No tax area per redditi fino a €15mila, e flat tax del 20%

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A luglio Plebiscito 2013 ha tracciato a grandi linee la potenziale riduzione fiscale dopo l’indipendenza grazie ai €20 miliardi di euro di attuali tasse eccessive che diverranno immediatamente disponibili per un sostanziale abbassamento della pressione fiscale. Si è parlato di un IVA immediatamente ridotta dal 21% al 15%, che comporterà una riduzione di entrate fiscali di €6 miliardi. Questo tipo di manovra è facilmente percepibile per ogni veneto perché si traduce aprossimativamente in uno sconto del 6% (su ogni bene di consumo, dal capuccino al bar all’elettrodomestico).

Più difficile invece è capire cosa comporta l’introduzione di una no tax area fino a €15 mila euro di reddito, e una flat tax del 20%, come era stato proposto in questo articolo per descrivere il potenziale benessere subito dopo l’indipendenza. Per spiegarlo con un esempio semplice, un impiegato che ha un reddito imponibile di meno di €1250 al mese, oppure uno stagionale che in totale non arriva a €15mila all’anno, non paga le tasse perché rientra nella no tax area. Un impiegato con un reddito imponibile di €24mila all’anno (€2000 al mese), non paga tasse per i primi €15mila, e paga solo una flat tax del 20% su €9000 (€24 mila – €15 mila). Quindi con un reddito di €24mila paga €1800 di tasse, €150 al mese ritrovandosi con uno stipendio netto di €1850. Un riccone che guadagna al lordo €115 mila, anche lui non paga nulla sui primi €15mila, e paga il 20% sul rimanente €100mila, pagando così €20mila di tasse. Un mega riccone che guadagna €1.015.000, pagerà €200mila di tasse all’anno.

Questo tipo di riforma semplifica senz’altro i calcoli eliminando le complicate aliquote, ma senza conoscere la distribuzione di reddito si sollevano una serie di domande. Anche se tutti pagheranno meno tasse, esattamente quante meno tasse pagheranno le singole famiglie? Sarà una riforma equa, o avvantaggia i più poveri o i più ricchi? E complessivamente quanti miliardi rimarranno nelle tasche dei veneti, stimolando così il benessere e la crescita economica? In questo articolo presentiamo alcuni dati tratti da un documento della Regione Veneto del 2002 e rispondiamo in dettaglio a tutte queste domande.

irpef flat tax

Notiamo subito che dei 3 milioni e 436 mila veneti con un reddito imponibile, secondo questa tabella del 2002, solo 188 sono cosiddetti milionari, e poco più di 2 mila persone guadagnano dai 200 mila a un 1 milione di euro lordi. I veneti che guadagnano dai 100 ai 200 mila sono 19 mila, mentre i veneti con un reddito medio-alto (dai €30-40 mila fino a €100 mila) sono poche centinaia di migliaia. Un milione di veneti guadagnano dai €15 ai €30 mila all’anno, ma la cosa sorprendente è che 2 milioni di veneti guadagnano meno di €15 mila lordi, una soglia che con il costo della vita del giorno d’oggi si può considerare povertà.

tabella irpef flat tax

Questa distribuzione di reddito è vecchia di 10 anni, ma considerando che con gli ultimi 5 anni di crisi l’economia è retrocessa ai livelli di una dozzina di anni fa, possiamo considerare questo rapporto tra popolazione e reddito ancora valido (sono senz’altro disponibili dati più aggiornati per fare una verifica più precisa, ma non liberamente consultabili online). I dati rispecchiano i redditi dichiarati, e senza dubbio l’evasione fiscale non ci permette di accertare se questa sia la distribuzione reale. A prescindere, quello che risalta da questi dati è che il grosso delle entrate fiscali viene prelevato dai milioni di cittadini nella fascia di reddito tra i €10mila e i €25mila di reddito imponibile annuo. Il grosso delle entrate fiscali viene pagato da cittadini con reddito medio-basso (soprattutto pensionati e dipendenti), non perché i cittadini con reddito imponibile medio-alto pagano meno tasse, ma perché sono relativamente molto pochi. Con questo tipo di distribuzione dei redditi, così distorta verso la povertà, ha poco senso mantenere un complicato sistema di aliquote irpef, come diventa illogico tassare il reddito di chi vive sotto la soglia della povertà per poi cercare di compensare con qualche tipo di sussidio pubblico.

Per questo diventa fondamentale utilizzare i €20 miliardi di surplus fiscale ottenuti con l’indipendenza del Veneto riformando il sistema di prelievo fiscale: abolire le attuali aliquote e introdurre una no tax area fino a €15mila di reddito, e una flat tax di solo il 20% per ogni euro guadagnato oltre €15mila. Questo tipo di riforma implica che dopo l’indipendenza un paio di milioni di veneti, quelli con i redditi più bassi, non avranno da pagare tasse sul reddito, e cioè zero irpef. Stiamo parlando di €2500-€3000 euro in più che rimangono in tasca ogni anno. Anziché una pensione o uno stipendio che al netto da €1000 euro al mese, il nostro pensionato o impiegato potrà godere la totalità lorda della propria pensione o stipendio (in questo caso €1200-€1250 al mese).

In conclusione, questa riforma fiscale con una no tax area fino a €15mila euro di reddito annuo, e una flat tax del 20% per ogni euro guadagnato oltre questa soglia implica meno tasse per tutti ma:

  • zero tasse per i 2 milioni di veneti con reddito ormai a livelli di povertà (sotto i €15mila all’anno), e cioè €2500-€3000 euro in più all’anno.
  • tasse decisamente più basse per un milione di veneti con reddito medio-basso (dai €15mila ai €30mila all’anno), e cioè alcune centinaia di euro in più all’anno (con reddito 16.250 risparmi 3.537; con reddito 18.750 risparmi 3.712; con reddito 31.250 risparmi 4.944)
  • tasse dimezzate per 2-3 centomila veneti con reddito medio-alto (dai €35mila ai €100mila all’anno) e le poche migliaia di ricchi (oltre i €100mila all’anno).

Questa riforma fiscale comporta una differenza di €9 miliardi rispetto all’attuale sistema di imposte dirette, e cioè le entrate fiscali in un Veneto indipendente diminuiranno di €9 miliardi, il che vuol dire che i veneti avranno €9miliardi dei propri soldi in più in tasca. Da notare che questa analisi riguarda esclusivamente le imposte dirette dell’irpef, una manovra di €9miliardi dei €20miliardi a disposizione ogni anno dopo l’indipendenza. Ulteriori risorse rimarranno ai cittadini grazie alla riduzione dell’IVA, e un aumento dei servizi pubblici.

E’ importante sottolineare ulteriormente l’effetto distributivo di questa riforma. Il grosso di questi €9miliardi rimarranno in tasca al paio di milioni di veneti con reddito medio-basso o a livello di povertà. In termini relativi vedere il proprio stipendio netto aumentare da €1000 a €1250 al mese implica un aumento del 25%, e questo per milioni di veneti. E’ anche vero che un ricco con uno reddito imponibile di €150mila all’anno pagherà €30mila euro in meno di tasse, il che è un guadagno 10 volte maggiore rispetto a chi guadagna 10 volte meno di lui.

La differenza è che esistono meno di 20mila veneti con questo tipo di reddito, rispetto al paio di milioni di veneti con reddito da povertà. Perciò questa riforma implica meno tasse per tutti, ma data la distribuzione del reddito in Veneto porta maggior beneficio a chi non arriva fine mese.

Resta comunque i fatto che  il maggiore reddito a disposizione per tutti i cittadini veneti creerà un “ciclo virtuoso di creazione di nuova ricchezza” per tutta la Nazione Veneta con un enorme beneficio per tutti.

Lodovico Pizzati     Alessandro Vidale
Spokesperson       Comptroller
——–Plebiscito2013.eu——–

3 risposte a “No tax area per redditi fino a €15mila, e flat tax del 20%”

  1. GIACOMO FRAMARIN giacomo.framarin44@gmail.com ha detto:

    grazie per la completezza dell’articolo e dei dati.
    Come già dici sono cifre da puntualizzare al momento in cui si faranno i conti e si metterà nero su bianco, ma è ciò che ci si aspetta tutti.
    Evviva San Marco
    Evviva Venezia
    Evviva il Veneto Libero – Indipendente

  2. gian ha detto:

    no. 25% secchi a tutti. chi evade ai lavori forzati socialmente utili , tutto il cibo e medicine datassati per i Veneti.

  3. […] potrà essere più alto. In Veneto potrà esserci uno sgravio contributivo sulle paghe lorde (vedi articolo sulla flat tax) in maniera da lasciare ai cittadini più risorse per il risparmio previdenziale. In Veneto, con […]

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