IL VENETO DI NUOVO INDIPENDENTE SULLE MAPPE PIÙ MODERNE DEL MONDO INTERO

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cartelo

In parallelo con quanto stava avvenendo in Sardegna, anche nella Venetia studiosi e volontari dell’Accademia della Lingua Veneta hanno restituito alla legittima popolazione originaria, cioè a noi Veneti, il gusto sacrosanto di poter chiamare e trovare sulle mappe i nomi dei nostri borghi e delle nostre città correttamente, e civilmente, in lingua veneta.

Nomi che comandi militari ed ottuse burocrazie sabaudo-borboniche avevano barbaramente storpiato o tentato di cancellare alla radice sono finalmente tornati anche sulle mappe alla loro forma popolare e democratica. È il caso di Theneda e Saraval, brutalmente calpestate dapprima coll’oltraggiante nome di “Vittorio”, e poi con quello altrettanto astruso di “Vittorio Veneto”. O come Col de Tithian, umiliata a diventare “Colle Umberto” perché lì il principe Umberto – il figlio del re macellaio Vittorio Emanuele II – aveva fatto tappa per andare alla toilette : come ancora oggi a Col de Tithian si ricorda con indignazione.

Città quali Venezia, che erano riuscite a mantenere la grafia originaria, hanno visto in questi ultimi anni la pronuncia delle proprie tradizionali “z” nonsonore venete (cioè “th”) squallidamente schiacciata dalla pronuncia delle zeta italiane; così come Zevio, con la sua splendida “z” sonora veneta, cioè “dh”.

Ecco, anche Venethia e Dhevio sono tornate in questi giorni a respirare sulle Google Maps, e così Traixo, Varona, Fhimon, Thixmon, Cexanhioa, Thidadea, Udertho, Vethentha, Braganthe, Marostega, Enhago, Ruigo, Fheltre, Xleghe, Ceo, Booeón, Tiedhe dea Brenta e Tiedhe dea Piave.

Nelle ultime ore gli operatori di Mountain View hanno ripristinato sulle maps sarde e venete le forme coloniali italiane : è solo un ostacolo temporaneo, la riorganizzazione della Veneta Repubblica riporterà anche la toponomastica veneta allo splendore della lingua di San Marco.

Accademia della Lingua Veneta, 14 ottobre 2013

12 risposte a “IL VENETO DI NUOVO INDIPENDENTE SULLE MAPPE PIÙ MODERNE DEL MONDO INTERO”

  1. Giovanni ha detto:

    Avrei interesse a entrare in contatto con questa accademia della lingua. Dove posso trovarli?

  2. pierino ha detto:

    chi lo dice a google che per statuto la regione veneto difende la lingua veneta?
    ah no, sono troppo impegnati a eludere le tasse per aggiunger la nostra identità storica.
    ps da novembre potra pure usare nome cognome e foto e commenti degli iscritti (a google appunto) per evidenziare pubblicità mirate…

  3. erik3rd ha detto:

    Ragazzi accedete a google e confermate le modifiche su maps maker! Per ora vicenza e dueville. Forza ci vuole consenso!!

    • erik3rd ha detto:

      Vicensa l’hanno rifiutata per motivi fraudolenti (9 favorevoli e 2 contrari). Riproponga qualcun altro la modifica. Dobbiamo annientarli sotto una valanga di sottoscrizioni! Non ci porteranno mai via la nostra lingua e la nostra cultura!!

  4. caterina ha detto:

    Amici miei di Vitorio, meio de Seraval, che magari avete sede al Castrum, siete bravissimi ma avete fatto un errore imperdonabile per appassionati di storia e di lingua come voi…non si può fare l’abbinamento sabaudo-borbonico, perchè i Borbone che hanno perso per colpa dei Savoia, che poi hanno fregato noi veneti, il loro Regno delle Due Sicilie non c’entrano niente con i misfatti compiuti sulla testa di tutti, a nord e a sud, e se pensiamo che il sud, che era un Regno prima dell’unità che viveva meglio del nord relativamente all’epoca, perchè in pace ed indipendente dal 1734, cioè da quando Carlo di Borbone sconfisse gli austriaci a Bitonto come lo documenta un monumeto in quella città, e si è visto sconvolto di punto in bianco l’assetto amministrativo e politico per l’estensione forzata dell’apparato burocratico vigente nel Piemonte sabaudo, l’espressione “sabaudo-borbonico” oltre che non rispettosa della storia suona offensiva agli amici del sud, che furono ingannati e vessati come noi, anche se poi più bravi di noi del nord ad insinuarsi negli apparati dello stato.
    Infatti, i Veneti, soprattutto, hanno sempre sentito lo Stato e le sue branchie come cosa non loro, estranea, e spesso ostile, al punto da preferire l’emigrazione piuttosto che rifugiarsi nei suoi gangli, come piano piano invece hanno cercato di fare quelli del sud, in alternativa all’ emigrazione verso l’estero o verso il nord, che successivamente si è più industrializzato.
    Nord e sud, tutti hanno subito i danni di una centralizzazione di questo stato unitario formatosi con la forza e l’inganno, checchè ne dica la retorica risorgimentalista, al punto che si può affermare che eravamo più uniti quando eravamo divisi, perchè pur vivendo da sempre all’interno dell’intera penisola, eravamo rispettosi delle nostre diverse storie e delle nostre peculiarità.
    Sono le stesse che ora vogliamo far riemergere, e la lingua ne è l’espressione più autentica, anche se tutte le nostre diverse lingue hanno cercato, per la necessità di farsi capire in ambiti sempre più estesi, di acquisire termini e modi più in uso contribuendo a formare nei secoli quella che può essere considerata patrimonio comune, che è la lingua italiana.
    Ma è giustissimo correggere le denominazioni che ci sono state imposte o che mortificano il ricordo che vogliamo conservare e valorizzare.

  5. Un grande GRAZIE di CUORE di Leone ( di San Marco ) a tutti quelli che hanno ideato e realizzato ciò. Io , assieme a tutti i Veneti veri che ci tengono, ne gioiamo.
    Andrò volentieri ad acculturarmi delle cose dei nostri nonni e bisnonni….!

    • pierino ha detto:

      approposito di bisnonni, qualcuno è riuscito a trovare tracce dei propri avi prima del ‘annessione’ all italia?
      manco in chiesa si trova piu qualcosa… e imho non a caso

      • CrisV ha detto:

        Se, come nel mio caso, i tuoi ascendenti sono di matrice nobiliare Veneta, riscontri notizie e informazioni, negli antichi testi ( chiedi della sezione manoscritti del 1500 /1600 ), della tua più importante biblioteca provinciale, oppure nelle catalogazioni delle famiglie patrizie locali, editate intorno al 1800.

        Se i tuoi antenati sono popolani, rivolgiti alla curia vescovile di tua pertinenza.
        Dovrebbero riuscire ad ascendere almeno sino al 1.700 circa.

        Ciao

        CrisV 🙂

  6. CrisV ha detto:

    Visto che in questa sezione si parla di ” Veneto indipendente sulle mappe del mondo intero “, permettetemi di fare una digressione, su quello che nelle intenzioni dei suoi dirigenti, doveva essere un nuovo sfavillante partito indipendentista europeo, che tesseva accordi con compagini scozzesi, catalane e di altre realtà indipendentiste estere.

    Mi riferisco a Veneto Stato.

    Tutti ormai conoscono la storia di questo partito, che sintetizzando, inizia come movimento politico nel 2010, dalla fusione del Partito Nasional Veneto e I Veneti.
    Queste due realtà, troppo distinte per correnti, sublimarono i loro profondi disaccordi in una mattinata dell’ottobre 2011, all’hotel Viest di Vicenza, ricusando il precedente segretario e l’intera dirigenza e ponendo al loro posto un esecutivo totalmente rinnovato, ma affatto condiviso.

    Sembravano secondo i loro progetti, gli Dei dell’olimpo indipendentista Veneto, additando la nascente Indipendenza Veneta di Pizzati & C. come ” una sessantina di ribelli che non conteranno mai nulla in ambito indipendentista “.
    Peccato per loro, che Pizzati, Busato e altri che oggi sono parte integrante di Plebiscito 2013, riuscirono ad ammassare in località ponte calatrava in Venezia, in un unico evento, circa 4-5mila manifestanti, contro i non più di 2-300 di Veneto Stato, per singola manifestazione.

    Per quel Veneto Stato predissi pubblicamente un lento e costante declino, che sublima oggi nell’agonia di quanto leggiamo e comprendiamo in questo resoconto :

    http://www.veneto-stato.eu/comunicato-stampa-maggior-consiglio-veneto-stato/

    A mio parere, presto VS ( più che altro, ciò che ne rimane ) , sarà fagocitato da IV, che a sua volta, nel giro di un paio d’anni, diverrà ridicola nei numeri e nei risultati.
    Le avvisaglie di ” marette interne ” si notano già oggi e le ” ginocchia deboli “, di certi personaggi inseriti ai vertici del movimento, al posto di professionali dirigenti che oggi appoggiano incondizionatamente Plebiscito 2013, marcano per gli osservatori attenti, un futuro periodo di declino.

    Si notano già dei dati a mio parere, non trascurabili.

    Il numero di progetti di IV, si basa prevalentemente sul know how, ereditato dalla precedente segreteria ( ” ante pandorini “, tanto per capirci ).

    Un profondo malessere generale dei soci IV, che si chiedono ancora il perchè delle divisioni interne e non accettano le epurazioni di coloro che in precedenza erano le menti pensanti e attive interne. ( nota di CrisV : ” IO SONO ASSOLUTAMENTE CON VOI, RAGAZZI ! ” )

    Un inizio di desertificazione delle assemblee, che nell’ultimo Gran Consiglio sociale, hanno visto presenti solamente circa un terzo degli aventi diritto, nonostante l’estrema importanza degli argomenti trattati.

    Il numero dei ” MI PIACE ” IN FACEBOOK rappresentano, pur essendo i due profili nati praticamente assieme :

    1.362 ” MI PIACE ” PER PLEBISCITO 2013
    464 ” MI PIACE ” PER INDIPENDENZA VENETA CANTARUTTIANA

    A quanto pare ” la macchina da guerra ” di Plebiscito 2013, vale tre volte i consensi del popolo internautico, rispetto alla nuova creatura politica degli avvocati.
    Ma siamo solamente all’inizio.

    Traetene le debite deduzioni.

    Ad maiora.

    CrisV 🙂

    • pierino ha detto:

      indipendenzaveneta merita di chiudere immediatamente. travisa la realta e ringrazia pure … (prima pagina del loro sito .com ) :
      “La Rai è riuscita a farsi concedere un’intervista dal nostro Presidente Onorario Alessio Morosin. Purtroppo difficoltà tecniche e di tempo non hanno permesso di completare l’intervista. Ringraziamo la televisione di Stato italiana per quanto sta facendo nel campo dell’informazione.”

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