FAQ

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Come sarà la nuova Repubblica Veneta? Le ragioni dell’indipendenza e risposte a domande frequenti.

Perché la Venetia ha bisogno di una voce nel mondo?

Senza l’indipendenza, la Venetia può solo guardare le altre nazioni che si riuniscono per discutere e affrontare i temi globali.

Come parte dell’Italia, la Venetia non ha alcun ruolo diretto nel dare forma alle decisioni dell’Unione Europea, decisioni che ci influenzano direttamente e hanno un impatto cruciale su settori chiave quali il turismo e l’agricoltura. Per divenire parte del processo desionale europeo e guadagnare il potere di alzarci in piedi per difendere i nostri interessi nazionali vitali, la Venetia deve diventare indipendente.
Saremo in buona compagnia. Sette dei dieci nuovi stati membri dell’unione europea hanno popolazioni simili, o più piccole di quella veneta. Se Estonia, Lettonia e Lituania possono avere un seggio al più importante tavolo decisionale europeo, perché allora la Venetia no?
L’indipendenza darebbe inoltre alla Venetia una voce nel proscenio internazionale; una voce che possiamo usare per promuovere la pace e la riconciliazione e l’onestà, rifacendo nostra una tradizione che ci viene dalla Serenissima Repubblica di Venezia.
Plebiscito 2013 sostiene sempre la legalità internazionale. Il governo veneto nella Venetia indipendente non avrebbe mai inviato soldati veneti in un conflitto di dubbia legalità come quello in Irak.
L’indipendenza ci permetterebbe anche di onorare i nostri impegni per un aiuto allo sviluppo internazionale. Un governo veneto indipendente, per fare un piccolo esempio, avrebbe senz’altro recepito le raccomandazioni delle Nazioni Unite per un contributo dello 0,7% del PIL in favore di riforme di organismi internazionali quali la WTO (Organizzazione Internazionale del Commercio), al fine di creare uno scenario più equilibrato tra nazioni ricche e meno sviluppate.
L’indipendenza ci permetterebbe di fare le scelte opportune per affrontare i cambi climatici. La maggioranza della popolazione è ormai consapevole che il cambio climatico è una realtà e che dobbiamo diminuire la quantità di CO2 (anidride carbonica) che emettiamo in atmosfera e affrontare le noste future necessità energetiche in un modo più sostenibile per tutti noi.
Plebiscito 2013 propone di farlo sviluppando le enormi risorse ecologiche non sfruttate della Venetia, quali il vento, l’energia idroelettrica, l’energia solare e altre forme di energia pulita, da sviluppare in modalità sostenibile per noi e il nostro ambiente.
Ciò oltre a dare benefici diretti ai veneti, li porterebbe a tutti gli altri paesi e popolazioni. La Venetia è meglio piazzata di molti altri paesi per poter adottare sistemi energetici puliti e naturali, ma abbiamo bisogno che il parlamento veneto detenga il pieno controllo della politica energetica per farlo.

La Venetia come conquisterà la propria indipendenza?

La Venetia diventerà indipendente quando le comunità che si riconoscono in essa voteranno a favore di ciò in un referendum democratico.
Se la maggioranza dei votanti nel referendum voterà a favore dell’indipendenza, i rappresentanti del governo veneto cominceranno i negoziati con Roma per accordarci sui termini dell’indipendenza.
Mentre i negoziati saranno in corso, sarà presentata una bozza di costituzione per la Venetia indipendente. La costituzione veneta garantirà i diritti dei cittadini veneti e determinerà le modalità di governo della Venetia.

Perché conviene l'indipendenza?

Perché non possiamo creare la Venetia cui aspiriamo e che ci meritiamo senza i pieni poteri che derivano dall’indipendenza. La Venetia è un grande paese e un grande posto in cui vivere, ma potrebbe essere molto meglio se noi avessimo i poteri di apportare cambiamenti concreti.
Come individui, noi reputiamo la nostra indipendenza un fatto normale. Per tutti noi è assodato il fatto di fare le nostre scelte in modo naturale, di decidere come risparmiare e spendere i nostri soldi e come assumerci le nostre responsabilità nel corso della nostra vita.
Perché dovremmo aspirare a meno per il nostro paese?
Come nazione, noi accettiamo l’indipendenza di altri Paesi come una cosa normale. Non riteniamo cosa strana che i popoli di Austria e Svizzera portino avanti i loro interessi. Non ci aspetteremo che i popoli di Svezia e Danimarca chiedano ad altre nazioni di prendere decisioni per conto loro, perché loro non si sentono in grado di farlo. Perché dovrebbe essere diverso per il popolo veneto?
Non c’è proprio alcuna ragione perché noi non possiamo avere un vero parlamento nostro, con i pieni poteri che gli derivano dall’indipendenza.
L’indipendenza non è solo una cosa normale; è anche auspicabile. Altri piccoli Paesi europei come l’Austria, la Norvegia, la Danimarca hanno molto più successo della Venetia sia in termini di crescita economica sia in termini di qualità della vita.
L’indipendenza dà a quelle nazioni i poteri di gestire al meglio i loro Paesi. Anche la Venetia potrebbe averli.

Cos’è la nuova Repubblica Veneta e cos’è la l’indipendenza in Europa?

L’indipendenza significa il pieno controllo del popolo veneto su tutti i suoi affari, escluso il controllo negli ambiti in cui i veneti hanno liberamente deciso di condividere il potere con altri (ad esempio nell’Unione Europea, nell’ONU, on in altri ambiti internazionali).
Indipendenza significa che il popolo veneto può legiferare e governarsi attraverso suo parlamento e il suo governo, garantito da una sua costituzione, su cui essi mantengono l’autorità finale.
L’indipendenza sarà ottenuta attraverso la scelta democratica del popolo veneto, espressa attraverso un referendum.
Indipendenza in Europa significa accettare il ruolo e le responsabilità degli stati membri dell’Unione Europea, in cui gli stati indipendenti hanno ceduto alcuni loro diritti di sovranità per il vantaggio comune.
La condivisione della sovranità in Europa alimenta la sovranità veneta, grazie all’incremento della nostra influenza. Plebiscito 2013 crede che l’indipendenza nell’Europa sia il prossimo passo logico per la Venetia nel suo percorso per diventare una normale democratica nazione europea come l’Austria, la Danimarca, o il Lussemburgo.
La Venetia è una nazione antichissima e il suo popolo gode di moderni diritti democratici. L’indipendenza significa il controllo del nostro destino per il beneficio di tutto il nostro popolo. L’indipendenza è una cosa normale per nazioni della dimensione della Venetia e l’indipendenza ora è necessaria se la Venetia vuole raggiungere il suo pieno potenziale nel mondo.
L’indipendenza permetterà al popolo veneto di tenere il controllo sulla propria qualità di vita, grazie al controllo su come viene governata la Venetia e su come vengono raccolti e spesi i nostri soldi, cosa che abbiamo la necessità di fare se vogliamo rendere la Venetia il luogo prospero e socialmente equo che dovrebbe essere.
Roma e i partiti italiani possono opporsi all’indipendenza, ma in ultima istanza è il popolo veneto ad avere il diritto di decidere.

Noi abbiamo già un consiglio regionale in Veneto – perché abbiamo bisogno dell’indipendenza?

L’attuale consiglio regionale ha pochissimi poteri, quasi insignificanti ai fini delle decisioni importanti sul nostro futuro. Anche eventuali forme di devoluzione di poteri o di autonomia, per quanto siano auspicabili rispetto alla situazione attuale, sono chiaramente cosa ben diversa dall’indipendenza.
Il consiglio regionale ha aumentato il proprio grado di democrazia e responsabilità, ma fino al raggiungimento dell’indipendenza sarà rigidamente limitato nei propri poteri.
Roma, ad esempio, mantiene il controllo su aspetti fondamentali.

 

  • la quasi totalità del sistema fiscale è determinato dal parlamento romano, che decide cosa tu devi pagare come tasse sul reddito e Iva e che incamera anche le tasse sulle imprese, incluse le rendite turistiche. Anche attraverso la massima concessione governativa, ben al di là dal venire, si parla di un misero 7% di tasse gestite in Veneto. L’indipendenza permetterà alla Venetia di introdurre un sistema di tassazione onesta e darà al parlamento veneto i poteri finanziari per permettere la crescita dell’economia veneta.
  • Anche per quanto riguarda le risorse lasciate alla gestione degli enti locali veneti, non è la Venetia ma Roma a decidere il budget complessivo da spendere nelle materie di competenza locale.
  • Gli enti locali non hanno alcun potere di tipo previdenziale o per introdurre pensioni sociali.
  • Il governo della Venetia non ha voce nel mondo e non è presente nei tavoli decisionali europei.
  • Il consiglio regionale non ha alcuna voce in capitolo su temi che riguardano la difesa, come ad esempio le decisioni se mandare o meno soldati veneti nei fronti di guerra, il futuro sulle truppe venete, o anche il solo semplice fatto che il nostro territorio viene utilizzato come base per armi nucleari.
  • Il sistema radiotelevisivo veneto è interamente gestito da Roma, non da Venezia.

Il consiglio regionale veneto è limitato dalla costituzione italiana che rigidamente si arroga competenze sottraendole alla potestà veneta.
È Roma che raccoglie i soldi dei veneti e decide cosa e quanto poco spendere direttamente o restituire agli enti locali veneti per servizi in Venetia.
Il consiglio regionale veneto ha meno poteri di qualsiasi altro organo legislativo europeo, devoluto o indipendente per decidere come raccogliere le proprie entrate. Il Veneto (e per estensione la Venetia) ha meno controllo sui suoi affari delle Fiandre, dei Paesi Baschi, della Catalogna, della Baviera, o di Malta!
Gli enti locali veneti praticamente hanno le mani legate, perché ogni decisione sul metodo di raccolta delle risorse finanziarie è preso a Roma.
Dobbiamo trasformare il consiglio regionale veneto, il consiglio regionale friulano e i consigli provinciali bergamasco, trentino, bresciano, cremonese e mantovano (e delle comunità limitrofe che si riconosceranno nella Venetia) in un autentico, indipendente parlamento della Venetia, con tutti i poteri che dall’indipendenza derivano.
Solo con maggiori poteri alle Istituzioni della Venetia e in ultima analisi con l’indipendenza, il legislatore veneto potrà fare il bene del popolo veneto che lo ha eletto a rappresentarlo.

Perché ci servono istituzioni venete con maggiori poteri?

Molti osservatori esterni faticano a comprendere la ragione per cui i cittadini veneti sono impazienti della situazione politica veneta. Il consiglio regionale ha aumentato il proprio grado di democrazia e responsabilità – essi dicono –, ma i veneti sono oramai pienamente consapevoli che tale istituzione è praticamente senza poteri.
La aspettative dei veneti per una maggiore autonomia erano molto alte, ma ancora prima di raggiungerla, ci rendiamo conto che è necessario un maggiore autogoverno da Roma per incidere realmente nelle scelte vitali per i veneti.
Il parlamento veneto e tutte le istituzioni venete hanno bisogno di maggiori poteri propri e di minor controllo da Roma. La necessità urgente più nota della Venetia è l’indipendenza finanziaria, ovvero la possibilità di controllare le entrate fiscali venete, ora pagate dai veneti a Roma. Abbiamo bisogno dei pieni poteri di un parlamento normale per ottenere il meglio per la Venetia.
Abbiamo bisogno che le nostre comunità siano rette da istituzioni locali che permettano ai cittadini di trattenere le risorse nel territorio per poter attuare le migliori politiche che consentano loro di affrontare le sfide del futuro.
La nostra visione del Veneto indipendente è di una Repubblica Veneta federale, basata sulla sussidiarietà e su un flusso di poteri che vengono emanati dalle comunità locali verso il governo centrale e non viceversa, come oggi avviene nello stato italiano. Più il livello di governo sarà vicino al territorio e più esso sarà responsabilizzato e efficiente.
I benefici di istituzioni venete con poteri maggiori rispetto a quelli di cui godono nello stato italiano che non ha mai attuato le false promesse federaliste porteranno maggiore efficienza anche al governo centrale, che potrà concentrarsi su competenze di pianificazione strategica, che oggi vengono puntualmente tradite, senza doversi perdere in mille rivoli burocratici come oggi avviene nell’Italia centralista e dirigista.

Cosa c’è di sbagliato nel modo in cui ora siamo governati?

Nonostante le potenzialità e le risorse della Venetia, il governo romano ci ha tenuti lontani dal raggiungimento del nostro pieno potenziale come paese.
Sono molti gli ambiti di mala gestione statale e governativa a non costituire una buona pubblicità per il governo romano.
Quando il potere è esercitato vicino alla gente, ha sempre probabilità maggiori di essere condotto meglio. Un governo a Roma con un controllo remoto non potrà mai essere soddisfacente per le esigenze venete, mentre un governo veneto con pieni poteri potrebbe attuare le politiche più idonee a risolvere i problemi peculiari veneti.

Come migliorebbe le cose l’indipendenza?

Indipendenza significa avere il potere di cambiare le cose per il bene della Venetia.
Al momento gli enti locali veneti possono solo essere testimoni passivi, o tutt’al più curare qualche sintomo delle difficoltà sociali ed economiche venete. Solo l’indipendenza può permetterci la cura completa alla radice dei problemi.
L’indipendenza è un’opportunità per cambiare il modo in cui facciamo le cose, non ultimo il fatto che i veneti finalmente possono decidere cosa fare delle loro tasse. Ad esempio, con l’indipendenza, i Veneti possono scegliere di devolvere molte delle loro risorse fiscali per finziare servizi ed infrastrutture pubbliche e possono scegliere di creare un ambiente in cui le imprese possono fiorire.
L’indipendenza vuol dire avere l’opportunità di fare scelte per il nostro paese, scelte che ora semplicemente non possiamo fare. Ecco di seguito alcuni esempi di cose che il popolo veneto può scegliere di fare con la propria indipendenza:

 

  • aumentare le pensioni minime almeno a 1.000 euro, per permettere una vita dignitosa ai cittadini veneti che si trovano ad affrontare gli anni più preziosi della loro vita;
  • investire nel turismo e nelle nostre risorse ambientali per il bene delle generazioni venete future;
  • ridurre le tasse sulle imprese per dare slancio all’economia veneta in termini di maggiore competitività;
  • ridurre le tasse sulle persone per dare maggiore potere di risparmio e d’acquisto a tutti i veneti;
  • contribuire a rendere il mondo più equo, accettando, ad esempio, le raccomandazioni delle Nazioni Unite di devolvere almeno lo 0,7% del reddito nazionale per aiuti allo sviluppo mondiale e ai paesi poveri.

Chi vuole l’indipendenza della Venetia?

In diversi sondaggi pubblicati negli ultimi anni appare in grande crescita l’opinione pubblica a favore dell’indipendenza. Pare ora molto lontano un famoso sondaggio pubblicato da “IL GAZZETTINO” nel lontano 2006 in cui era emerso che ben il 13% degli intervistati si era dichiarato esplicitamente a favore dell’indipendenza della Venetia. Tale cifra, al tempo era già molto significativa, considerata l’assenza di tale progetto politico in tutte le formazioni politiche presenti allora.
Ma è negli ultimi anni che è aumentata la consapevolezza dei veneti attorno all’opportunità di conquistare la propria indipendenza. In un sondaggio scientifico pubblicato dal Gazzettino nel mese di gennaio 2012, è emerso che la maggioranza assoluta dei veneti è favorevole all’indipendenza del Veneto, raggiungendo la quota di 53,3% di elettori favorevoli.
Addirittura, secondo l’ultimo sondaggio pubblicato dai quotidiani del Gruppo L’Espreso, nel mese di dicembre 2012, la percentuale di veneti favorevoli è salita, con il 56,7% degli elettori che ha dichiarato che voterebbe sì nel referendum di indipendenza veneta. Tra l’altro nell’ultimo periodo è aumentata significativamente anche la quota di elettori che si autocollocano ideologicamente a centro-sinistra e che voterebbero sì in un referendum per l’indipendenza del Veneto: a gennaio 2012 erano poco più del 13%, mentre a dicembre essi sono raddoppiati superando il 26%. Gli elettori che si collocano invece ideologicamente a centro-destra sono per la stragrande maggioranza favorevoli all’indipendenza del Veneto: a dicembre 2012 essi erano quasi l’80%.
La decisione finale sull’indipendenza spetta ai cittadini veneti e Plebiscito 2013 continuerà a comunicare i benefici legati all’acquisizione della condizione di stato indipendente. Il nostro compito adesso è di spiegare che l’indipendenza è molto più di una buona idea popolare: è l’unico modo di portare cambiamenti concreti in Venetia, cosa che tutti vogliono vedere presto realizzata.
Questo è l’argomento vincente ed è questa la ragione che porterà i veneti a dare appoggio all’idea di indipendenza in ogni angolo delle terre venete e a recarsi al voto nel prossimo referendum per l’indipendenza del Veneto.

Perché chi si oppone all’indipendenza la definisce “secessione”?

Gli oppositori dell’indipendenza amano chiamarla secessione. In realtà, come paese indipendente, con un seggio ai tavoli decisionali dell’Unione Europea, delle Nazioni Unite e di ogni organismo internazionale, la Venetia sarebbe molto meno isolata di quanto non sia ora.
In questo momento noi non abbiamo alcuna rappresentanza diretta in nessuno di questi organismi internazionali e alcuna voce diplomatica nel mondo.
Il parlamento veneto deve poter avere la responsabilità di trattare i temi di importanza globale. Plebiscito 2013 ritiene questo un fatto importante per ritornare a dare al mondo il contributo della tradizionale saggezza che Venezia per secoli ha portato alla causa della pace nel mondo. I veri secessionisti, i veri separatisti sono coloro che vegliono negare ai veneti una voce internazionale.
Occorre ricordare che la Venetia è stata la Repubblica di Venezia della cui civiltà noi, cittadini veneti, siamo eredi e prosecutori. La Venetia fu annessa all’Italia nel 1866 con metodi che, anche per quel tempo, furono di totale illegittimità.

Da chi sarà governata la nuova Repubblica Veneta?

Dopo aver ottenuto l’indipendenza, i cittadini veneti voteranno per il proprio governo. Saranno quindi tenute nuove elezioni in breve tempo dopo che sarà stata dichiarata l’indipendenza della Venetia.
Una forma di costituzione e/o di quadro regolatorio che sarà predisposta dopo l’indipendenza, grazie ad una fase costituente, fisserà senz’altro termini fissi per le elezioni parlamentari, ad esempio ogni quattro anni.
Con l’indipendenza, i veneti avranno ogni volta il governo per cui hanno votato.
Questo perché con l’indipendenza il voto di un veneto non conterà come meno di un decimo di voto come avviene ora per il governo di Roma, ma conterà per intero al fine della scelta del futuro politico e di governo degli interessi veneti.

Se l’indipendenza è una cosa tanto grande, perché ancora non è avvenuta?

Spetta al popolo veneto decidere il proprio futuro ed è compito delle forze politiche venete convincere sempre più veneti che le persone più indicate per governare la Venetia sono proprio quelle che ci vivono.
Inoltre tale progetto politico fino al febbraio 2006 era considerato un reato d’opinione. Ricordiamo cosa recitava l’art. 241 del codice penale italiano: “Chiunque commette un fatto diretto a sottoporre il territorio dello Stato o una parte di esso alla sovranita’ di uno Stato straniero, ovvero a menomare l’indipendenza dello Stato e’ punito con la morte (1). […]” et “(1) La pena di morte e’ stata soppressa e sostituita con l’ergastolo.”
Tale articolo è stato modificato per evitare l’infrazione di vari trattati internazionali in tema di libertà di opinione.
In tale triste panorama politico-giuridico è veramente significativo e incoraggiante che i veneti abbiano acquisito una sensibilità sempre maggiore verso la loro volontà di decidere il proprio destino.
Ciò è testimoniato dal bassissimo grado di fiducia di cui gode lo stato presso i cittadini della Venetia (pari al 30,7%), come traspare dall’Ottavo Rapporto sulla società e l’economia pubblicato dalla Fondazione Nord-Est nel 2007. Nel contempo, i veneti dimostrano un grado fiducia decisamente superiore verso le istituzioni locali (Regione, al 47,5% e Comune al 54,5%).

La Venetia è grande abbastanza da essere indipendente?

Essere un piccolo paese è normale e la maggior parte dei paesi più benestanti nel mondo sono piccoli. Sette dei nuovi dieci paesi membri dell’Unione Europea hanno una popolazione simile, o anche più piccola della Venetia, o anche solo dell’attuale Veneto. Malta, paese indipendente, con una popolazione minore dell’area metropolitana di Padova, ora è a pieno diritto uno stato membro dell’Unione Europea.
Inoltre i piccoli paesi non sono semplicemente autosufficienti, sono anche molto più brillanti. Danimarca e Finlandia, per esempio, hanno tutto fuorché fenomeni di povertà di bambini.
I piccoli paesi europei hanno molto più successo di quelli grandi come l’Italia. I piccoli paesi europei hanno una ricchezza superiore del 35% rispetto ai grandi paesei europei e hanno anche il 40% di disoccupazione in meno.

Perché volete l’indipendenza ora che i paesi sono sempre più interdipendenti?

La globalizzazione e l’integrazione europea significano che molti paesi sono infatti sulla strada di una cooperazione sempre maggiore.
I veneti vedono con grande favore questa linea di tendenza e vogliono giocare il loro ruolo in modo entusiasta, in continuità con la grande tradizione diplomatica veneziana. L’Italia, d’altro canto, vorrebbe mantenere la Venetia e i suoi enti locali ai margini degli eventi europei.
L’altra faccia della medaglia nella globalizzazione è che gli stati multinazionali come l’Italia si vedono erodere sempre poteri dal centro. Ciò è testimoniato dal fatto che 130 paesi nel mondo hanno ottenuto la propria indipendenza dopo la seconda guerra mondiale.

– La sezione è in continuo aggiornamento

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