Estonia indipendente, un esempio di innovazione per tutto il mondo

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Non è ora che la nuova Repubblica Veneta faccia lo stesso?

Estonian_Declaration_of_Independence

Manifesto della Dichiarazione d’indipendenza estone, 1918 (clicca per ingrandire)

Nel percorso che ci avvicina al referendum per l’indipendenza della nuova Repubblica Veneta, merita guardare alle esperienze che hanno fatto alcuni nuovi Paesi divenuti indipendenti. Tra di essi merita una particolare attenzione l’Estonia.
L’Estonia ha una popolazione di circa un milione e mezzo di abitanti e si trova nel Mar Baltico, a sud della Finlandia. Ad est confina con la Russia, a sud con la Lettonia. Governata a periodi alterni da danesi, tedeschi, polacchi, svedesi e russi, gli estoni hanno capito che gli serviva l’indipendenza perché la loro nazione fiorisse liberamente.
L’Estonia dichiarò inizialmente la propria indipendenza nel 1919, quando il paese sfuggì all’impero russo. Ma, in seguito alla seconda guerra mondiale, l’Estonia fu assorbita nell’Unione Sovietica – anche se le nazioni occidentali rifiutarono di riconoscerla come parte legittima dell’URSS. Nei tardi anni ’80, l’Unione Sovietica iniziò a crollare e nelle nazioni baltiche occupate ci furono grandi proteste contro il governo di Mosca.
La sovranità estone fu quindi ripristinata nell’agosto del 1991 e restaurata l’indipendenza del 1918, secondo il principio giuridico della continuità (ossia che il paese ugro-finnico non avesse mai cessato di esistere e che l’era sovietica fosse solamente da considerarsi come un periodo di occupazione militare straniera). Il 12 settembre dello stesso anno si concluse con l’Urss il trattato che avrebbe portato le truppe armate sovietiche ad abbandonare definitivamente il Paese.
In seguito all’indipendenza, l’Estonia ha saputo riconvertire i propri commerci verso le nazioni dell’Unione Europea. Oggi più del 70% del commercio estone avviene con l’UE e nel 2004 l’Estonia è entrata a far parte dell’Unione Europea, con un proprio seggio nel massimo tavolo decisionale europeo. L’economia estone è cresciuta enormemente negli ultimi 5 anni e le previsioni vedono una crescita sempre maggiore anche per il prossimo futuro. L’Estonia ha sviluppato enormemente i settori dell’elettronica e delle telecomunicazioni ed ha sviluppato una grande capacità di attrarre capitali stranieri. Il paese ha sfruttato la propria posizione strategica nel cuore del mercato europeo a crescita più elevata – la regione del Mar Baltico – che ha una popolazione aggregata di 90 milioni di persone.
L’Estonia è un paese che ha fatto dell’innovazione un proprio punto di forza: da un punto di vista digitale l’Estonia rappresenta un esempio cui ispirarsi. Giusto per citare alcuni grandi risultati sul campo, vale la pena ricordare che:

  • ogni cittadino possiede una carta di identità con firma elettronica legale;
  • per aprire una società con procedure digitali basta mezza giornata;
  • Skype è nato in Estonia e tutt’ora metà dei dipendenti vive lì;
  • si vota on line;
  • l’accesso a internet è un diritto costituzionale;
  • scuole e programmi di insegnamento sono online.

Il successo dell’Estonia ha dimostrato con quale rapidità una nazione indipendente può fiorire prendendo la piena responsabilità nella conduzione dei propri affari.
Non è ora che la nuova Repubblica Veneta faccia lo stesso?

Gianluca Busato
Plebiscito2013.eu

3 risposte a “Estonia indipendente, un esempio di innovazione per tutto il mondo”

  1. lodovico ha detto:

    “ogni cittadino possiede una carta di identità con firma elettronica legale;”
    … per chi ha mai provato a fare il labirinto burocratico di presentare certificati elettorali per migliaia di sottoscrittori ad una lista elettorale, con la firma digitale tutti questi passaggi inutili non servirebbero piu’… questo solo un esempio di quanta burocrazia e quanti sprechi si potrebbero eliminare con passaggi semplici come questo fatto in Estonia con la firma digitale

    • ermanno ha detto:

      tessera con codice e pin.
      si vota e a chiusura voto viene eliminato l identificativo ovvero tutto anonimizzato e privacy rispettata. tanto semplice che basta una connessione internet dal bar, biblioteca, cellulare, ufficio … spese poche , democrazia diretta al massimo.

  2. caterina ha detto:

    bèh…uno stato piccolo che nasce nell’era dell’elettronica ha impostato la burocrazia e l’amministrazione ex novo e noi c’impiegheremo un po’ di più perchè dovremo sostituire inveterate abitudini, ma ci arriveremo… e saremo veloci, funzionali e al passo coi tempi…i giovani nascono con l’elettronica in testa e aiuteranno i meno giovani…
    per fortuna ci resterà il gusto di un libro cartaceo, apprezzeremo sempre una lettera scritta a mano, e saremo felici di ritrovare una vecchia pergamena da incorniciare… ecco, non chiederemo in tempo di crisi 50 milioni per spolverare pareti di documenti anche perchè chi sarà addetto alla custodia si darà da fare per farlo ogni giorno…

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