I MEDICI VERONESI: A RISCHIO LA TENUTA DEL SISTEMA SANITARIO VENETO

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Pubblichiamo di seguito un comunicato stampa diramato poco fa dall’Ordine dei Medici di Verona, che esprime – all’unanimità – gravissima preoccupazione per la tenuta sistema sanitario regionale, fino al rischio di “scatenare pericolose tensioni sociali”. La denuncia proviene da chi ha la visione più completa della situazione di degrado che il Veneto vive anche in un ambito che un tempo rappresentava un’eccellenza assoluta. Un ulteriore segnale di allarme che rende sempre più decisiva l’organizzazione del Plebiscito Digitale del 16 febbraio prossimo.

Comunicato Stampa

Il mondo medico veronese si interroga sulla riorganizzazione ospedaliera e territoriale: attenti a non destabilizzare il Veneto

san3Ordine e Sindacati medici, riunitisi nella serata del 19 novembre u.s. presso la sede dell’Ordine dei Medici e Odontoiatri di Verona esprimono all’unanimità la loro preoccupazione per il progressivo degrado della qualità dell’assistenza sanitaria pubblica regionale.

Il sistema sanitario italiano, con i principi di universalità, equità e solidarietà cui si ispira, ha rappresentato e continua a rappresentare, specie nell’attuale momento di crisi economica, un formidabile strumento di coesione e stabilizzazione sociale.

Comprometterne la funzione equivale a scatenare pericolose tensioni sociali.

La logica dell’economia ad ogni costo ed i tagli indiscriminati, spacciati per razionalizzazioni, rischiano di compromettere la qualità dell’assistenza, la sua accessibilità, ma anche i basilari principi di solidarietà cui fanno riferimento i valori costituzionali.

La riorganizzazione ospedaliera regionale non può realizzarsi senza una pari riorganizzazione dell’assistenza sul territorio, pena il lasciare ampie fasce di popolazione senza possibilità di cura, scaricando sulle famiglie il peso di un’assistenza che il sistema pubblico non è più in grado di garantire.

Le schede ospedaliere hanno di fatto ridefinito la mappa dell’assistenza sanitaria ospedaliera ma alla loro approvazione non è seguita la promessa ridefinizione dell’assistenza territoriale, creando in questo modo solo uno spostamento di domanda di salute che non trova adeguate risposte.

La chiusura di reparti e servizi e la contemporanea assenza di strutture territoriali capaci di dare risposte alle necessità assistenziali renderà difficile a molti accedere alle cure ed i disagi per averle le renderà, per alcuni, decisamente indisponibili.

L’Ordine dei Medici di Verona ed i Sindacati Medici

Denunciano all’opinione pubblica

lo stato di progressiva e costante riduzione delle risorse disponibili che costringe i medici a esercitare la professione ogni giorno in condizioni di aumentato rischio e le famiglie a sobbarcarsi oneri economici ed assistenziali insostenibili.

Un sistema dove le decisioni “logistiche” , determinanti sull’organizzazione dell’assistenza, sono appannaggio esclusivo della “politica”, e le ricadute in termini di ridotta sicurezza ed efficacia delle cure gravano, quasi esclusivamente, su medici e operatori sanitari.

Segnalano

il delinearsi di diverse possibilità di accesso alle cure sulla base delle capacità economiche.

Chiedono alla classe politica

chiarezza nelle assunzioni di responsabilità, onestà nella comunicazione, equità e trasparenza nelle scelte, fedeltà ai valori costituzionali e deontologici di solidarietà.

Auspicano

l’attenzione di tutti sulla necessità di garantire ai malati pari dignità di trattamento e cura.

Esprimono

La loro piena disponibilità a collaborare per il mantenimento di un sistema sanitario equo e solidale.

Ordine dei Medici e Odontoiatri della Provincia di Verona
ANAAO – CIMO – ANPO – FIMMG – SNAMI – SIMET – FIMP – SANITA’ PRIVATA –
OSPEDALITA’ CLASSIFICATA RELIGIOSA – AMDI

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