La festa dell’ignoranza sia celebrata il 17 settembre

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di Paolo L. Bernardini

Schermata 2013-08-05 alle 11.31.51Nel Veneto libero vi sarà abbastanza benessere per moltiplicare, come nell’antico regime, le feste di precetto, ma perché no anche quelle laiche. Propongo che il 17 settembre divenga la festa dell’Ignoranza. Ovviamente, non Santa Ignoranza, poiché l’ignoranza non è sancta come la simplicitas, francescana e no. L’ignoranza è diabolica, è brutta, ignorante come il diavolo è proverbo bolognese, credo, il “diavel” che dà il nome ad una strana motocicletta, è ignorante perché è cattivo, ma non è cattivo perché è ignorante, ma perché rifiuta di sapere. San Tommaso distingueva saggiamente tra “nescienza”, il non-sapere moralmente neutro (nessuno poteva sapere dell’America prima di Colombo) e “ignorantia”, il non-sapere colpevole, interessato, moralmente vile. Il non-sapere quando ci sono tutti gli strumenti del sapere a disposizione. Così, oggi, assistendo dal palco del pubblico alla discussione a Palazzo Ferro Fini, lì per lì, ascoltando l’esimio consigliere Marotta disquisire di storia veneta, e dopo di lui l’esimio consigliere Cortellazzo di diritto pubblico ed esegesi giuridica, ho avuto un moto spontaneo di disgusto, e ho pensato davvero a fuggire sempre da qui. Ma attenzione non perché costoro stavano negando il basilare diritto all’autogoverno e perfino quello di espressione al popolo, di un popolo affamato e sofferente, eppur fiero, eppur vivo, vivo anche quando muore – ed oggi un altro imprenditore si è suicidato per disperazione, la responsabilità di questa morte è di costoro, e lo sanno bene – ma perché come docente universitario ho visto la mia missione fallita, la mia ragione di esistere compromessa. Come si fa ad essere così  come il consigliere che sostiene che il Veneto non è mai stato indipendente, e che i Veneti si sono alleati con i Romani nel III secolo (ma era prima di Cristo), per affrontare i “barbari”, che notoriamente vennero otto secoli dopo? Come è possibile tale abiezione? Ma poi l’esegesi della Costituzione dell’altro consigliere mi ha tolto il poco di fiato che ancora avevo, forse non era il caso di scappare, perché sarei morto lì, di crepacuore, all’istante.

Festeggeremo l’Ignoranza bruciando una vecchia strega mostruosa, cui metteremo di volta in volta l’effige dei suoi adepti, anche di quelli che anche oggi l’hanno così tristemente adorata, questa dea ctonia, questa brutta bestia.

Chiaramente, nel Veneto libero dovranno essere ripensate ad imis fundamentis tutte le strutture del potere, l’ingegneria costituzionale dovrà ispirarsi a quella civile (magari non a quella del Mose, diciamo così, a modelli più evoluti…) e trovare se non altro un modo di filtrare i rappresentanti del popolo in contesti rappresentativi. Perché assemblee di questo genere non si ripropongano più, e noi vecchietti si possa raccontare ai nostri nipoti quanto udito oggi…E loro risponderanno: ma nonno stai scherzando, non ci prendere in giro. Alla festa dell’ignoranza leggeremo libri in abbondanza, ma anche le trascrizioni di alcuni degli interventi di oggi. E allora i nipoti ci diranno, “caspita, nonno, avevi ragione”.

Avevo fatto stampare delle magliette per oggi. Con un bel logo, “Veneto. Secede or Die”. Ebbene, queste magliette non le cestinerò di certo. Prima o poi ritornerò ad indossarne una, e forse quel giorno sarà una festa per la libertà, davvero, che non va avanti senza la cultura, senza il sapere, senza la moralità del conoscere, che fa sbiancare l’immoralità dell’ignorare, la sua feroce protervia.

Il Veneto sarà indipendente, e quando la strega Ignoranza brucerà sui roghi il 17 settembre di ogni anno, ai bambini leggeremo le storie della Serenissima, dei Veneti antichi, di Daniele Manin. Perché su quelle pire non debba consumarsi anche il loro, di destino, perché sappiano aver caro il sapere, tanto quanto la libertà stessa, sua sorella, sua sposa. Vivremo in una terra prospera e felice, che dovrà sempre però ricordare la sua schiavitù babilonese o egizia, solo estremamente peggiore di quelle degli ebrei a Babilonia, o in Egitto. Viva per sempre San Marco. E per sempre vivrà.

6 risposte a “La festa dell’ignoranza sia celebrata il 17 settembre”

  1. caterina ha detto:

    Grazie, Professore! i Suoi anatemi sono una melodia che mi consola!
    posso anche piangere in silenzio, di rabbia e compassione.
    Hanno perso loro!

  2. Carissimo Prof. Bernardini, grazie per il suo sfogo che condivido appieno e mi fa andare oltre : dobbiamo rovesciare il potere ” mal costituito ” e
    prenderci la libertà, con le buone ( non sta funzionando ) o con le cattive ( ha sempre funzionato ) !.
    Deidero acquistare una delle sue maglette , od anche tutte quelle che lei ha già disponibili per distribuirle ad amici miei , Veneti come e più di me !

  3. Monica Marton ha detto:

    Professore, leggere i suoi interventi allarga il cuore. W San Marco sempre

  4. lorenzo ha detto:

    W san Marco! Lasciateci liberi di vivere nelle nostre amate terre!

  5. pierino ha detto:

    “25 aprile 2014”
    indipendence day – liberaxion lombardo-veneta.
    “no taxation without representation”

    ghe ze abastanza tempo per organixare el prosimo SanMarco la giornata della nosta liberaxion forxata, da quel giorno no se paga pi gnente finchè non riva o l indipendenza o l UGUAGLIANZA fiscale co el resto dei ‘talgiani (ovvero pari residuo fiscale, spese sanità, …)

  6. Stefano Zzz ha detto:

    …dopo un certo livello, come la storia insegna, come dovrebbe essere e come è: l’Indipendenza non si chiede, la si dichiara!

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