Le ragioni alla base del successo di Plebiscito2013

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La nuova frontiera digitale dell’indipendenza del Veneto

ICONA_video+STRADAPer chi non se ne fosse accorto, lo scenario della politica veneta è cambiato nuovamente e non a caso. L’evento di Este di venerdì scorso, quello di Montebelluna di ieri e quello di Theneda e Saraval (Vittorio Veneto) di giovedì prossimo sono il più bell’anticipo di quello che avverrà la settimana prossima, con il grande appuntamento per gli imprenditori veneti che si terrà a Venezia presso l’hotel Amadeus sabato pomeriggio 26/10 e con il Pressing per l’indipendenza in programma invece a Verona il pomeriggio di domenica 27 ottobre.

La forza – dai più inaspettata – di Plebiscito2013 nasce da un insieme di fattori che hanno rivoluzionato lo scenario preesistente che aveva portato all’impasse in Consiglio Regionale sulla discussione in merito all’indizione del referendum consultivo di indipendenza del Veneto.

Innanzi tutto i contenuti di qualità, grazie all’intervento fin dal primo istante di nascita di Plebiscito2013 di autorevoli esponenti di grande profilo, passione, umiltà e onestà intellettuale, quali Lodovico Pizzati, Paolo Luca Bernardini, Alessandro Vidale, Ivano Durante, cui sono aggiunti autentici fuoriclasse, primo tra tutti il pioniere dell’indipendenza del Veneto Franco Rocchetta, che con i propri interventi sta appassionando il pubblico in una straordinaria seconda giovinezza e molti altri. Content is the king, i contenuti sono il re, si diceva. Ma non lo sono per nulla, in quanto la creazione di contributi di valore richiede capacità, preparazione, pianificazione e tanto tanto lavoro di qualità, che non si possono improvvisare.

I contenuti già creati da Plebiscito2013 spaziano in moltissimi ambiti e settori, tra i quali citiamo ambienteturismoarteassetto istituzionalecomunicazionicultura,
dirittoeconomiaenergiaesterifamigliaimmigrazioneimpreseinnovazione,
istruzionepensionisalutesicurezzasociale,softwaresporttrasporti e turismo.

Questo primo fattore, almeno in parte, era già noto ad applicato dai promotori di Plebiscito2013 già da molti anni, quando essi avevano fondato e guidato i vari movimenti indipendentisti veneti susseguitisi nella storia moderna del Veneto e ciò spiega anche il secondo imprescindibile fattore di successo era almeno in parte già presente in esperienze del passato: esso è determinato dalla capacità, dalle doti morali, dall’apertura mentale anche internazionale e dalla visione infine delle persone che animano Plebiscito2013 e che ha permesso di fare la differenza, creando un nuovo scenario nella politica veneta.

Un aspetto originale e inedito è invece costituito dal terzo fattore critico di successo di Plebiscito2013, ovvero l’intuizione di aprire la piattaforma in modo trasversale e apartitico, oltrepassando gli steccati ideologici e di parte, bene esemplificata dall’adesione di un grande numero di testimonial di provenienza non solo dalla politica, ma anche dalla società civile, ha permesso quindi di inaugurare una nuova forma di fare politica, in modo che superava le potenzialità solo elettoralistiche e creando grande interesse ed apertura anche da ambiti politici di partiti che magari finora erano stati molto tiepidi all’idea di referendum per l’indipendenza e di referendum.

Si intravvede al momento solo in parte il quarto fattore alla base del successo di Plebiscito2013, che è l’avvio di un’autentica, e non solo a parole, conversazione nazionale veneta, che oggi si esemplifica nella nascita di Veneto Business, una piattaforma internazionale per imprenditori veneti indipendentisti, che già gode di una partnership con la già avviata Business for Scotland (che vanta già l’adesione di 700 imprenditori scozzesi) e che si presenterà ufficialmente a Venezia il prossimo 26 ottobre. Possiamo anche anticipare che nascerà a breve una piattaforma per lavoratori veneti, le cui anticipazioni di manifesto si possono già leggere nell’intervento di Rossano Granello, testimonial di Plebiscito2013.

Fatto sta che la conversazione nazionale veneta significa permeare il tessuto sociale del Veneto dei nostri contenuti e delle nostre proposte in modo forte e sostanziale, aprendosi alle istanze e ai problemi reali del territorio e permettendoci di individuare le soluzioni concrete nel quadro dell’indipendenza, per permetterci di concepire fin dalla nascita in modo virtuoso la nuova Repubblica Veneta.

Era d’altra parte impensabile che chi aveva concepito il percorso democratico e legale per l’indipendenza del Veneto stesse fermo con le mani in mano nel momento in cui il Consiglio Regionale entrava nello stallo decisionale, dovuto principalmente al fatto che il pensiero politico non alberga a Palazzo Ferro-Fini, a causa della contaminazione della politica italiana, basata sulla vacuità, sull’ignoranza e sull’inconcludenza.

Oggi la nuova frontiera per la libertà del Veneto si chiama Plebiscito Digitale e a Verona il prossimo 27 ottobre lo annunceremo al mondo intero.

Gianluca Busato
Plebiscito2013

13 risposte a “Le ragioni alla base del successo di Plebiscito2013”

  1. Giovanni Dalla-Valle ha detto:

    Sono totalmente d’acordo con questa impostazione di metodo e contenuti che rispecchia anche la National Conversation tenutasi in Scozia tra il 2007 e il 2009, la vera strada che ha portato al referendum per l’Indipendenza e a moltiplicare il supporto per il Si’ in modo esponenziale. Partire dai CITTADINI VENETI e dai loro bisogni e problemi quotidiani e’ indispensabile per convincerli che noi siamo dalla loro parte e quindi favorire anche il loro consenso per l’auto-determinazione. Non posso che esprimere ammirazione per il team di Ginaluca, Lodovico, Paolo, Franco e i tanti altri che si stanno unendo ogni giorno e sono io stesso fiero di dare il mio contributo per quel che riguarda l’esperienza scozzese. Credo che l’umilta’ di guardare a chi e’ piu’ avanti e gia’ esperto nei lavori sia anche questa una caratteristica Veneta; lo facevano i nostri amabsciatori della Repubblica, sempre molto attenti agli sviluppi e alle tecnologie dei paesi piu’ moderni. Non c’e’ motivo perche’ non lo facciano anche i Veneti di oggi. L’indipendentismo e’ cambiato moltissimo negli ultimi anni (quasi due o tre anni solo direi) e la politica tradizionale, basata spesso su schemi partitici italiani non e’ piu’ capace di contenerlo. Alla fin fine siamo quello che PENSIAMO. e pensiamo quello che PARLIAMO. Quindi occorre anche cambiare pensiero e linguaggio per cambiare il nostro modo di essere e porci verso chi non e’ ancora indipendentista. Il successo crescente di queste piattaforme lo sta dimostrando. Well done, guys!

  2. CrisV ha detto:

    Personalmente non condivido un parte del discorso impostato da Dalla Valle, in quanto il momento dei ” buonismi ” non è ancora maturo.

    Se oggi PB013 e IV sono divise, pur avendo l’identico obiettivo, che consentiva loro, per logica, di convivere perfettamente, è grazie a questo principio sbagliato del romanesco : ” volemose bene “.

    Giovanni Dalla Valle abita permanentemente in Scozia, in quella antica landa, le ragioni unitarie indipendentiste sono alquanto spiccate, mentre qui da noi le cose sono ben diverse.
    A mio parere, qualcuno ha largamente approfittato della generosa comprensione di Pizzati e di molti degli uomini che oggi sono ai vertici di Plebiscito 2013.

    Del resto anche Dalla Valle ottenne un trattamento piuttosto simile, in altro partito indipendentista.
    Quindi andrei molto piano con il tendere la mano a eventuali persone sbagliate.
    Il nostro compito, sta adesso nel far comprendere a migliaia di sostenitori indipendentisti delusi e scorati, da veleni e divisioni, dove stia la correttezza e il buonsenso.
    In quasto caso, il ” volemose bene ” non basta, serve la voce del verbo parlar chiaro.
    Tranquilli che poi, anche le più grandi guerre, si sono concluse a un tavolo di trattative e quando i tempi ” e le zucche ” 😉 , saranno maturi, anche le varie anime Venetiste si siederanno a un tavolo di confronto per celebrare atti e intese indipendentiste unitarie.

    La nostra Rep. Serenissima in secoli di storia, ci ha anche insegnato a lottare tenacemente per le notre eque e giuste rivendicazioni, prima tra tutte il rispetto del nostro modo di essere e di pensare.
    Venezia affiancava a numerose flotte commerciali, imponenti vascelli da guerra, alcuni dei quali hanno letteralmente cambiato il corso della storia, tipo le galeazze armate a Lepanto.

    ” Si vis pacem para bellum ” ( Se vuoi la pace prepara la guerra ) affermava con piena proprietà il saggio e coltissimo Vegezio.

    Il tempo dei buonismi anticipati e unilaterali, non è ancora maturo.
    Arriverà certamente, ma non è ancora il suo tempo.

    • CrisV ha detto:

      Per altri appunti e considerazioni, rimando al mio commento pertinente, in questo spazio :

      http://plebiscito2013.eu/il-veneto-di-nuovo-indipendente-sulle-mappe-piu-moderne-del-mondo-intero/#comment-2375

    • caterina ha detto:

      quoto CrisV!… poco più di un mese fa in un incontro organizzato da Plebiscito2013 vicino a Treviso, utilissimo perchè ci ha permesso di conoscere le tesi del Sindaco di Silea sulle razzie dello stato Italia e la veemenza storica carica di pathos di Rocchetta, ha potuto dar voce anche a Della Valle appena arrivato dalla Edimburgo… e si sentiva!
      E’ immerso in quella realtà dove sta pianificando il suo lavoro in un contesto totalmente diverso dal quello del Veneto, perchè lì è pluridecennale l’aspirazione indipendentista che in luogo ha solo il problema di come organizzarsi, perchè è dato per scontato da diverso tempo che il referendum si farà, addirittura confermato e deciso da Londra, e l’indipendenza fra gli scozzesi è solo una questione che si può riassumere così: ci conviene o non ci conviene?
      Se pensiamo che in Scozia si batte moneta, anche se ha corso solo all’interno dei territori inglesi, il problema identitario e di conoscenza della storia non esiste perchè gli scozzesi ne sono pienamente consapevoli!
      Da noi invece è lo scoglio principale, perchè la maggiioranza della gente che vive nel veneto è lontana dalla propria storia di cui conosce a mala pena l’ultimo secolo, che è trasmesso per lo più all’interno della propria famiglia, ammesso che sia da sempre radicata qui, il resto è riportato nei pochi capitoli delle guerre d’indipendenza, e nelle due righe delle repubbliche marinare…1100 di storia della Repubblica di Venezia spariti nel quasi nulla!
      Il contributo del nostro amico Della Valle penso che possa essere prezioso nello studio dell’approccio con la gente per le strategie di diffusione del Referendum, in ogni caso ma a maggior ragione se si va verso l’opzione digitale.

    • Carla ha detto:

      la penso anch’io come Crisvi.La mano amichevole si tende a chi se la merita e no a chi ti sputa in faccia.

    • Carla ha detto:

      per come conosco io lo spagnolo in questo articolo si parla di una piattaforma comune,che dovrebbe unire i vari gruppi indipendentisti catalani.Esattamente l’idea identica di come è stata generata la piattaforma di Plebiscito2013.Solo che là in Catalogna i partiti indipendentisti si uniscono per portare milioni di manifestanti in corteo a dimostrare contro la Spagna.Qui invece i partiti indipendentisti dello zero virgola poco si uniscono tra loro per fare la guerra a plebiscito2013 e fare quindi un piacere e ai governi italiani.Poi qualcuno ci viene a chiedere di essere amiconi anche di quella gente.Ma per carità…

      • Pietro ha detto:

        Mi sa che non hai capito niente dell’articolo e del video…parla della piattaforma di catalani di origine spagnola e delle ragioni per cui sono favorevoli all’indipendenza….lo intendevo come esempio da replicare riferito anche ai non veneti residenti in veneto

        • pierino ha detto:

          i non veneti residenti in veneto sono ‘emigrati’ qui perche si stava meglio molto probabilmente non gli dispiacerà star meglio ancora con 4000euro di media in tasca all anno

        • CrisV ha detto:

          Pietro, la prossima volta, anzichè inserire un link in spagnolo, oppure in ostrogoto, lingue che non siamo tenuti forzatamente a conoscere, applicane direttamente la traduzione, oppure riassumi a parole tue, così ci eviti le tue inutili e fastidiose polemiche, con gli altri utenti del blog.

          Grazie !!!

          CrisV 🙁

  3. enrico ha detto:

    caro giane,
    ti invito a porre la tua attenzione e di P2013 in merito al tentativo di intestare una via a Giuseppe segato, nel comune di Rosà, respinto dal prefetto di Vicenza!
    wsm

    • pierino ha detto:

      han sbagliato a chieder al prefetto, potevano mettergli il nome con le procedure interne. imho han cercato il ‘caso’…
      magari la chiameran Via del prefetto mona

  4. caterina ha detto:

    …i prefetti!?…cosa ci si può aspettare da chi rappresenta oggi capillarmente lo stato Italia?
    conservate la proposta per tempi migliori… e speriamo vicini!

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