IL RUGGITO DEL SILENZIO! DA TREVISO INIZIA LA RIVOLUZIONE

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di Andrea Arman

Il malessere che ci pervade ha una sua genesi ed una ragione. Siamo confusi, disorientati, stranieri nella nostra terra. Lealtà, onestà, coraggio, amicizia, solidarietà, giustizia, felicità, famiglia, onore,sono un lontano ricordo o uno slogan di qualche partito.

Siamo cittadini di un stato che non funziona e non ha mai funzionato, uno stato costruito artificiosamente nel quale molti credono, non essendovi all’apparenza via d’uscita.

Gli uomini che sono nel Veneto subiscono la violenza e l’arroganza dello stato Italiano che si appropria dei loro beni e della loro cultura e assillati come sono dai quotidiani problemi non si avvedono che il  mondo è cambiato, che siamo in Europa, che le frontiere sono cadute. Non più stati che si fronteggiano sulle sponde dei fiumi  o le cime dei monti, ma popoli che parlano diverse lingue, con diversa storia e tradizioni, ognuno con pari diritti, doveri e dignità.

In Italia, da qualche tempo, è partita la moda dell’Unità della Nazione, l’abile propaganda dello stato vampiro sta diffondendo idee che sono aborrite dal resto del mondo occidentale. L’Europa sta spendendo milioni di Euro per avvicinare i vari popoli  che la compongono, l’Italia ci vuole convincere che dobbiamo restare uniti a tutti costi, tutti Italiani senza più passato, senza tradizioni, senza diversità di lingua.

Ma chi è lo stato Italiano? Non siamo noi cittadini. Lo stato Italiano è la casta che ci (mal)governa. Lo Stato Italiano è i partiti politici che coalizzati si perpetuano e da 150 anni derubano i cittadini. Lo stato Italiano è i grandi manager, imprenditori incapaci, figli della politica e dei partiti,  che hanno dilapidato enormi ricchezze ed affamato ed ammalato milioni di operai.

E’ giusto è morale ha senso continuare a subire in nome di una unità dello stato che sino alle bravate leghiste nessuno sentiva come valore?  Chi sente l’Italia una e indivisibile ci crede davvero o è una posizione  di reazione alle adunate di Pontida.

Chi ci dice che l’unità dello stato Italiano è un valore della resistenza è dimentico che una parte del movimento  partigiano voleva  la Yugoslavia comunista sino nel Veneto e nulla il movimento partigiano ha fatto per salvare dall’invasione l’Istria e la Dalmazia, terre da millenni Romane, Venete e poi Italiane. Il culto della patria Italia era un valore del fascismo, non certo della resistenza. I partigiani volevano pace, libertà e benessere.

La penisola Italica è lunga e straordinariamente ricca di diversità; perché dobbiamo buttare un grande glorioso invidiato patrimonio per omologarci secondo i dettami dello stato Italiano. Le popolazioni del sud della penisola sono state massacrate dai soldati del nord che le volevano sabaude. I sudditi del Papa hanno subito lo stesso trattamento ed anche noi Veneti abbiamo pagato con sangue e tribolazioni la guerra d’espansione dei Savoia. Le violenze non sono finite, ogni giorno ci viene tolto qualcosa. Ma allo stato, alla casta, ai partiti politici, agli imprenditori incapaci ed imbroglioni interessa che il popolo non si ribelli e che rimanga l’unità dello stato Italiano.

Siamo Veneti ed abbiamo una grande tradizione ed una grandissima storia. Rispettiamo e stimiamo ogni altro popolo ed ogni uomo, purché leale ed onesto. Crediamo che il nostro posto sia in Europa e vogliamo fare parte di quella porzione del mondo in cui le leggi sono chiare e rispettate da tutti, in cui i cittadini non sono solo dei codici fiscali da mungere, in cui ad ogni uomo è riconosciuto il diritto di vivere con dignità, in cui non ci sia negato di parlare la nostra lingua, in cui non ci siano amici degli amici e super manager super pagati per fare super debiti.

Abbiamo organizzato una manifestazione per il giorno 23 novembre 2013 a Treviso, alle ore 14,30. Sfileremo in silenzio assoluto, per dimostrare che sappiamo a stare gli uni vicini agli altri, per capire che siamo fratelli, sfileremo in silenzio portando solo la bandiera della nostra terra, della nostra storia, del nostro futuro.

Sfileremo ordinati per affermare che solo in un ragionevole ordine vi può essere il superamento del caos italico, per imparare a stare al proprio posto senza questioni di precedenza e senza favori degli amici.

Andremo nelle piazze senza provocare disordini, senza arrecare danni per riprenderci ciò che è nostro. Rioccupiamo le nostre piazze, crediamo in noi, ritroviamo la fiducia.

Niente a questo mondo è immutabile.

Partecipa con noi a questo cambiamento storico, clicca qui. Invita i tuoi amici e chiedi loro di invitare i loro amici, Saremo in tanti, ma dobbiamo essere tantissimi, una marea umana !

2 risposte a “IL RUGGITO DEL SILENZIO! DA TREVISO INIZIA LA RIVOLUZIONE”

  1. caterina ha detto:

    sto partendo e leggo questa notizia… quanto mi dispiace non poterci essere! … invio il post a miei amici perchè è necessario che ci vedano, con le nostre bandiere e…con il nostro silenzio!
    Il ruggito è dentro di noi e un giorno esploderà… San Marco!!!
    allora saremo liberi!

  2. pierin ha detto:

    (ANSA) – VENEZIA, 22 NOV – La crisi economica ha mandato in fumo in Veneto, dal 2008, ben 18 anni di crescita, portando in un quinquennio il Pil a perdere 13,8 punti percentuali, scendendo di 20 posti nel ranking della competitività delle regioni europee. Lo afferma un’analisi dell’Osservatorio fiscalità della Cna del Veneto, che ha studiato gli effetti delle manovre finanziarie sul sistema economico regionale. Il Pil è tornato a 26 mila euro per abitante, pari ai valori del 1995.

    basta. altro xhe manifestare in silenzio

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