Idee per Plebiscito2013.eu: alcuni suggerimenti per la scuola

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Continuiamo a pubblicare alcune proposte ricevute da Plebiscito2013.eu. Se vuoi proporre le tue idee, proponile compilando il modulo che trovi in questa pagina: alcune di esse saranno pubblicate direttamente sul sito e tutte concorreranno a creare le proposte di approfondimento di Plebiscito2013.eu per la nuova Repubblica Veneta.

scuola1. Quella che vi sto per descrivere è come la scuola tedesca insegnava l’inglese 30 ANNI FA! All’asilo l’insegnamento della lingua non era previsto (oggi in alcuni asili sì), dalla prima elementare fino alla quarta 4 ore di inglese a settimana, in quinta elementare si passa a 5 ore la settimana e si diminuiscono le ore di tedesco che scendono a 3 (si presume che in quinta elementare si sia raggiunto un livello sufficiente di conoscenza della lingua madre). Nelle scuole successive, l’insegnamento dell’inglese è potenziato a seconda dell’indirizzo scelto. Un’ora a settimana è insufficiente lo dico per esperienza perché ho due bimbi che hanno entrambi cominciato con l’inglese in asilo, con un’ora e gli è servito a poco. Poi la più grande è passata in una scuola dove l’inglese era di un’ora a settimana e solo orale con il risultato di dimenticare anche quel poco inglese che aveva imparato all’asilo. Sarebbe auspicabile che se questo comportasse una mancanza di insegnanti si potrebbe impiegare tutti quegli extracomunitari provenienti da paesi africani che conoscono l’inglese benissimo, creando così l’occasione di un’integrazione e di uno scambio culturale. I libri di testo sono gratuiti per tutto il percorso scolastico, università compresa. Il libro viene dato in prestito e se a fine anno non è in buono stato lo si paga nuovo altrimenti lo si restituisce tranquillamente. (questo educa all’utilizzo rispettoso della cosa pubblica).

2. Equiparare i finanziamenti alle scuole pubbliche e alle scuole private. Entrambe dovranno dare servizio gratuio al cittadino in modo che il cittadino sia libero di scegliere in che scuola mandare i figli e retribuire il personale con uno stipendio base buono che potrà aumentare con i benefit di fine anno (vengono illustrati di seguito). Si ha il vantaggio che lo stato non deve investire denaro per creare nuove scuole ma solo investimenti di gestione. Le scuole che avranno delle valutazioni ottimali sui risultati degli studenti avranno dei finanziamenti extra da investire nella scuola e da dare come bonus al personale didattico (si crea così una competizione al miglioramento delle prestazioni, con conseguenza di avere un occhio più attento alle esigenze dello studente e ci si impegna affinché lo studente impari nel miglior modo possibile). Le scuole private naturalmente dovranno essere aperte a tutti. Così si creano più scuole, le scuole che sono migliori richiamano più studenti, e le scuole che richiamano più studenti avranno maggiori finanziamenti.  ( In Germania so che si opera così, c’è cooperazione tra pubblico e privato e non lotta).

3. Le università devono collaborare con le imprese, se non fare esse stesse impresa. Tutto quello che è possibile va brevettato in modo da poterlo “vendere”, anche agli stati esteri. Vendiamo i brevetti e non regaliamo i nostri migliori studenti. L’università dovrebbe servire anche per collaborare con gli organi di governo per trovare soluzioni geniali ai diversi problemi.

4. Avviare gemellaggi con scuole in paesi dove si parla inglese (Australia e Stati Uniti), gli insegnati che verranno in veneto potranno fare un full immersion nella cultura europea e i nostri potranno esportare nozioni e approfondire l’inglese. Si potranno così avere insegnati di madrelingua che insegnano nelle nostre scuole, portando le ore di inglese ad un minimo di 8 settimanali in tutti gli anni scolastici (più tempo si è a contatto con la lingua più facilmente la si impara).

Mary Helen Balbinot

6 risposte a “Idee per Plebiscito2013.eu: alcuni suggerimenti per la scuola”

  1. FabrizioC ha detto:

    Aggiungerei anche un test per vedere l’effettiva preparazione,per evitare che la gente si iscriva alle scule che promuovono…facilmente. Non sono completamente d’accordo sul fatto di ina scuola completamente gratis,soprattutto all’ università. Bisona evitare che la gente si parcheggi. Un finanziamento a costo 0 da ridare a rate una volta finita l’ università o dopo 8 anni…che ne dici?

  2. Mary helen ha detto:

    Sicuro che ci deve essere un organo esterno alla scuola che attesti la preparaxione, non puo’ essere altrimenti. Per le università proporrei costo zero a chi è’ in regola con gli esami, qs elimina automaticamente il parcheggio. Tutto deve essere meritocratico a mio avviso :). I miei sono suggerimenti, nulla vieta che siano ampliati e migliorati.

  3. Rael ha detto:

    Io posso capire che l’inglese può essere importante, ma teniamo a mente che il 60/70% dei cittadini, nel mondo del lavoro avrà a che fare poco se non nulla con l’inglese.
    Non è forse il caso di pensare ad insegnare cose molto più importanti a questi bambini? Musica, arte, cultura, storia, educazione civica, cose cha nella realtà dell’italia adesso sono completamente trascurate.
    Tanto poi se uno si ferma alla terza media, sicuramente l’inglese non gli serve, se invece va avanti, avrà tutto il tempo di studiarlo.

  4. Giovanni Chiampesan ha detto:

    Caro Rael,

    L’inglese serve a spiegare la musica, l’arte, la cultura e la storia del Veneto al 90% al resto del mondo che vuole conoscerla. Gli Svizzeri e gli Scandinavi sanno quasi tutti almeno 2 lingue, di cui una è l’inglese.

  5. Simone T. ha detto:

    Non so se la sezione è quella giusta, ma i bambini sono iil tema di riferimento. Spero nella possibilità di poter dare ai nostri bambini la presenza del genitore almeno per metà giornata, con contratti tipo partime che garantiscano una corretta sopravvivenza. Molti di noi, anche se non è il mio personale caso, hanno avuto la possibilità di avere la mamma a casa nel doposcuola. Credo che una soluzione di questo genere sia di fondamentale aiuto per una buona crescita dei bambini, che sia mamma o papà a seconda di come ognuno intende fare.

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