Nessuna televisione di stato nella Nuova Repubblica Veneta

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OLYMPUS DIGITAL CAMERANella Nuova Repubblica Veneta non ci servirà la televisione di stato. Non ci sarà bisogno di creare un servizio pubblico come mamma rai che imbonisca, guidi, conforti i cittadini, e proietti nelle loro menti la sensazione di essere in una grande famiglia. Di conseguenza non si pagherà più nemmeno l’odiato canone; chissà perché poi occorre pagare un altro balzello dopo tutte le tasse che già si pagano!. Ebbene si! La tassa più odiata e forse evasa dai cittadini non ci sarà più! Niente più richiami, niente più minacce di sequestri del mezzo televisivo.

I cittadini potranno attingere le informazioni da dove meglio credono, dalla televisione, dalla radio, da internet, ma non ci dovrà essere un’informazione “superiore” di ordine statale, una verità ultima, rifugio degli abitudinari, degli anziani, di coloro che non conoscono gli strumenti di comunicazione più evoluti.

Anche eliminando l’informazione di stato il pericolo di essere manipolati, veicolati, ipnotizzati dagli strumenti di informazione di massa non è scongiurato. Lo stato Veneto dovrà, a questo proposito, invitare le scuole dell’obbligo ad introdurre nei percorsi scolastici lo studio della regole della comunicazione in tutte le sue forme. Promuovere la conoscenza e debellare l’ignoranza è lo scopo a mio avviso più elevato che un’organizzazione statale si può prefiggere. Una persona cosciente e con senso critico usa le cose, non viene usata da esse.

Ivano Durante
Plebiscito2013.eu

6 risposte a “Nessuna televisione di stato nella Nuova Repubblica Veneta”

  1. Rael ha detto:

    Non sono d’accordo.
    Un servizio pubblico, un sistema d’informazione privo di ogni interesse di parte, al di sopra della politica e delle idee, è necessario secondo me. Per garantire ai cittadini un’informazione “neutra”.
    Ovvio che se si fa il confronto con la rai, balza subito all’occhio come il servizio pubblico venga manipolato, girato e rigirato, per mostrare solo quello che lo stato vuole, per sviare i pensieri della gente da quello che realmente conta.
    Ma un servizio neutro è essenziale, per non rischiare, com’è successo in Italia, che un singolo si impossessi di tutte le televisioni e le manipoli a suo piacere.
    Non dimentichiamo poi che in Italia, unico esempio in Europa a parte la Gracia, esiste la censura editoriale, sia nel privato che nel pubblico.
    Una tv pubblica è una specie di monopolio, una specie di controllore, come avviene per i prezzi dei beni di primaria importanza, per evitare che un facoltoso privato muova l’informazione a suo piacere.
    Anche perchè senza alcuna censura editoriale, come dev’essere in ogdi paese civile, nessune può impedire ad una fininvest di dare solo le informazioni che vuole.
    Con un canale pubblico invece, il cittadino sa di poter contare su una fonte d’informazione neutra, pulita, che gli dice quello che succede, senza tagli ed omissioni, senza manipolazioni di sorta. Se non saremo in grado di garantire almeno questo, secondo me siamo destinati a fallire nella libera informazione già prima di partire.

    • giane ha detto:

      Caro Rael, il tuo intervento è molto interessante: potresti prepararlo sotto forma di articolo da pubblicare, in modo da stimolare il dibattito sul tema? Ci farebbe un gran piacere dare rilevanza alla tua visione.

      Grazie, Gianluca

    • marco ha detto:

      Aggiungere che un canale d informazione pubblio e ufficiale è necessario per informare la gente anche su fatti e avvenimenti di un certo spessore. terremoto alluvione incendio o chissachè , che gliene frega a murdoch di attivarsi a tempo zero per informar i veneti ? l informazione è in diritto e in canale pubblico deve esserci. certo deve anche esser fatto bene quindi tutt altro che una copia della rai

  2. caterina ha detto:

    sarà anche una questione di tecnologia ma per questo le competenze non mancheranno… importante che mai una rete o una zona diventi monopolio esclusivo di un singolo, o di un gruppo o di una società e comunque dovrà essere garantito lo spazio a disposizione di tutti i livelli della vita pubblica dal comune al governo perchè sia data la più ampia informazione alla cittadinanza delle problematiche trattate.
    Se miriamo ad una democrazia diretta l’informazione è basilare.

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