Pensioni al sicuro con la Nuova Repubblica Veneta (Seconda parte)

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ivano-durante-300x224Nel primo articolo dedicato a questo argomento ci siamo concentrati sulle pensioni pubbliche. In questo secondo contributo voglio offrire qualche idea su come potrebbe cambiare il sistema previdenziale per i liberi professionisti iscritti a casse diverse da quella dell’INPS. Primo aspetto positivo: la sede delle casse di previdenza sarà in Veneto, non più a Roma. I professionisti potranno controllare da vicino come si comportano gli enti che gestiscono i loro contributi previdenziali e potranno accedervi agevolmente quando lo riterranno necessario. Secondo aspetto positivo: gli enti potranno svincolarsi dalla vigilanza e dai vincoli del ministero italiano del lavoro e delle politiche sociali rendendo conto perciò solo ed esclusivamente ai propri associati. Terzo aspetto positivo: sicuramente, le casse previdenziali professionali Venete non condividendo più il loro destino con il resto d’Italia, potranno mantenere i loro bilanci in equilibrio più a lungo nel tempo, offrendo prestazioni più generose ai loro iscritti.

Nella Nuova Repubblica Veneta si potranno però sperimentare delle innovazioni e non solo necessariamente migliorarci rispetto all’Italia. I liberi professionisti potranno ad esempio scegliere se vorranno o meno aderire ad una cassa di previdenza professionale, superando così l’obbligatorietà di iscrizione. Questa sarebbe un’innovazione che andrebbe nella direzione di dare maggiore libertà e responsabilità a quei cittadini che decidono di intraprendere una libera professione. Naturalmente questa facoltà potrebbe essere estesa anche a tutte le altre categorie di lavoratori. La Nuova Repubblica Veneta potrebbe scegliere di dotarsi di un sistema previdenziale “leggero” che abbia come unico obiettivo quello di erogare rendite pensionistiche minime di sussistenza, lasciando ai singoli individui l’onere di integrare privatamente, se lo vorranno, la loro pensione. Un sistema leggero richiederebbe pochi contributi per sostenerlo lasciando nelle tasche dei lavoratori maggiore reddito spendibile. I cittadini sceglieranno in libertà quanto consumare subito e quanto invece differire nel tempo. Un sistema previdenziale di questo tipo responsabilizza i cittadini pur mantenendo delle solide basi di solidarietà a favore delle persone meno fortunate. Il ruolo marginale dell’ente previdenziale pubblico favorirebbe lo sviluppo del mercato previdenziale privato, dunque dei fondi pensione, che se ben sviluppato può assicurare flussi finanziari stabili nel tempo alle imprese del Veneto. A titolo di esempio, esiste già in Veneto il fondo negoziale Solidiarietà Veneto, che investe attraverso una sua linea di investimento anche in titoli di aziende locali, per favorirne la crescita e per massimizzare i guadagni dei propri iscritti. Tutto il meccanismo, pubblico e privato, non può funzionare però, in assenza di una adeguata preparazione previdenziale dei cittadini, che probabilmente dovrebbero studiare questi temi, nelle scuole superiori.

Ivano Durante
Plebiscito2013.eu

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