Pensioni più alte per i giovani, nella Nuova Repubblica Veneta

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Schermata 2013-09-10 alle 16.16.46L’Italia è il paese delle riforme delle pensioni. I soldi dell’INPS sembrano non bastare mai, i lavoratori più giovani sono i più penalizzati, il rapporto contributi versati/pensione finale è molto più alto di quello dei loro genitori. Il nuovo sistema contributivo, d’altro canto, sembra l’unico che nel lungo periodo possa essere sostenibile. Proponiamo un piccolo esempio per capire che, non “occorrono due lavoratori per mantenere un pensionato”, in quanto in un ipotetico mondo dove si ha una lunga e continua vita lavorativa, i contributi versati sono sufficienti ad ottenere una buona pensione di base. Consideriamo l’esempio di un ragazzo 25enne che entra oggi nel mondo del lavoro e ci rimane fino alla pensione. La sua paga iniziale è di 1.200 euro mensili netti per 13 mensilità, che significa un imponibile previdenziale annuo iniziale di euro 21.423. A questo imponibile si applica l’aliquota contributiva INPS del 33%: euro 7.070. Questa cifra rappresenta il primo versamento (figurativo) al fondo pensione lavoratori dipendenti che accoglie il capitale che al momento giusto diventerà pensione. Ogni anno, questa cifra aumenterà, in ragione dell’aumento della retribuzione. Se procediamo alla stima della pensione in base alle ipotesi medie INPS di crescita del PIL nominale (il tasso di interesse applicato ai contributi previdenziali) e della retribuzione, otteniamo i seguenti risultati a potere d’acquisto attuale:

  • Pensione lorda annua: euro 28.405: euro 2.367 mensili
  • Anzianità contributiva maturata: 44 anni e 4 mesi
  • Totale capitale contributivo accumulato: euro 516.454
  • Età di pensione: anni 69

Questi numeri confermano quanto anticipato in premessa: lavorando di più ed andando in pensione più tardi si può ottenere una pensione dignitosa. Uno dei problemi da porsi, alla luce di questi risultati per esempio è: si riuscirà a lavorare fino a 69 anni senza interruzioni lavorative?

Con l’arrivo della Nuova Repubblica Veneta, mantenendo il sistema di calcolo attuale, ossia contributivo, si potrà cercare di addolcire il suppostone regalatoci dallo stato italiano. Il Veneto è un’area che senza la zavorra stato italiano, potrà crescere di più, perciò il nostro tasso di interesse dei contributi previdenziali (Pil nominale) potrà essere più alto. In Veneto potrà esserci uno sgravio contributivo sulle paghe lorde (vedi articolo sulla flat tax) in maniera da lasciare ai cittadini più risorse per il risparmio previdenziale. In Veneto, con ottimi livelli di probabilità, potranno esserci dei redditi pro-capite mediamente più alti degli attuali. Nella Nuova Repubblica Veneta ci sono tutti i presupposti per ottenere, anche per gli attuali giovani, delle pensioni più dignitose.

Come possiamo infatti rilevare nell’esempio sopra riportato la pensione di euro 2.367 euro mensili verrebbe erogata per gli anni legati all’aspettativa di vita del cittadino.
Si tratta di un importo che può sorprendere, superiore all’immaginario collettivo. A parità delle ipotesi reddituali iniziali, nella Nuova Repubblica Veneta, questa cifra potrà essere addirittura più alta.
Da non dimenticare che oggi, criterio ormai consolidato, “servono due lavoratori per pagare una pensione” quasi quasi dimenticando, sembra a proposito, che il lavoratore abbia accumulato con i versamenti l’enorme ricchezza di euro 516.454 (tutti suoi)!
Da aggiungere che i pensionati che già oggi percepiscono la loro pensione ma anche i futuri pensionati potranno dormire sonni tranquilli in quanto con la Nuova Repubblica Veneta, grazie all’enorme residuo fiscale che potrà finalmente utilizzare, riuscirà fin da subito a garantire le pensioni, tra l’altro maggiori rispetto alle attuali grazie alla defiscalizzazione (vedi articolo sulla flat tax).
La nascita della Nuova Repubblica Veneta non ha quindi controindicazioni, è la medicina giusta, naturale, la consigliano i medici ordinari ed anche i naturopati, renderà felici giovani…e meno giovani.

Ivano Durante e Alessandro Vidale

7 risposte a “Pensioni più alte per i giovani, nella Nuova Repubblica Veneta”

  1. Stefano Bisogni ha detto:

    Ma non sarebbe più giusto che i giovani si versassero autonomamente le pensioni per conto proprio invece di dare i soldi ad un altro stato? Se si accumulano i soldi delle pensioni poi diventano facile presa della politica e dello stato. Abbiamo visto che fine hanno fatto i soldi dell’Inps. Che ognuno si versi i soldi dove vuole e privatamente… Che si sia un libero mercato delle assicurazioni, anche estere. Basta dar soldi agli stati.

  2. E’ giusto quello che Stefano Bisogni scrive, ma pensiamo che siamo in una società civile e che molte persone non possono lavorare per malattia e/o per handicap ed è quindi giusto che ci sia un ” ENTE ” che provvede a ciò e questo ente prende una briciola di soldi da ogni contribuente per distribuirlo a chi ne ha bisogno.
    Oggigiorno in Italia troppi di questi soldi dei contributi vanno spesi malissimo anche perchè la macchian dell’INPS è troppo clientelizzata e quindi sovraccarica di organico.
    Un grazie speciale ai relatoei che hanno scritto l’articolo che spiega a chiare cifre la realtà che tutti supponevamo , ma che pochi sapevano calcolare .
    ERGO PER CUI , AVANTI TUTTA CON L’INDIPENDENZA DEL VENETO !!

  3. Stefano Bisogni ha detto:

    Grazie Giacomo per la precisazione ma è il concetto di “una società civile” che mi lascia perplesso. Queste decisioni, ovvero il come gestirsi le pensioni e tanto altro, dovrebbe essere lasciato al’assemblea popolare come succede in Svizzera dove tutte le decisioni vengono prese dal popolo e non dalla politica. La politica dovrebbe avere solo una funzione di controllo e di pressione di opinione, ma non dovrebbe avere alcun potere decisionale, come non dovrebbe avere alcuna possibilità. Non sono utopie, visto che la Svizzera è in testa a tutte le classifiche di efficienza e di equità. Sicuramente non si può impoverire tutta una società con la scusa dei più deboli e di chi non ce la può fare. In Italia, con la scusa di non lasciare nessuno indietro, oggi siamo tutti al palo. Se le secessioni riprodurranno il sistema romacentristico, dove pochi decidono e tutti subiscono, il progetto di qualsiasi secessione fallirà perché la gente non capirà la differenza di offerta. Fate un passo indietro se volete avere successo, non decidete dove il cittadino deve decidere e ricordate che il welfare bisogna poterselo mantenere, soprattutto in un periodo di concorrenza mondiale.

  4. caterina ha detto:

    intanto è necessario saper fare i conti e l’articolo ce lo dimostra… e io non dubito che nel nuovo stato il problema dell’equità e la considerazione di una mutualità sarà attentamente risolto e sottoposto, come per tutte le decisioni importanti, all’approvazione dei cittadini perchè, ricordiamolo, sarà messa in atto una democrazia diretta e mai più delegata, per non trovarci di nuovo come ora in balia di una casta che finge di occuparsi dei problemi, ma in realtà ha la sola preoccupazione di salvaguardare se stessa.

  5. Stefano Bisogni ha detto:

    Infatti Caterina non mettevo in discussione il saper fare i conti. Il problema è che il saper fare i conti presuppone che si voglia imbastire un sistema pensionistico nazionale (veneto) obbligatorio che porterebbe alle stesse distorsioni che abbiamo vissuto finora (è nella natura del sistema prima ancora che nell’onestà delle persone). Una democrazia diretta funziona se con essa il cittadino ha la possibilità di mettere in discussione l’esistenza stessa dello stato. Lo stato deve essere accordo reale tra cittadini consenzienti, e non imposto. Questo è per dire che ogni cittadino deve aver la possibilità di contare e decidere quanto spendere e per cosa. Quello che mi chiedo, e vi seguo con passione, è se andrete in quella direzione.

  6. caterina ha detto:

    sono assolutamente d’accordo con lei, e, per quanto ne so e fermamente spero, lo stato non c’imporrà nulla che non sia stato approvato dai veneti e senza deleghe a nessuno…sennò per cosa siamo qui a batterci…

  7. Stefano Bisogni ha detto:

    Grazie Caterina. Mi trova anche su Fb se lo usa

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