IN FORTE AUMENTO IL CONSENSO POLITICO PER IL PLEBISCITO DEL 16 FEBBRAIO

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Le ragioni del successo del Plebiscito Digitale e i prossimi obiettivi da raggiungere

Schermata 2013-11-25 alle 09.34.16Forse molti ricorderanno che il 6 ottobre scorso si doveva votare il referendum per l’indipendenza del Veneto. Pochi hanno speso parole per spiegare alla gente perché non si è votato. E meno ancora si sono quindi prodigati per dire quando si voterà. Con l’unica eccezione di Plebiscito2013, ovviamente.

Il nostro unico obiettivo è traghettare i veneti nella nuova Repubblica Veneta nel tempo più veloce possibile. Siamo convinti che solo con il venir meno della stretta coloniale italiana sulle nostre terre sia possibile la ripartenza della nostra società civile ed economica, altrimenti ben allineata oggi lungo la strada del degrado della penisola.

È bene quindi chiarire alcuni aspetti, affinché non vi siano fraintendimenti e anche perché riteniamo corretto che i passaggi politici siano spiegati senza possibilità per alcuni di piroette e di riciclo di cattive intenzioni mascherate dalle migliori.

Il 6 ottobre 2013 non si è votato il referendum per l’indipendenza del Veneto perché in Consiglio Regionale non c’erano e non ci sono i numeri per farlo. È mancata la volontà e la forza politica, purtroppo anche a causa di una mutata strategia di parte del movimento indipendentista che si è fatto distrarre e incantare dalle sirene e dalle illusioni del potere.

La sconfitta politica si è consumata in occasione dei due consigli regionali straordinari celebrati il 30 luglio e il 17 settembre scorsi che oltre a non aver indetto il referendum indipendentista, hanno anche sepolto nella 1° commissione consigliare il progetto di legge referendaria. È di questi giorni la notizia dell’ulteriore raffreddamento del progetto in commissione, con l’inizio di una sorta di “guerriglia” istituzionale che probabilmente farà saltare il numero legale delle prossime riunioni della 1° commissione, in quanto la lega nord giustamente ha preteso che venisse discussa prioritariamente la legge referendaria prima di altre proposte.

La ragione politica che ha fatto nascere l’iniziativa del Plebiscito Digitale del 16 febbraio sta tutta qui. Era infatti inutile e fuorviante ostinarsi a cercare di superare il muro invalicabile che si era formato e bisognava trovare un’alternativa politica, a meno di rifugiarsi nella comoda quanto inutile prospettiva elettoralistica fine a sé stessa.

Dopo la sua anticipazione, le ultime settimane sono state quindi impiegate per costruire il consenso politico attorno al Plebiscito Digitale e da qualche giorno possiamo registrare con soddisfazione che esso è stato accolto in modo positivo da molti esponenti come la soluzione ideale – e finalmente percorribile anche istituzionalmente – per permettere ai veneti di votare sul quesito “Vuoi che il Veneto diventi una Repubblica Federale indipendente e sovrana? Sì o No?”. Una tra le ragioni che hanno finora fatto preferire il Plebiscito Digitale rispetto al tradizionale Plebiscito con seggi, scrutatori e schede cartacee è la sua economicità. Il costo per finanziare l’intera operazione è pari infatti a meno di un sesto rispetto al costo di un referendum fatto secondo la vecchia maniera del novecento. Se uniamo l’economicità con gli aspetti di legalità che lo rendono una soluzione sicuramente preferibile, si spiega perché il Plebiscito Digitale sta rapidamente conquistando quei consensi che purtroppo finora sono mancati al p.d.l. 342 (e che se “magicamente” dovessero crearsi ci vedrebbero in prima linea per sostenerlo).

La settimana che si apre è ora cruciale per la buona riuscita del Plebiscito Digitale, che è legato alla raccolta fondi per finanziarne la piattaforma, in quanto pur economico in termini relativi, resta un’operazione di enorme complessità in senso assoluto.

Il meccanismo di voto prevede infatti l’invio di una lettera a ogni cittadino veneto, contenente il codice segreto necessario per poter votare collegandosi con un qualsiasi computer a un sito internet, seduto comodamente a casa propria.

La copertura dei costi di tali lettere e della loro spedizione, sommati ai costi della piattaforma tecnologica e della comunicazione mediatica necessaria per presentare l’iniziativa ai cittadini sono gli unici obiettivi concreti che dobbiamo raggiungere entro il mese di dicembre per rispettare il calendario che ci siamo dati.

Siamo confidenti che – con l’aiuto di tutti – anche tale obiettivo verrà raggiunto come tutti quelli che finora ci siamo dati per permettere ai veneti di votare per la propria indipendenza nel Plebiscito del 16 febbraio prossimo!

Gianluca Busato
Plebiscito2013

 

4 risposte a “IN FORTE AUMENTO IL CONSENSO POLITICO PER IL PLEBISCITO DEL 16 FEBBRAIO”

  1. mmarco ha detto:

    ah ecco un codice segreto.
    poveri i vecchietti se è troppo complesso o lungo e
    fortunato chi sarà pagato dallo stato itaGliano per diciamo ‘sabotare’ il sistema…

    che avete fatto ben testare, no ?

  2. MZ ha detto:

    raccolta fondi in crowd funding !
    su piattaforma tipo kickstarter.com posson contribuire da tutto il mondo per la nascita di un nuovo stato, 5 dollari qui e 5 la… si fa anche presto

    se non si arriva a tot vien restituito tutto, ma quanti al mondo non si fan problemi a dar un po di soldi per un progetto cosi? (soprattutto se ben presentato)

    • giane ha detto:

      Bravo, stiamo proprio progettando questo, oltre ad altri sistemi. Kickstarter richiede la residenza in US o UK, mentre indiegogo è meno performante, ma più indicato per progetti come il Plebiscito Digitale.

  3. CrisV ha detto:

    Come sempre, le menti brillanti di Plebiscito 2013, sono al lavoro per fornire nuove idee e strategie, per arrivare all’obiettivo comune.

    Mentre da altre parti si vive sul lavoro svolto da attivi predecessori, noi si traccia la vera e unica strada verso l’Indipendenza del popolo Veneto.

    Non si diventa dei leaders, espropriando il buon lavoro altrui, spacciandolo come proprio, magari condendolo con qualche festival, coinferenza e gazebo.
    Plebiscito 2013 offre un’altra lezione di vita, di strategia e di politica, a molti supponenti.

    Plebiscito 2013, avanti tutti e soprattutto !!!

    Ad maiora.

    CrisV 🙂

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