al suolo Palladio e Fra Giocondo; al fondere il Tesoro di San Marco per ricavarne lingotti; al bruciar biblioteche come ai tempi di Goebbels.
Stravolgere il patrimonio linguistico del popolo veneto significa stravolgerne i più profondi valori civili e sociali. Le pelose argomentazioni dell’assessore Agostini ricalcano nello spirito e nella lettera quelle del boia Tolomei : non basta una coccarda del PD per nascondere un’anima nera e nazionalista.
Tra le “grandi navi” e un’Assessore colonialista, coraggio sindaco Orsoni !
Nel ‘700, in ambiti particolarissimi e rarefatti, qualcuno scriveva anche “cattastico” e “cattasticco”, “catavveri” e “cattaaverri”, e “collona” e “salla”, ma nessuno si sarebbe sognato mai di imporre tali grafie stravaganti alla gente onesta. Occorreva aspettare una arrogante Figlia della Lupa, allevata nella Spagna di Franco o nell’Albania di Hoxha per arrivare a tanto !
Il giudizio è sereno : nel suo “Ritratto del colonizzato e del colonizzatore” Albert Memmi fotografa Tiziana Agostini a braccetto di Ettore Tolomei.

Franco Rocchetta

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