La pubblica amministrazione della nuova Repubblica Veneta sarà #Open

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Cosa sono i software proprietari e perché non vanno bene per una nazione efficiente?

linux-osI software proprietari sono sistemi operativi (s.o.) come il blasonato #Windows o programmi progettati ed impacchettati pronti all’uso. Vuol dire che l’utente finale non può né visualizzare come è composto né tanto meno modificarlo, ma solo utilizzarlo. Essi sono chiamati “sorgente chiusa” (closed source). Nelle pubbliche amministrazioni (p.a.), si fa uso solo di software proprietari, eccezione fatta in rari casi.

L’uso di questi software in sé non comporta nulla di male. È giusto riconoscere all’azienda programmatrice l’onere intellettuale, il tempo perso e così via. Il problema nasce quando dietro a questo mercato le p.a. spendono migliaia di milioni di euro. Basti solo a pensare all’acquisto delle licenze di windows ad ogni nuovo pc, ci aggiungiamo anche le licenze del pacchetto office, visto che ci siamo pure quelle per un gestionale progettato ad hoc e perché non farci mancare anche un costo mensile di manutenzione di un data center dove immagazzinare i dati in locale, la famosa nuvola (cloud) per la rete internet. Se invece volessimo conteggiare anche la parte hardware i costi non possono che amplificarsi come stampanti, schermi rovinati, componentistica hardware vecchi o deteriorati da cambiare, ecc. In questa somma aggiungiamo le spese delle province, delle regioni e gli enti adibiti ad altri usi.

L’infrastuttura ICT in Italia costa migliaia di milioni. A questo link si può consultare un rapporto dettagliato sulle spese di gestione e acquisto, è un mercato veramente florido! Se, purtroppo, aggiungiamo anche il fatto che le gare per la gestione dell’infrastruttura informatica non sempre vengono vinte dall’offerta migliore ma bensì dagli amici o dai parenti i costi totali non tendono di certo a scendere. Questo è solo uno screenshot dell’attuale situazione senza entrare nei particolari dove si potrebbe non venirne più a capo.

Qual’è il primo step?

Se le spese per il ricambio dell’hardware non possiamo eliminarle in quanto vi è la naturale usura col passare del tempo, possiamo però agire sul fattore software. Ci sono infatti infiniti software gratuiti che non hanno nulla da invidiare a quelli proprietari, la soluzione ideale per le pubbliche amministrazioni, sia per i sistemi operativi sia per i programmi produttivi.

Che cos’è Gnu Linux e cosa vuol dire open source?

Senza entrare in dettagli tecnici, Gnu Linux è il kernel (cuore) che assieme a vari pacchetti creano il sistema operativo che fa funzionare il pc. #GnuLinux è open source! Tutti i programmi open source sono liberalmente distribuiti, modificabili e migliorabili e quasi sempre gratuiti e soprattutto ricevono gratuitamente aggiornamenti dalla community, ecco la vera forza. Giusto per dare un’idea ad oggi sono pochi i server (ove risiedono siti internet) dove vi è installata una versione windows server, anche per i fatto che i linguaggi web si perfezionano e richiedono applicazioni dove la base deve essere Gnu Linux e non Windows.

Perché i programmi open source sono importanti per le p.a.?

Se noi installiamo un sistema operativo open source vuol dire che quel pc per tutto la sua vita a livello software per quanto riguarda il sistema operativo non costerà nulla, per sempre! La domanda che sempre sorge è: “ok per il s.o., ma come faccio per il pacchetto office, il gestionale e gli altri programmi che uso quotidianamente?” La risposta è semplice edd immediata: “vi è un programma open source o comunque gratuito per la maggior parte dei programmi che si usano nei pc dalle p.a, a partire dai pacchetti office ai programmi tecnici”. Oggigiorno sono rari i programmi che non hanno un eguale nel mondo open source. In quei casi si può continuare ad usare il vecchio Windows già acquistato. Se noi ci abituiamo ad usare questi strumenti gratuiti, cercando di liberarci dalle catene della comodità che il buon Bill ci ha radicato in testa, sono sicuro che le p.a. della nuova Repubblica Veneta saranno in assoluto le meno costose di tutto il mondo.

Adesso ragionate con me a fare un percorso graduale. Nel futuro abbiamo solo pc con programmi gratuiti a cominciare dall’asilo. I bambini si abituano con questo strumento e non hanno nessun problema nella vita post istruzione, quindi dall’asilo all’università per finire al lavoro. Qualcuno avrà già capito perché Microsoft, Autodesk e altre case “software made” offrono gratuitamente o a prezzi stracciati i loro software per la scuola o i professori. All’inizio “forse” non guadagnano, ma cosa possono chiedere di più se non che i loro utenti una volta abituati con quei programmi non li abbandoneranno mai più per provare altri?

Note: Gnu Linux è Unix like, assieme al s.o. che adopera apple negli iPhone, iPad e iMac, sono due rami (fork) di Unix. Il fattore che differenzia l’uno dall’altro è che Apple paga degli sviluppatori assunti per mantenere il mondo Apple (simil Windows) mentre gli utenti #Linux beneficiano di tutte le migliorie della community, gratuitamente.

Perché in Italia non si applicano queste possibilità?

I fattori sono molteplici.

  • In primis, la scusa che gli impiegati delle p.a. non sarebbero capaci di adattarsi ai nuovi strumenti e si perderebbero. Risposta: è vero, non si nasconde che potrebbero verificarsi dei problemi, ma se cambieremo la regione #Veneto in nuova Repubblica Veneta cosa può esserci di così difficile che con dei corsi di aggiornamento non si può imparare. Il problema comunque sarà sempre meno noto col cambio generazionale.

  • Poi vi sono i disaggi del passaggio. Risposta: Non si deve pensare al passaggio come un interruttore che da oggi a domani si spegne. Il passaggio viene effettuato a gruppi di uffici, a blocchi di utente che hanno le stesse esigenze.

  • In ultima, la discordanza che già c’è tra i tecnici del settore. C’è chi è totalmente contrario ai programmi liberi in quanto viene meno la sicurezza e la certezza che ti da un prodotto comprato e testato, come tutto all’opposto chi come me è pienamente favorevole.

I problemi che possono insorgere possono essere veramente tantissimi, specialmente in corso d’opera, ma se ci mettiamo la buona volontà nulla è impossibile! Quanto scritto fino ad ora non è pura follia. Nel mio studio si usa all’85% software open source con un risparmio di tutto rispetto. Cosa succederebbe se applicassimo questo risparmio a tutti gli enti pubblici? Milioni e milioni di euro risparmiati.

Il vero cancro da sconfiggere è l’industria del software proprietario che ha corrotto e logora chi deve prendere decisioni radicali ed importanti. Vi sono infatti potentissime industrie che come in altri settori (quella farmaceutica) comprano pochi in danno a tanti. Solo con una mentalità nuova, pulita e liberi dalla disonestà possiamo modernizzare la nuova #RepubblicaVeneta per sempre e portarla al top dove tutto il mondo ci invidierà.

Io ci sono in prima persona a mettere tutte le mie competenze. Tu ci sei?

Tutti i marchi citati sono proprietà dei corrispettivi proprietari.

Dritan Cami
Plebiscito2013.eu

21 risposte a “La pubblica amministrazione della nuova Repubblica Veneta sarà #Open”

  1. Zarlino ha detto:

    Entusiasmante!!!!!!!!!!!!!!!

  2. MZorzy ha detto:

    direi che le spese hardware si posson comunque ridurre, costa convertire un pc a linux ma poi non diventa obsoleto in fretta come in ambiente win
    se orami cè poco nulla supportato in winxp su linux non cè sto problema di dover aggiornar l hw.

    ci son anche sotware non open ma a pagamento su linux e la manutenzione costa (anzi le persone costano) ma imho è fondamentale non essere su piattaforme proprietarie microsoft o apple che sia…

    esempio l estonia, paese natale di skype con sviluppo digitale impressionante, il sistema di voto online è (per metá) stato pubblicato come opensource.

    condivisione è conoscenza e sviluppo.

    ps in bielorussia per favorire lo sviluppo digitale semplicemente vendono nei negozi soft pirata, senza multe o controlli di sorta, il ‘progresso’ dello stato ha prioritá …

    • MZorzy ha detto:

      aggiungo che le installazioni missioncritical che non posson aver problemi come centrali idroelettriche e nucleari , tutti in ambienti linux.
      io ci sono. (e lavoro con entrambi)

  3. Rael ha detto:

    Due piccol punti che sono forse sfuggiti all’autore di questo articolo, vuoi per mancanza di esperienza in realtà informatiche “Enterprise” (>1000 utenze), vuoi per poca conoscenza del “Licensing” di MS, spesso contorto e complicato da comprendere:

    1) al di la delle piccole realtà aziendali, in ambienti vasti con migliaia di utenze, come può essere una P.A. il costo delle licenze che offre Microsoft sono ridicoli, nell’ordine di una decina di euro/anno, per applicativi e Sistemi Operativi. Offre poi la possibilità di concordare prezzi ancor più bassi con accordi specifici.

    2) L’utilizzo di software Open Source pone due problemi “critici”, il primo è la mancanza di un supporto “ufficiale” da parte dei produttori, se non a pagamento (ma allora casca il palco) , mentre il secondo è la compatibilità di questo prodotti con quello che Office ha creato, ovvero uno standard. Aprire file fatti con Excel con Openoffice, staroffice o altri OpenSource, comporta spesso problemi di impaginatura, mancato riconoscimento di macro e formule, rallentamenti causati da api proprietarie e non perfettamente compatibili con MS.

    Detto questo, vorrei ricordare che non sempre gratis è meglio e più economico, visto sulla lunga distanza, e sugli ostacoli che si possono incontrare lungo la strada.

    Mi piacerebbe intavolare una discussione un pò più apprifondita su questo argomento, preso spesso alla leggera, ma adesso ho poco tempo.

  4. Rael ha detto:

    Una cosa che ho dimenticato: dal punto di vista della sicurezza informatica, ci sono delle norme che un’azienda o un ente deve seguire se vuole avere rapporti (informatici) con gli USA, questa è chiamata SOX, e va presa in considerazione.

  5. Dritan Cami ha detto:

    Caro Rael (o come ti chiami realmente), è vero che il sottoscritto non ha conoscenze dirette in ambito enterprise e come citato nell’articolo il passaggio può non essere indolore. Rimane il fatto che nella maggior parte dei casi, il pc nelle P.A. è adibito a semplici programmi che non hanno bisogno di API o macro complicato e che possono essere soppiantati immediatamente. Invece è vero che si studiano è si applicano sempre di più applicazioni web-based per una totale compatibilità tra i vari device, dai dektop ai mobile che sono sempre più presenti. Inoltre, spinto dal messaggio, sviluppo ulteriormente l’articolo dicendo che tutti i vecchi pc che per zio Bill sarebbe da cambiare col passaggio in Gnu Linux riprenderebbero vita in quanto meno onerosi di risorse hardware.

    In merito alla sicurezza informatica citata, senza entrare nei dettagli, chi conosce bene il mondo dell’informatica, sa che Gnu Linux rispetto a Win siamo su due pianeti diversi e non si può ne anche paragonare, come paragonare una super car (Linux) con una utility del terzo mondo (win)…

    Restando in tema di Win, vogliamo anche parlare di perdita in resa di efficienza nel tempo, o di aggiornamenti che mandano in palla l’HD e comunque cose strane che succedono solo in Win? Perché c’è una considerevole quantità di persone che quando hanno acquistato un Mac non tornerebbero mai indietro??

    Chiudo con l’affrontare il supporto per l’open source. Forse ragionando a circa 5-6 anni fa non vi era supporto. Oggi quasi tutte le aziende serie dall’hardware al software hanno capito che non c’è più solo Win, ma anche Mac ed altri e si stanno adottando per conquistare tutti i clienti del mercato. Cosa vuol dire? Se un numero considerevole di pc avesse bisogno di software e hardware che gira su Gnu Linux loro saranno disposti a programmare per questa categoria e a ruota li seguiranno tutti.

    • Rael ha detto:

      Continuo a non essere d’accordo, sugli hardware XP (quindi di 10 anni fa) gira tranquillamente win7, con previo aumento della RAM, cosa peraltro necessaria anche per un Linux recente.
      WebBased non significa opensource, solo che spesso viene usato un webserver open, ma tutto quello che gira dietro no.
      La stabilità nel tempo con i sistemi Windows è garantita, a patto che l’utente non “spiccioni”. E’ per questo che i sistemi linux o mac sono più stabili, gli utenti non possono far danni. Ma con piccole accortezze la cosa si fa gia da anni sui sistemi Windows. In ambito enterprise ho visto pc con windows che avevano un ciclo di formattazione di 4/5 anni. E per inciso, reinstallare windows in ambiente enterprise, magari con thin client, richiede si è no un’ora, compresi software e dati utente, a in maniera automatica durante la notte.
      Già 20 anni fa lo facevo io stesso, non con windows ma con OS2 (IBM), all’unicredit (allora era cassa di risparmio di verona).
      Gli aggiornamenti, sempre in ambito enterprise, vengono prima verificati dagli amministratori, e poi distribuiti.
      Senza offesa, ma continuo a pensare se non conosci il mondo enterprise, e parli per realtà piccole, che non sono confrontabili con quello che può essere il sistema informatico di una P.A.
      Sulla sicurezza, rispondi a questa semplice domanda:
      monteresti una porta blindata a casa tua, per tanto ben fatta ed economica, sapendo che i progetti sono liberamente consultabili da tutti? Anzi, che si trovano le spiegazioni online su come scassinarle? O monteresto un allarme sulla macchina, sapendo che puoi acquistare i telecomandi tranquillamente ovunque? Perchè questa è la realtà dell’open source. Tutto libero, tutto gratis, ma tutto per chiunque.
      Per i MAC, vanno così bene perchè oltre ad avere un software proprietario e blindato, come Microsoft, hanno pure l’hardware proprietario e blindato. Infatti il loro costo è doppio rispetto agli altri.
      Se poi mi dici che il sistema P.A. Italia sia una porcheria disumana, non posso che darti ragione, ma la causa non è da attribuire ai sistemi usati, ma all’anarchia e ignoranza che regna in Italia nel pubblico. Ho visto amministratori di rete di enti pubblici che non volevano internet nei loro uffici perchè serviva solo a, cito testualmente, “chattare e guardare porno”…….con delle teste così non si può pretendere che un’infrastruttura informatica con migliaia, se non milioni, di utenti, funzioni.

  6. Rael ha detto:

    p.s. per inciso, ben vengano software opensource a basso costo, per utilizzi non citici, o in ambienti stand-alone. Non sono un disfattista nei confronto dell opensource, sia chiaro. Io stesso ho insegnato Linux/Unix anni che furono, e conosco molte realtà che ne fanno uso con soddisfazione. Solo che non affiderei, per fare un esempio, il database dell’anagrafe a un MySQL…….mi appoggerei su cose magari più datate, magari meno performanti, ma più affidabili e sicure: un DB2. un Oracle o anche perchè no un SQLServer.

    • Michele ha detto:

      Anche io non la affiderei ad un MySQL, ma ad un PostgreSQL sì … ad occhi chiusi.

      • Rael ha detto:

        ok, mi può star bene, a patto di avere la sicurezza che qualcuno si assume la responsabilità di gestire il DB, e di avere le risorse (fisiche ed intellettuali) per farlo.
        Di sistemisti DB2 o Oracle se ne trovano parecchi (poi io ho detto questi per fare un esempio), e quindi il rischio di essere legati ad un unico fornitore non sussistono. Di sistemisti PostgreSQL ce ne sono? si, e quanti? E se si pianta, chi lo sviluppa mi da supporto? e se si in quanto tempo? E sono sicuro della qualità di chi mi offre il servizio? IBM con DB2 mi da tutte queste certezze (un esempio di un DB diffuso).

  7. Rael ha detto:

    Volevo fare anche un piccolo commento a Mzorzy:
    cito: “in bielorussia per favorire lo sviluppo digitale semplicemente vendono nei negozi soft pirata, senza multe o controlli di sorta, il ‘progresso’ dello stato ha prioritá …”

    A casa mia (e per la legge di moltissimi paesi) è furto , e una repubblica che si definisce democratica e civile, non può rubare in nome del progresso……..

    • MZorzy ha detto:

      da loro prima viene lo sviluppo, poi i ‘problemi’ di non rispettare un eula. o licenza che sia.

      fortuna che ora la comunità open può sopperire a quasi tutti i soft proprietari con ottime alternative ‘free’.

  8. lino ha detto:

    ma scusate un pò
    non capisco cosa centrino i sistemi operativi dei computers con il referendum e l’indipendenza, non e che per caso avete sbagliato blog ?.
    guardate che qui il problema più urgente è quello di informare la gente che al 80% non sa neanche dell’esistenza delle intenzioni che pochi veneti stanno portando avanti.

    • Rael ha detto:

      Bè, forse può non sembrare utile o inerente, ma se fai partire una nuova nazione, senza pianificare a monte un’infrastruttura informatica efficiente, vai incontro a grossi grossi problemi.
      Pensa solo a non avere un’anagrafe funzionante, immagina il caos che ne scaturirebbe.
      O i costi derivanti da una cattiva pianificazione, costi a carico dei contribuenti.

      Mi rendo conto che un “non addetto ai lavori” non si rende conto di cosa c’è dietro al terminale di un ufficio pubblico, ma fidati, è da pianificare bene prima.
      O voui che ci ritroviamo come in Italia, dove se uno muore, l’inps continua a pagare la pensione perchè i sistemi di inps e anagrafe non si “parlano”??

      • MZorzy ha detto:

        inps… mezzo codice per posta cartacea, mezzo per sms al cell.. e dopo mezz ora di dati chiedon un codice da ottenere di persona all ufficio !!!!

  9. Dritan Cami ha detto:

    Ciao Rael, ben immagino con che occhi mi guardi 🙂 … Il fatto comunque che ti interessi e ti poni le domande e dai delle risposte mi piace assai. Avremo bisogno di persone brave e volenterose.

    Comunque come detto nell’articolo siamo appena entrati in uno dei punti, ovvero la discordanza da chi pensa che si può fare e da chi è totalmente in contrario. Dico anche che non deve esserci per forza o bianco o nero. Si comincia con una via di mezzo, un compromesso, per arrivare a dove dico io. Non domani o dopodomani, ma come dici tu programmando già da adesso.

    • Rael ha detto:

      qui mi trovi totalmente d’accordo.
      Le cose vanno discusse e costruite, prendendo un pezzetto da ognuno. Ed è essenziale, a mio parere, avere delle basi solide, su cui sviluppare qualcosa.

      E non preoccuparti, non ti guardo con occhi strani, anch’io avevo idee come le tue finchè mi sono scontrato con realtà che non erano come pensavo 😉 E spero sempre di trovare chi mi convince che l mie idee non sono così “giuste” come penso. Il discorso che ha fatto MZorzy, sulla condivisione delle conoscenze è essenziale per crescere.
      E non parlo di informatica, ma di qualsiasi argomento.

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