Mai più un monarca straniero a Ceneda e Serravalle

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468_VittorioVeneto1_960x440pixel.jpg (1)Il prossimo 12 agosto il consiglio comunale di Vittorio Veneto discuterà e tutti noi speriamo approverà l’ordine del giorno a favore dell’indizione del Plebiscito per l’indipendenza del Veneto. Il Comune di Vittorio Veneto rappresenta una tappa fondamentale per il processo di liberazione del Veneto, in quanto attorno ad esso si è consumata in modo abnorme la vuota retorica nazionalistica italianista. Speriamo tutti allora che il 12 agosto rappresenti una data importante da ricordare per la nascita della nuova Repubblica Veneta.

Quale migliore occasione allora di riproporre un editoriale di oltre 5 anni fa scritto da Paolo Luca Bernardini, poco prima della visita della città da parte del capo dello stato italiano. Buona lettura.

Plebiscito2013.eu

La visita di un monarca straniero

Generalmente in modo inappropriato le giunte comunali prendono decisioni riguardo al cambiamento dell’onomastica, nello sforzo di “modernizzare”, dettato ai sindaci, figure spesso del tutto prive d’ogni valore intellettuale, da chissà quali ideologi dello Stato centrale, che ritengono che i cittadini asserviti meglio si trovino a far compere in “Piazza della Frutta”, piuttosto che in “Piazza delle Frutta”, e via così. Ma la modernizzazione, cotale modernizzazione, significa, invero, perdita di identità, forzato allontanamento da quel che erano le proprie origini e radici. Ma non solo vie, strade, borghi e cantoni hanno dovuto rinunciare al proprio nome originario, e così spesso nel Veneto. La rinuncia, assai più grave, è toccata ad intere cittadine. Il Presidente della Repubblica Italiana visiterà presto infatti Vittorio Veneto, chiamato così in onore di un Vittorio che tutto era fuorché veneto, Vittorio Emanuele II. Molto si parla del plebiscito del 1866, ma forse occorrerebbe anche indagare quali furono i sentimenti degli abitanti di Ceneda e Serravalle quando decisero, loro ma più probabilmente qualcuno in lor vece, di unirsi, il 27 settembre 1866, e di assumere codesto infelice nome, il successivo 22 novembre. “Veneto” peraltro il comune di Vittorio lo divenne solo per decisione di un altro napoletano, il generalissimo Armando Diaz, che si era particolarmente distinto in quell’opera di sistematica macelleria dei popoli che fu la prima guerra mondiale. E siamo nel 1923. Ci volle il Fascismo perché la diocesi fosse rinominata, si chiamava “di Ceneda”, infatti, fino 13 maggio 1939. Insomma la Chiesa fu l’ultima ad arrendersi alle pretese statalistiche, che rinominano perfino antiche città onuste di gloria, Ceneda patria di Da Ponte, Serravalle grande centro di produzione laniera e d’armi della Serenissima. Eppure sono certo che covi sotto la cenere di appena un secolo e mezzo di storia l’orgoglio degli abitanti di Ceneda e Serravalle, lo stesso orgoglio che è vivo nel cuore, nella memoria, nella mente di tutti i veneti. Speriamo che il Leone di San Marco sventoli il giorno della visita del Presidente di una repubblica straniera. Che il ruggito del Leone sia grido di battaglia per ricuperare i nomi cancellati insieme alla libertà originaria. E spazzi via il bianco della morte, il rosso della vergogna e il verde dell’invidia di una bandiera estranea, simbolo di una cultura diversa.

Paolo Luca Bernardini

Tratto dall’originale pubblicato su www.pnveneto.org.

2 risposte a “Mai più un monarca straniero a Ceneda e Serravalle”

  1. caterina ha detto:

    spero che la verità circa la mia città detta da persona terza ed illustre come il prof. Bernardini faccia breccia nei miei compaesani e si rendano finalmente conto che è ora di svegliarsi alla realtà, e la smettano di lamentarsi di non avere più in luogo il comando di quelle forze armate che sono sempre state a portata di mano, e così belle e coreografiche nelle parate ufficiali celebrative di una vittoria dell’ambizione coi piedi affondati in un mare di sangue e di dolore.
    Ci sono altre storie ed altri valori di cui andar fieri, ignorati e trascurati perchè sommersi dalla retorica della guerra, sia la prima che la seconda.
    Riprendiamo il cammino da dove lo lasciammo, prima del fatale plebiscito del 1866… chissà se i due antichi comuni che chiesero a Francesco Giuseppe di unirsi per espandersi verso il centro attuale avrebbero rinunciato al loro nome…non lo sapremo mai, perchè furono sopraffatti dagli eventi e dovettero ripetere la stessa richiesta al nuovo monarca e fu l’inizio di tante sventure: da subito fortissima emigrazione e a seguire: guerre!…
    E’ ora che ci riprendiamoci in mano il nostro destino e cerchiamo di scrivere un’altra storia…

  2. […] distinti di Ceneda e Serravalle una roccaforte della retorica patriottarda. Come illustrato in un nostro precedente editoriale, il 12 agosto rappresenta pertanto una data importante nel processo di indipendenza del Veneto, al […]

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