I famigerati 29

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pizzati 2010Ieri il Consiglio Regionale ha optato di sospendere e rimandare una decisione sull’indizione del referendum consultivo riguardo l’indipendenza del Veneto. Quello che i consiglieri regionali avrebbero dovuto votare non era una dichiarazione di indipendenza, ma un atto di democrazia, e cioè permettere ai propri cittadini di esprimersi sul quesito indipendentista tramite una consultazione istituzionale.

Su 60 consiglieri, 55 erano presenti in aula (assenti Renato Chisso, Elena Donazzan e Leonardo Padrin del PDL; Sandro Sandri del Gruppo Misto; e Raffaele Grazia di Futuro Popolare). Dei presenti, 29 hanno votato per rimandare il progetto di legge referendario in Commissione Affari Istituzionali ed essere rivalutato, 25 hanno votato per prendere una decisone pro o contro subito, e uno si è astenuto.

Il progetto di legge in questione era stato reso pubblico a febbraio 2013, ufficialmente protocollato in Regione Veneto dal consigliere Stefano Valdegamberi il 2 aprile 2013, presentato per la prima volta in Commissione Affari Istituzionali il 7 maggio 2013, discusso in Consiglio Regionale per la prima volta il 30 luglio 2013, ridiscusso in Commissione Affari Istituzionali il 10 settembre 2013, e ripresentato in Consiglio Regionale ieri, 17 settembre 2013.

Il progetto di legge referendario non deve essere trattato come una pallina da ping pong, e i promotori di questo referendum, forti di decine di migliaia di firme raccolte a sostegno, non possono venire sfibrati come Asterix e Obelix alle prese con la burocrazia romana. L’iter istituzionale è stato ampiamente rispettato, i consiglieri hanno avuto sette mesi per documentarsi, l’opinione di mezza dozzina di giuristi è stata ufficialmente consultata, il tutto per dare ai rappresentanti del popolo veneto, stipendiati per sedersi a Palazzo Ferro-Fini, tutti gli strumenti per prendere una decisione politica, pro o contro.

L’ennesima non decisione è sconcertante perché non è comprensibile come un rappresentante eletto non abbia la serietà di semplicemente votare contro un progetto di legge, se è contrario, oppure votare a favore, o anche astenersi se è effettivamente indeciso. Il decidere di non decidere lascia solo pensare che un numero critico di consiglieri è intimorito da questa decisione, perché si trovano tra l’incudine e il martello.

L’incudine è l’apparato partitico italiano che rappresentano e il martello è l’elettorato veneto che li ha votati. Ora, l’idea che è passata per la testa di numerosi attivisti è quella di martellarli informando distintamente i cittadini dei distretti elettorali che questi consiglieri dovrebbero rappresentare. In sintesi far pesare di più il martello elettorale che l’incudine di una partitocrazia ormai screpolata.

Questo tipo di pressing non avrebbe alcun effetto su Gennaro Marotta e Antonino Pipitone dell’IDV perché sono all’ultimo giro di boa e non rappresentano ormai più nessuno. E lo stesso vale per Stefano Peraro dell’ormai inesistente UDC. Avrebbe anche poco effetto concentrarsi sui 12 consiglieri del PD più il loro candidato Mario Bortolussi, perché secondo il sondaggio scientifico di dicembre 2012 il 77% dell’elettorato di centro sinistra è contrario all’indipendenza. Lascia comunque sbigottiti come il Partito cosiddetto Democratico sia contrario ad un atto di democrazia, ma la loro azione anti democratica di sabotare il percorso indipendentista sarebbe in ogni caso giustificata agli occhi di buona parte dei loro elettori.

E’ invece vero l’opposto per i consiglieri del PDL dato che, sempre secondo il sondaggio di dicembre 2012, ben il 78% dell’elettorato di centro destra è favorevole alla completa indipendenza politica del Veneto. Dei 17 consiglieri del PDL, solo Remo Sernagiotto, già testimonial di Plebiscito2013, è stato coerente ed ha votato per decidere subito sulla consultazione referendaria. Dei rimanenti 16 (tra cui i sopracitati 3 assenti) l’imbarazzo di disobbedire al padrone romano o di adirare i propri concittadini li costringe ad essere viscidi come delle saponette e scivolare via posticipando il più possibile una presa di posizione.

Guardando con più attenzione non tutti questi consiglieri del PDL si trovano tra incudine e martello, perché non tutti devono fare i conti con il proprio elettorato. Mentre la maggioranza di consiglieri si è guadagnata una posizione di rappresentanza a furia di preferenze, quattro consiglieri del PDL hanno avuto la carega garantita perché inseriti nel listino blindato collegato all’elezione di Luca Zaia. Questi fantastici quattro non sono stati eletti dai propri concittadini, ma sono stati calati dall’alto dalla segreteria del PDL come parte dell’accordo elettorale con la Lega. Devono il loro stipendio esclusivamente al partito romano che li ha prescelti e per questo rispondono esclusivamente agli interessi del loro partito italiano, e non dei cittadini veneti.

I quattro in questione sono: Piergiorgio Cortelazzo, di Este, ex AN, Nereo Laroni, di Venezia, ex PSI, Mauro Mainardi, di Adria, ex FI, e Marino Zorzato, di Cittadella, ex FI. Con questi è inutile perdere tempo, non rispondono a nessun elettore veneto perché nessuno li ha votati. Sono in Consiglio Regionale esclusivamente a rappresentare gli interessi di Roma che li ha selezionati evidentemente per un buon motivo, e il discorso in aula di Cortelazzo lo testimonia.

Questa invece è la lista dei rimanenti 12 consiglieri regionali del PDL eletti grazie al voto di numerosi cittadini veneti:

BELLUNO: Dario BOND di Feltre

PADOVA: Leonardo PADRIN di Ponso (assente ieri); Clodovaldo RUFFATO di Santa Giustina in Colle

ROVIGO: Marialuisa COPPOLA di Rosolina, ex AN

VENEZIA: Renato CHISSO di Favaro Veneto, (assente ieri); Moreno TESO di San Michele al Tagliamento, ex AN; Carlo Alberto TESSERIN di Chioggia

VERONA: Giancarlo CONTA di Verona; Davide BENDINELLI di Garda; Massimo GIORGETTI di Verona, ex AN

VICENZA: Costantino TONIOLO di Caldogno; Elena DONAZZAN di Bassano, ex AN (ieri assente).

Questi 12 consiglieri non sono stati di certo eletti presentandosi con un programma indipendentista, ma dal 2010 la situazione è cambiata notevolmente. Hanno raccolto migliaia di preferenze personali nei propri comuni, e secondo i sondaggi la maggior parte di veneti che hanno espresso una preferenza esplicita per questi 12 consiglieri sono oggi favorevoli ad un referendum per l’indipendenza del Veneto. Questi cittadini devono essere direttamente informati che sono proprio i loro rappresentanti istituzionali a rallentare una consultazione democratica che può cambiare drasticamente le sorti del Veneto. Obblighiamoli a spiegare tutte le loro contorte incertezze costituzionali direttamente a chi ha perso lavoro o ha chiuso la propria attività, e vediamo che risposte ricevono.

Vediamo se cambiano idea, ne bastano 3-4.

Lodovico Pizzati
Spokesperson – Plebiscito2013.eu

15 risposte a “I famigerati 29”

  1. Carissimo Ludovico Pizzati !
    grazie per le info di prima mano sull’andamento negativo del Consiglio Regionale di ieri.
    Ma perchè stiamo ancora ad ” aspettare chi non vuol venire ” ?
    Questo Consiglio Regionale Veneto passerà alla storia come il Consiglio degli inetti, degli incerti e pusillanimi, codardi , traditori, ecc…
    Dobbiamo rovesciare questo Consiglio , giacchè con le buone non accade nulla, cioè rimaniamo nel putrido fango romano, dobbiamo ” usare le cattive “.
    Molti lungimiranti e schietti cittadini veneti lo dicevano anche sui vari blogs venetisti : la libertà dobbiamo prendercela.
    Pregare ed aspettare che ce la diano è e sarà tempo perso !!!
    Se entro fine 2013 la nostra storia non avrà preso una irreversibile migliore piega verso la Libertà, uscirò da tutto il contesto politico italiano e veneto e mi appisolerò nella non migliore situazione dell’Ungheria, martoriata da un governo corrotto che pur avendo varie sfaccettature demo-fascistoide, rischia l’insurrezione popolare a causa della semimiseria in cui langue il popolo dei più.
    Con addolorato animo di simpatia ed Amore per tutti voi
    Vi saluto

  2. pierino ha detto:

    ma una lista chiara dei 29 che han scelto di NON votare, rimandando in commissione ?

    e chissà se gli stessi avrebbero votato ugualmente no al voto sull indire il referendum…

  3. caterina ha detto:

    ma chi si può fidare più di qualcuno alle prossime elezioni? Nessuno voterà più nessuno!
    Anzi no! voteranno solo quelli che hanno sempre votato, cioè le sinistre…perciò preparatevi a fare le feste in piazza intorno all’albero della libertà…
    Non c’è salvezza…chi può scappi prima!

  4. Rael ha detto:

    La mia paura è che continueranno all’infinito a trovare scuse e a rimbalzare. Adesso rimandano la legge regionale,, in seguito quando prima o poi si riuscirà a farla (se si riuscirà) troveranno il sistema per rimandare mille volte il plebiscito, e quando si riuscirà a far votare i Veneti, troveranno altre mille scuse per portare ad essere esecutivo il risultato.
    Purtroppo conosciamo fin troppo bene la politica italiana, e sabbiamo ancor più bene quanto possa diventare contorta e ricorsiva, come dicevo sopra, quasi all’infinito.
    Sarebbe interessante capire quando la comunità Europea, a cui mi sembra di capire sta a cuore la nostra indipendenza, può metterci il naso. Se può “forzare” la mano all’italia, cercando di trovare percorsi alternativi che evitino la burocrazia italiana e le sue dedaliche procedure…..
    Roberto

  5. lorenzo ha detto:

    bisogna tempestare di emails questi pavidi omuncoli

    • Rael ha detto:

      questi manco sanno cos’è l’email, per loro internet serve solo per i porno e per chattare…….dimenticavo, le partite in streaming!

  6. Crisvi ha detto:

    La cosa più bella ieri era che si nutriva un forte rispetto per i rispettivi cortei ( IV+alleati e PB2013 dall’altra parte ).

    A parte qualche commento caustico su tre o quattro dirigenti, ho ascoltato solamente commenti rispettosi e d’ideali condivisi, verso coloro che manifestavano alla Sanità.
    Persone che rinunciano a una giornata di lavoro, agli impegni di famiglia e che tornano a casa a sera inoltrata ( personalmente sono rientrato da Venezia alle 21.30 ) meritano pieno rispetto.
    Amici comuni, mi hanno detto che uguale sentimento era a noi rivolto dai fratelli di : Il Veneto Decida

    Io spero che questo tradimento, questa totale mancanza di rispetto della classe politica nei confronti del popolo Veneto, cementi e rafforzi il sentimento Indipendentista che contraddistingue le diverse fazioni, proseguendo verso la strada di un’intesa strategica comune.
    Credo che parecchi cittadini Veneti, finora insensibili, si uniranno a noi Indy, dopo la scellerata giornata del 17.

    La cosa più bella di ieri, vissuta da coloro che marciavano coi vessilli marciani, è stato questo sentimento congiunto, unitario, condiviso, che pare almeno per il momento, aver spazzato d’incanto tante piccole ripicche, malanimi e dissapori interni, in funzione di un obiettivo primario molto più importante :
    Il conseguimento della liberazione del Popolo Veneto, dalle pastoie centraliste.

    Non perdete fiducia, non espatriate, FATE PROSELITISMO, continuate a lottare civilmente, rivendicando i vostri sacrosanti diritti di cittadini sovrani e della DD ( Democrazia Diretta ).

    Fate molta attenzione ai subdoli provocatori web, che si dichiarano indipendentisti e non lo sono. Utilizzano la classica strategia del dividi et impera.
    Le critiche fanno bene e accrescono, le diffamazioni infami, le storture informative, no!

    Ad maiora

    CrisV 🙂

  7. Klaus ha detto:

    Questi non sono Veneti. Continueranno a rinviare all’infinito, fino a fine mandato, ormai l’obiettivo è chiaro. Ci stanno soffocando lentamente, ogni giorno danno un nuovo giro al cappio attorno alla trave.
    Qualche piccola modifica strategica sarebbe forse opportuna a questo punto?

    • conteugolino@live.it ha detto:

      “che chi ci rappresenta non sia sicuro di quello che fa è molto grave, non ci deve più rappresentare
      e chi è stipendiato dal nemico deve starsene fuori”

  8. caterina ha detto:

    ieri sera a Focus Zaia diceva che la democrazia è rispettare il Consiglio e come se fosse un pedagogo sta a cercar di far capire ai Consiglieri quello che non possono capire, perchè capiscono solo i dictat dei loro partiti e delle loro tasche…
    Democrazia è rispettare quello che il popolo chiede, 20 mila firme e 71 Comuni chi sono? non sono loro a rappresentare il popolo, molto più legittimamente che quattro furbi che sono o si fingono analfabeti?

  9. Paolo ha detto:

    questa la mail che ho mandato ai consiglieri del PDL. Vi invito a fare altrettanto.

    Consigliere Conta,
    sono XXX, scrivo da Verona, sono stato un elettore del PDL alle scorse elezioni regionali. La presente per esprimere tutto il mio rammarico per la pavida, irresponsabile ed incomprensibile scelta da Lei operata in sede di voto sul PdL relativo al referendum consultivo per l’indipendenza del Veneto. In questo modo ci avete tolto l’ultima possibilità di sopravvivere, stretti tra una sperequazione fiscale mostruosa, una criminalità d’importazione devastante ed incontrollata, aziende che chiudono e persone per bene che si suicidano. Credo abbiate perso una occasione storica. Credo che il PDL sia ben più responsabile del PD in questa scellerata scelta. Avete tradito il nostro voto, avete tradito la nostra fiducia, avete tradito il popolo Veneto. Inutile dire che Lei ha perso il mio voto, quello della mia famiglia e di tutte le persone con cui avrò occasione di parlare. So altresì che questa Mia non sortirà nessun effetto, se non un abbozzo di sorriso sul suo volto. Nonostante questo, obbedendo ad una impellenza dettata dalla mia coscienza più che pensando agli esiti che poche righe potrebbero avere nel vostro iperuranio politico – alienato ed avulso da quanto sta accadendo alla nostra gente, ho ritenuto doveroso esprimere il mio pensiero.
    Cordiali saluti.

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