La nuova Repubblica Veneta non sarà una “piccola Italia”

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Il tempo dei “caregari” è finito, Veneti di valore, la storia vi chiama!

12344232-venezia-leone-alato-di-san-marco--simbolo-di-veneziaLa Nuova Repubblica Veneta sarà uno stato moderno, innovatore, creativo, basato sulla democrazia diretta e dunque, con il potere decisionale in mano esclusivamente ai cittadini. I cittadini potranno indire dei referendum in qualsiasi argomento o materia, senza restrizioni. In uno stato di medie dimensioni, federale ed omogeneo per cultura, la democrazia diretta può essere applicata efficacemente, a testimoniarlo è la vicina Svizzera.
La Nuova Repubblica Veneta avrà a disposizione un avanzo fiscale straordinario che permetterà di abbassare le tasse, migliorare i servizi e dunque rilanciare l’economia. Nei primi anni di Nuova Repubblica ci sarà poi da divertirsi ad eliminare le inefficienze attuali e ad individuare nuove opportunità di valorizzazione della cosa pubblica. Basti pensare ad esempio al risparmio di spesa che ci sarà con l’eliminazione di enti come le prefetture, o alla razionalizzazione delle forze dell’ordine; oppure, al guadagno che si potrà ottenere dalla gestione degli immobili pubblici, storicamente Veneti, che ritorneranno in nostro possesso e su cui non dovremmo più pagare l’affitto.
Ma con tutti questi vantaggi economici il Veneto rischierà di diventare una nuova Italia? Molto frequentemente, le persone con cui parlo mi dicono: “bellissima l’idea del Veneto indipendente, ma anche qui “se magna”, non è che corriamo il rischio di mantenere il modus operandi italiano”?
Domanda legittima e comprensibile a cui non è facile rispondere, perché il rischio è effettivo. Anche se in Veneto la gestione della pubblica amministrazione è comunque migliore rispetto al resto d’Italia, non siamo esenti da episodi di corruzione, di tangenti, di amministratori che collaborano con il potere economico. Neanche la classe politica sembra adeguatamente preparata e spesso, opera chiaramente, agli occhi di chi ha la vista allenata, esclusivamente per guadagnarsi le famose “careghe”. Che fare per evitarlo? Occorre che le persone trasparenti, preparate e con solide basi etiche, partecipino alla vita politica. Non serve costruire dei partiti politici, ma piuttosto occorre creare movimenti di opinione, partecipare a programmi televisivi o radiofonici, scrivere su internet. La partecipazione attiva della cittadinanza è un ottimo deterrente all’opportunismo della classe amministrativa. Questi stessi cittadini che credono di avere queste caratteristiche non dovranno aspettare l’indipendenza del Veneto per mettersi in gioco, ma potranno farlo subito, aderendo, a seconda della loro sensibilità, a comitati referendari, movimenti indipendentisti, associazioni culturali, oppure muovendosi autonomamente. Dopo la dichiarazione di indipendenza inoltre, dovrà essere eletta un’assemblea costituente che si confronti e crei le regole del nuovo stato, regole che dovranno essere approvate naturalmente dal popolo sovrano. Se il buon giorno si vede dal mattino, è auspicabile che l’assemblea costituente sia costituita dai migliori cittadini Veneti, in termini di valori e competenze. Solo così potremo partire con il piede giusto. Cari Veneti che non avete ambizioni di conquista di posti di potere ma anelate solo ad offrire un servizio di valore alla società…. è arrivato il vostro momento, la storia vi chiama all’appello, non c’è più tempo da perdere, la Forza è con voi.

Ivano Durante
Plebiscito2013.eu

4 risposte a “La nuova Repubblica Veneta non sarà una “piccola Italia””

  1. Zarlino ha detto:

    Nobilissime parole che mi colpiscono nel profondo del cuore e alleviano lo sconforto che mi prende quando osservo questo mondo cinico e baro dove troppi scaltri ipocriti usano gli idealisti per il proprio interesse.
    So benissimo che lo stato perfetto non esiste. Ma so che con l’educazione dei cittadini al civismo (io sono un educatore) ci si può avvicinare. Specialmente con uno stato piccolo.
    Nonostante tutte le comprensibili perplessità, nutro il sogno che un giorno la Venetia sarà una realtà e finalmente il suo Popolo con le sue incomparabili Radici, potrà autodeterminarsi e scegliersi il proprio destino.
    Sono un povero illuso ingenuo? Un patetico romantico?
    Conoscendo la nostra gloriosa Storia e la triste situazione attuale, oramai nessuno potrà distogliermi dal contribuire con tutte le mie forze, insieme a tutti quelli che condividono i miei ideali e sentimenti, al raggiungimento di tale Obiettivo.

  2. Zarlino ha detto:

    Mi premeva dire anche un’altra cosa che si riferisce ai gravissimi fatti che si stanno verificando in Egitto, Siria, ecc. C’è poco da fare: per questi popoli la più grande iattura è la religione! Un pretesto per giustificare le più medievali prevaricazioni e ottimo strumento dei potenti interni ed esterni per conservare i loro privilegi!
    Evoluzione democratica? Forse fra duecento anni o mai!!!
    Invece grande pericolo per l’Europa sempre più invasa da questa gente in folle crescita demografica!
    Alla fine, molto presto, gli riuscirà quello che tentano da secoli: l’islamizzazione dell’Europa!
    A voi piace? A me no!

  3. pierin ha detto:

    dopo il nonvoto in regione l idea che ci sian fin troppi caregari si è rafforzata, aggiungendo che anche gli indipendentisti sotto sotto sia parte dei ‘i ze tutti compagni’ nel senso di uguali , non si sinistroidi.
    IV ha fatto il botto, e il veneto cavallo lavorerá a testa bassa fin alla morte.
    cavallo, perchè l asino è piu furbo, quando è allo stremo si punta e non prosegue

  4. caterina ha detto:

    vi quoto tutti, dall’estensore dell’articolo chiaro, programmatico, preciso, a voi che avete commentato qui sopra… come si possa perdere energie in querelles interne è veramente assurdo oppure, come nella metafora di pierin, c’è qualche asino…da individuare, o comunque lasciarlo perdere e proseguire sulla strada tracciata accelerando se possibile! il tempo è prezioso e gioca in nostro favore….

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