Non siamo mai stati servi! Vogliamo esserlo ora?

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veneto_h_partb (1)All’indomani del (previsto) non voto da parte del Consiglio Regionale sulla consultazione popolare riguardo all’indipendenza cosa è cambiato?
Non molto, parafrasando Charles De Gaulle potremmo affermare che “il Veneto ha perso una battaglia, non la guerra”; una battaglia, peraltro, combattuta non dai Veneti, dalla gente che suda, che soffre, che impreca ogni giorno contro lo stato delle cose, combattuta invece da chi, seduto su di uno scranno comodo e messogli a disposizione dal “potere” non ha gli stimoli né i titoli (dati dal sudore della fronte, dai conti da pagare ogni giorno, dalle infinite e incomprensibili gabelle, dagli astrusi e stolti lacci burocratici) per combatterla.
Sta a noi, a chi è convinto, rinsaldare le fila per prepararsi a nuove e più fortunate battaglie; sta a noi, a chi è convinto, diffondere le idee e spiegarle; sta a noi, a chi è convinto, smascherare la retorica.
Molti mi dicono che gli indipendentisti stanno esagerando, che devono invece battersi per un vero federalismo……. Non li biasimo, non li condanno, non hanno colpe, sono solamente miopi.
E’ da quando esiste la Lega che si parla di federalismo (è probabilmente l’unico merito che la Lega ha avuto), quindi il percorso federalista ha più di venti anni…… e dove siamo arrivati?
La classe politica NON vuole il federalismo, questa è la verità, è questo che dobbiamo far capire al nostro parente, al nostro amico, al nostro vicino; il politico di professione è tanto più potente quanto più denaro si trova ad amministrare (attenzione: non sto dicendo che deve impossessarsene, anche solo amministrarlo) e la situazione oggi presenta quattro regioni con saldo negativo (cioè versano alle casse centrali più di quanto poi ricevano) e le restanti sedici regioni con saldo positivo (ricevono più di quanto versano); ora: le quattro “regioni mucca” (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Piemonte) sono rappresentate, nel complesso, da circa 300 parlamentari, le restanti sedici regioni sono rappresentate da circa 600 parlamentari…… quando mai si potranno convincere 600 politici a rinunciare ad amministrare con più soldi?
La verità è che di federalismo si parla tanto e se ne parlerà anche di più in futuro ma non lo si vuole fare.
Siamo costantemente colpiti dalla sindrome del Gattopardo: cambiare tutto perché nulla cambi.
Attenzione poi: ci diranno allora che manchiamo di rispetto alle migliaia di giovani che sono morti durante il Risorgimento per costruire l’Italia! Ebbene, queste persone hanno un ben strano bilancino, un bilancino che non pesa le altrettante migliaia di giovani vite spezzate nel tentativo di opporsi a quella idea; ma siamo consapevoli che la storia la scrivono i vincitori e i vinti non hanno voce in capitolo. Tra l’altro, il Veneto, nella fattispecie, non è stato “liberato” dalle milizie sabaudo-garibaldine, il Veneto è stato prima barattato e poi imbrogliato attraverso un plebiscito-truffa che, se avvenisse oggi, costringerebbe l’ONU a mandare gli osservatori; una “consultazione popolare” (questo sarebbe il significato di plebiscito, deriva da plebe, cioè popolo umile) che di popolare non ebbe nulla e che portò alle urne, su una popolazione di 2,6 milioni di abitanti, 647.426 persone ad esprimersi con questo risultato: 647.357 favorevoli e 69 contrari. Chiaro? Nemmeno ai tempi del peggior stalinismo c’erano “plebisciti” di questo tipo!
Per concludere, è bene ricordare che la Serenissima Repubblica Veneta fu uno stato vero, non un Granducato o un Principato, non uno stato fatto nascere per costituire un cuscinetto tra il potere temporale pontificio e le grandi potenze dell’epoca, il Veneto fu uno stato vero, che espandeva i propri confini attraverso conquiste militari, non per accordi sottobanco tra regnanti vicini. La Venetia visse indipendente e florida dall’epoca delle crociate fino al periodo napoleonico con la sua piena autonomia e scegliendo le alleanze in base alle proprie convenienze, non alle convenienze di altri! Non siamo mai stati servi! Vogliamo esserlo ora?

Tiziano Pizzati

4 risposte a “Non siamo mai stati servi! Vogliamo esserlo ora?”

  1. enrico ha detto:

    Ma… lo volete capire o no, che se non trovate un personaggio come Beppe Grillo che riempie le piazze (non i cinema) e riesce ad arrivare al cuore della gente veneta, senza perdersi in disquisizioni accademiche sui diritti dei cittadini, non creerete mai quella spinta popolare che è alla base di un cambiamento radicale come l’indipendenza.
    WSM

  2. caterina ha detto:

    bellissimo articolo…ci voleva! una bella strigliata e una rispolverata alla storia…
    ecco…la Serenissima combattè tutte le volte che fu necessario, e caspita se lo seppe fare quando fu in guerra, contro tutti i nemici!
    ma se ci riusciva, lo evitava e per raggiungere lo scopo usava prima tutte le sue armi più sottili, in cui peraltro eccelleva, dico “tutte”…e spero che sia quello che oggi coloro che ci guidano verso l’indipendenza sappiano fare! guai a loro se dovessimo accorgerci che non è così, o che si lasciano abbindolare da false lusinghe o lontane sirene….
    e non sono neanche dell’idea, come dice sopra Enrico, che serva un Grillo parlante, perchè è sufficiente il caos e l’inefficienza che le televisioni ci propinano a fronte delle difficoltà in cui molte delle nostre aziende si dibattono per sopravvivere a darci la sveglia.
    Giusto: non siamo mai stati servi! e non lo saremo ora!

  3. enrico ha detto:

    Prova ad immaginare Federica Pellegrini avvolta nella bandiera Marciana che ritira una medaglia… prova…

  4. fabrizioc ha detto:

    Beppe Grillo e’ utile in quanto e’ la prova definitiva che l’Italia e’ irriformabile.
    Tutto li. anche lui finira’ inghiottito. Per il resto, 20 anni di Lega purtroppo insegnano. Speriamo che i Leghisti oggi si ravveddano (tutti, anche quelli in regione. Io ho sostenuto la Lega da quando ho iniziato a parlare…ma ora , purtroppo, ho capito )

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