Il Consiglio Regionale doveva votare l’indizione del referendum di indipendenza del Veneto

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Valdegamberi: “Chi lo ha impedito usando cavilli giuridici dovrà prendersi la responsabilità del proprio agire”. Busato: “bruciati 1 miliardo e 200 milioni di euro, rubati ai cittadini veneti per ignavia del Consiglio Regionale”

valdeIl giorno dopo il blitz consumato ieri nel Consiglio Regionale straordinario che ha impedito ai consiglieri regionali di votare l’indizione del Plebiscito per l’indipendenza del Veneto, si registrano dure prese di posizioni, in particolare da parte di Stefano Valdegamberi, il primo firmatario della proposta di legge regionale 342 e della richiesta straordinaria di convocazione del consiglio conclusosi ieri con un nulla di fatto.

Valdegamberi ha dichiarato: “Il Consiglio regionale del Veneto oggi ha mancato il suo appuntamento con la storia e la sua occasione di dare pratica attuazione alla massima forma di democrazia, la consultazione diretta dei cittadini, perché qualcuno ha voluto cavillare. Credo però che coloro che hanno cambiato le carte in tavola all’ultimo minuto ora debbano assumersi le responsabilità del loro agire”. Così Stefano Valdegamberi, Consigliere regionale di Futuro Popolare e primo firmatario della proposta di legge relativa all’indizione del Referendum sull’indipendenza del Veneto di cui si è discusso ieri a Palazzo Ferro-Fini, commenta il non voto con cui si è concluso il Consiglio straordinario di ieri. “La richiesta di consiglio regionale straordinario che ho presentato come primo firmatario assieme ad altri 19 consiglieri regionali prevedeva un voto sulla proposta di legge di indizione del referendum per cui quella richiesta non poteva essere considerata una mozione. Evidentemente è stato un atteggiamento pretestuoso. Credo d’altro canto che non si sia mai vista tanta avversità contro l’attuazione di quello che è il primo e più importante strumento di partecipazione dei cittadini alla vita pubblica. Nonostante non solo tante persone ma anche tanti Consigli comunali lo chiedano con forza, in Consiglio regionale si usano i cavilli giuridici per non sentire il parere dei cittadini su un tema fondamentale come quello dell’indipendenza. In ogni caso la proposta di legge non è cassata ma solo rinviata a settembre. Spero quindi che allora ci sia un voto e che sia favorevole, perché così si stanno negando principi di libertà e democrazia. D’altronde l’Europa deve essere quella dei popoli e non quella di stati nazionali che non sono in grado di riformarsi e di dare risposte alle esigenze della loro popolazione. In questo senso il Veneto ed il Triveneto possono avere un ruolo fondamentale, per cui la spinta a far svolgere il referendum non si fermerà di certo”.

Anche Gianluca Busato ha commentato la grave decisione del consiglio regionale: “Registriamo la grave irresponsabilità politica di Clodovaldo Ruffato che con un colpo di mano chiude il consiglio regionale senza far votare i consiglieri, bruciando 1 miliardo e 200 milioni euro di soldi dei veneti che l’Italia ruberà ai cittadini veneti nel mese di agosto. La colpa di ciò risiede nell’ignavia di chi ha fatto recitare un teatrino inconcludente e irresponsabile. Il Plebiscito per l’indipendenza del Veneto non può essere strumentalizzato e nessuno si illuda di poterlo cavalcare per scopi meramente elettorali. I veneti hanno il diritto di decidere del proprio destino. Lo dice il diritto, lo richiede la gravità della situazione socio-economica che stiamo vivendo. Sono certo che il buon senso prevarrà e i giochini tentati da qualcunoprima che il Titanic Italia affondi facendo precipitare i cittadini veneti negli abissi con esso, non ci faranno perdere l’obiettivo di trasformare la più grave crisi del Veneto nella storia moderna dal dopoguerra ad oggi, nella grande opportunità di dare vita alla nuova Repubblica Veneta nel tempo più breve possibile”.

Plebiscito2013.eu domani sera a Montegrotto Terme, in occasione del convegno che si terrà presso il Nabilah Club in Via Fornace 25 (con inizio alle ore 21), anticiperà alcune delle prossime mosse, che hanno l’obiettivo di evitare che il referendum di indipendenza del Veneto da obiettivo urgente e trasversale per tutti i cittadini del Veneto venga squalificato a banale strumento nelle mani di qualcuno al solo scopo di fare facili campagne elettorali, con il grave rischio di dividere i cittadini in fazioni da stadio, invece di unirli in un dialogo e confronto sulla scelta più importante da fare per il proprio futuro.

Ufficio stampa
Plebiscito2013.eu

12 risposte a “Il Consiglio Regionale doveva votare l’indizione del referendum di indipendenza del Veneto”

  1. Klaus ha detto:

    Vedetela così: anche nello squallore più completo c’è sempre qualcosa di positivo. I nemici dei Veneti, coloro che per espressa volontà -stavolta emersa incontrovertibilmente- stanno provando a cucirgli la bocca con la forza, e li vorrebbero “suicidati” per solidarietà con la pastoia romana in decomposizione, hanno finalmente un nome ed un cognome.

    • enrico ha detto:

      ” qualcuno ha voluto cavillare” chi?
      Se pensavate che vi stendessero il tappeto rosso siete degli sprovveduti!
      Il diritto, lo gestiscono i campani con l’ermellino al collo… sveieve!
      Finché non ci sarà una sollevazione popolare non decideranno niente.
      WSM

  2. francesca ha detto:

    Stiano tranquilli a Roma: se il Veneto si e’ sempre fatto trattare cosi’ un motivo ci sara’? I veri nemici della nostra regione sono i veneti stessi altrimenti avremmo gia’ ottenuto l’indipendenza da un pezzo. Peccato stavolta ci avevo sperato veramente

  3. caterina ha detto:

    il referendum non può essere usato come strumento in una qualsiasi campagna di elezioni in un calendario nazionale come i partiti nazionali vorrebbero fare per lo soffocarlo.
    Invece può diventare la causa della caduta del consiglio regionale per un’azione immediata in risposta al mancato voto con artificiosi cavilli procedurali a fronte della disattesa richiesta cogente di venti consiglieri firmatari di una proposta di legge, confermata da quaranta consigli comunali… motivi questi prevalenti su qualsiasi cavillosità di procedura!
    Non si cerchi di infinocchiare la gente…ormai non ci casca più…ogni conto che nei conciliaboli partitici si crede di poter fare è destinato a un flop plateale, perchè la gente osserva e ragiona con la sua testa e non da più credito a nessun partito perchè tutti arrancano per salvare solo se stessi e le sgangherate poltrone traballanti…
    Il referendum è una necessità, perchè il popolo decida e riacquisti fiducia nella vita, in se stesso, nella sua capacità organizzativa e produttiva e rinasca in una partecipazione costruttiva.
    Se non lo capiscono i mestatori di oggi, è la fine per tutti, anche per loro!

  4. Gianni ha detto:

    all’ordine del giorno NON c era il voto !!!
    chi si è dimenticato d inserirlo se non Valdegamberi stesso ??
    … delusione …

  5. Simone T. ha detto:

    Io sostengo che questo è solo uno dei passi verso l’indipendenza. Ci arriveremo, non dubitate, nessuno.
    Apparte l’indipendenza, il primo e vero segnale di come sarà la Venetia è proprio questa lotta nella concessione dello strumento del referendum, democrazia diretta da subito, questo è importante.
    Poi che ci mettano i bastoni tra le ruote significa quanto poco democrazia ci sia in italia, è solo una parola con la quale i governanti si riempiono la bocca. Tutta fuffa sta italia.
    Inoltre, come detto sopra ora quelli che remano contro pian piano si scoprono, facendo vedere quanto sono legati alla carega e quanto poco per loro conti il popolo.
    Pagheranno tutti, siii che pagheranno. Uhh

  6. Thomas ha detto:

    Jera quasi scontà ke a saria finia cusita… ma so istesso desgustà!
    🙁

  7. Isidoro ha detto:

    Mi, invece, son contento. E’ stato tolto un gran equivoco (su cui hanno marciato in tanti : volete i nomi de stì sedicenti politicanti-indipendentisti-venetisti ?) GUARDATEVI ATTORNO, sono vicini, vicini.

  8. leandro ha detto:

    Ve lo detto e lo ripeto che siete solo degli illusi e degli sprovveduti. Se non cominceremo a marciare in ogni città, fra mille anni saremmo ancora qui a discuterne.
    Ricordatevi il detto veneto: MASSA BONI, MASSA COJONI e questo ci calza a pennello. Con i metodi democratici non si va in nessuna parte e ce lo mettono sempre in quel posto.
    Dobbiamo svegliarci e reagire.

  9. Rael ha detto:

    Filo spinato su Mincio e Pò dalla sera alla mattina, e guardie armate sui ponti………….

  10. leandro ha detto:

    EL SOGNO EL XE’ FINIO. XE’ FINIO TUTO.

    • caterina ha detto:

      me dispiase, no son dacordo, le ades che se fa sul serio! lassa passar agosto…

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