La tutela del risparmio nella nuova Repubblica Veneta

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ivano-durante-300x224Lo stato italiano, in base alla costituzione dovrebbe tutelare il risparmio in tutte le sue forme. Se fosse così non si capisce la distruzione di risparmio popolare ed aziendale a cui abbiamo assistito negli ultimi anni: caso Parmalat, Obbligazioni Argentina, Lehman Brother, crollo dei mercati azionari, usura bancaria, anatocismo, derivati finanziari, conti dormienti, costi abnormi di intermediazione e gestione degli strumenti finanziari di investimento. Miliardi e miliardi di denaro privato andati in fumo. Era evitabile questa distruzione di risorse? Sicuramente ridimensionabile.
Come ha risposto il governo italiano per tutelare il risparmiatore? Con norme sempre più complicate, prassi e procedure assurde, creazione di organismi di controllo inefficienti ed inconcludenti.
Il problema che i legislatori non sembrano cogliere o non vogliono cogliere è essenzialmente uno: l’assenza di educazione finanziaria dei risparmiatori.
La mancanza di una educazione finanziaria di base amplifica l’assimmetria informativa tra acquirenti e venditori di prodotti finanziari, promuove un atteggiamento di delega anzichè di scambio e controllo. Se si introducono nuove regole di tutela ma nessuno le sa utilizzare a che servono?
Il risparmio è un bene fondamentale per gli equilibri economici e sociali della società. Una crisi finanziaria può innescare una crisi famigliare. Chi scrive ha visto situazioni in cui una crisi finanziaria famigliare è sfociata in una crisi tra i coniugi, con conseguenze a volte pesanti, come la separazione. Il risparmio e la sua tutela (non la speculazione) significano maggiore tranquillità economica e dunque maggiore tranquillità famigliare.
Come si dovrebbe affrontare la questione nella Nuova Repubblica Veneta? Introducendo lo studio dell’educazione finanziaria almeno nelle scuole superiori. Con un cittadino più preparato avremmo meno scandali finanziari, mercati finanziari più equilibrati, imprese più sane e famiglie in pace. La maggiore conoscenza può ridurre le asimmetrie informative tra venditore e fruitore di servizi finanziari, riducendo di conseguenza l’opportunità per chi è in vantaggio informativo di sfruttare la sua posizione.
La conoscenza spesso è il miglior strumento di autotutela. Il concetto è trasferibile anche agli altri ambiti. Può un cittadino cominciare a lavorare senza conoscere un minimo il diritto del lavoro? Può un cittadino alimentarsi bene e dunque avere più possibilità di essere sano senza un minimo di educazione alimentare?
Possiamo creare un sistema a democrazia diretta senza conoscerne le basi, operative, filosofiche e storiche?
La conoscenza ci renderà liberi.

Ivano Durante
Plebiscito2013.eu

3 risposte a “La tutela del risparmio nella nuova Repubblica Veneta”

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