PERCHÉ IL VENETO RITORNERÀ INDIPENDENTE

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di Franco Rocchetta*

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Nell’immagine l’emozionante lettura avvenuta ieri sera ad Este da parte di Elisa Finco della lettera di Don Giovanni Gatto

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Clicca per ingrandire l’articolo di Franco Rocchetta del 2 ottobre scorso e pubblicato oggi 12 ottobre dal Gazzettino

Ennio Fortuna sostiene che l’indipendenza del Veneto sarebbe impossibile per via legale e pacifica perché la Costituzione italiana non la prevede. Così ragionando non avremmo né Norvegia né Singapore o Slovacchia, né Repubbliche Baltiche e Ceca indipendenti. Il Veneto, dottor Fortuna, tornerà indipendente. Anche perché la Costituzione italiana non è stata scritta da Dio e tutelata da angeli armati di spade di fuoco, ma è un frutto umano carico di contraddizioni, e grazie a Dio subordinato alle normative europee ed al diritto internazionale. Non mi sorprende che un magistrato onesto, e che stimo, creda alla fola secondo la quale «se c’è una Regione [sic] che si è battuta per l’unità d’Italia … è proprio il Veneto». Questa è una totale inversione della realtà, inversione alla quale talora è inevitabile, condizionati da maree di menzogne di Stato, adeguarsi. Già prima del 1866 i peggiori nemici della Repubblica Veneta sono i Savoia. E dal 1866 noi Veneti siamo una colonia sfruttata, brutalizzata, alienata attraverso guerre e dittature, l’imposizione dell’ignoranza di sé, il saccheggio legalizzato, la falsificazione della storia, la repressione e le mafie, il taglio della lingua, il soffocamento della dignità, la fame e l’emigrazione e l’immigrazione coatte. Tutto ciò continua nella cosìddetta Repubblica fondata sul lavoro: il lavoro dei veneti e di altre comunità oneste che lo Stato italiano sfrutta selvaggiamente. Ma le devastazioni che lo Stato italiano diffonde nella società veneta e tra le coscienze, minandone strutture morali e materiali, hanno provocato risvegli, indignazione e resistenze, ed il democratico riorganizzarsi di un lavoro intergenerazionale continuo di autodifesa della memoria popolare e ricoordinamento del nostro tessuto sociale, civile, economico ed istituzionale. Ecco perché già oggi un centinaio di Assemblee comunali e provinciali, in rappresentanza di oltre un milione di Veneti, hanno chiesto la celebrazione del referendum per l’indipendenza.

*Già Sottosegretario agli Esteri della Repubblica Italiana.

Intervento inviato a el Gadhetin, il Gazzettino, il 2 Ottobre 2013, e pubblicato oggi.

8 risposte a “PERCHÉ IL VENETO RITORNERÀ INDIPENDENTE”

  1. Aka ha detto:

    Questo punto mi soddisfa molto!! Paiassi governanti!!!!!!!!!!!!!

  2. Rael ha detto:

    Vorrei fare l’avvocato del diavolo per un attimo, giusto per ragionarci sopra:

    Lei dice: “osì ragionando non avremmo né Norvegia né Singapore o Slovacchia, né Repubbliche Baltiche e Ceca indipendenti. ” e poi prosegue: “la Costituzione italiana […] subordinato alle normative europee ed al diritto internazionale.”

    Rigurado la prima frase, sono altri stati con sicuramente altre costituzioni, o regolamenti base, diverse da quella Italiana.
    Vorrei ricordare che quando in Slovacchia, nelle attuali Repubbliche Baltiche, Repubblica Ceca, e in generale tutta l’Europa a nord delle Alpi, si viveva in palafitte o capanne, e si costruivano menir in pietra, a Roma si studiava diritto civile.
    Quindi immagino che la costituzione italiana sia stata scritta con molta più cognizione di causa, prevedendo ogni possibilità futura di “fuga” dall’unità delle regioni.

    Riguardo alla seconda parte del discorso, per quando ne capisco io, gli stati membri dell’Europa, sono si subordinati alle normative internazionali, ma viene loro comunque riconosciuta piena sovranità. Pertanto dubito che una UE possa scavalcare la costituzione di qualsiasi paese membro.

    Detto questo, io sono estremamente favorevole alla nostra indipendenza, ma ritengo, purtroppo, che con la legalità non si andrà da nessuna parte, si continuerà a scntrarsi con quel muro di gomma che è la burocrazia Italiana, criticabile da molti punti di vista, ma non sicuramente facilmente abbattibile.
    Basti vedere i continui rimandi e scariecabarile della giunta regionale sulla legge 342. E sono veneti per la maggior parte. Figurarsi, se, e dico se, superato lo scoglio del plebiscito, arriverà il momento di scontrarsi con Roma……..io prevedo una carneficina burocratica.

    Quindi, a malincuore, non psso che essere d’accordo con il sig. Fortuna quando dice: “sarebbe impossibile per via legale e pacifica “……….e l’alternativa è, sia moralmente che giuridicamente, un’utopia, perlomeno all’interno della UE.

    • pierin ha detto:

      la legge italiana dice pure che il Veneto non è annesso all italia dal 2012, e un tribunale ha confermato il difetto di giurisdizione.
      che la costituzione dello stato estero italia vincoli il Veneto fà sorridere… il problema è che non abbiomo la forza insieme di alzar la testa

  3. CrisV ha detto:

    > Rael scrive : ” Quindi immagino che la costituzione italiana sia stata scritta con molta più cognizione di causa, prevedendo ogni possibilità futura di “fuga” dall’unità delle regioni. ”

    < Crisvi risponde : La tua affermazione è alquanto sibillina, perchè non si comprende se sottenda un apprezzamento per la Costituzione italiana, oppure un'affermazione sarcastica nei confronti della stessa.

    In ogni caso, preciso che l'assemblea costituente italiana fu incaricata nel giugno 1946, con pubblicazione sulla G.U. del documento costituzionale nel dicembre 1947.

    Una considerazione personale : Tragicomico, che siano serviti solamente 18 mesi, per stabilire una epocale carta fondamentale italiana, mettendo d'accordo anime ferocemente avverse tra loro, come i democristiani, liberali, repubblicani, socialisti e comunisti dell'epoca ( periodo post bellico ), mentre siano stati necessari ben 5 mesi, per accordare nella regione Veneto, un ridottissimo manipolo di " saggi ", che hanno fornito relazioni distinte al referendum indipendentista, anzichè quella unitaria, che tutti aspettavamo come promessoci, in un paio di settimane circa.
    Poi chiedetemi, se questi sono i patetici risultati, perchè lo scrivente non creda a nulla, di ciò che propala l'avvocato Cantarutti.
    Basta leggere il numero di comuni del rodigino aderenti alla proposta referendaria 342, per comprendere l'efficienza del suindicato. ( due comuni totali )

    Tornando all'atto della Costituzione, essa fu formulata sulla base di forti pressioni derivate dalla resistenza partigiana, tenendo in considerazione i diritti dell'uomo, della famiglia e di quelli della comunità internazionale.
    Queste le considerazioni dell'eminente costituzionalista Giorgio La Pira :
    " si pensò di differenziarla nel principio che per il pieno sviluppo della persona umana, a cui la nostra costituzione doveva tendere, era necessario non soltanto affermare i diritti individuali, non soltanto affermare i diritti sociali, ma affermare anche l'esistenza dei diritti delle comunità intermedie che vanno dalla famiglia sino alla comunità internazionale. "

    Non furono pertanto tenute in debita considerazione, come invece sarebbe stato doveroso fare, le peculiarità storiche, territoriali, identitarie e popolari, delle singole realtà localistiche di questa estesa e variegata nazione, sorta sulle ceneri del nauseabondo fascismo guerrafondaio, unitario e centralista.

    L'errore a mio parere, fu proprio quello di cancellare un passato totalitario, che non ammetteva rivendicazioni identitarie territoriali, distinte dallo Stato centrale, sostituendolo con una democrazia costituente, che non contemplava minimamente queste importanti realtà localistiche.
    Vero è che già nei primi anni '50 si manifestavano in Trentino AA, le prime guerriglie altoatesine per la scissione geografica della parte popolare tedesco-ladina, da quella italiana.

    Forse al tempo, i Veneti avrebbero potuto rivendicare la loro forte marcatura identitaria, chiedendo, con azioni altrettanto eclatanti, un'autonomia non marginale, sullo stile Trentino.
    Forse, a quel tempo ho detto, ma non certo oggi, particolarmente con l'uso della forza, o della violenza.

    In ogni caso, la carta costituzionale italiana è stata formulata, come affermava chiaramente La Pira, con una precisa impronta soggiacente alle indicazioni e dettami della comunità internazionale.
    Ecco il motivo prioritario, per cui si può rivendicare la nostra indipendenza, chiedendo allo Stato italiano il rispetto delle stesse leggi e dei precisi intendimenti che hanno caratterizzato la carta costituzionale emessa dai padri fondatori incaricati dallo Stato italiano.

    In due parole la Costituzione italiana è stata precisamente e sin dai suoi esordi concepita, per soggiacere anche al diritto internazionale sull'autodeterminazione dei popoli, elevando l'uomo e le sue scelte, in modo prioritario rispetto leggi e regolarmente oppressivi nazionali, quali possono essere l'unicità e l'indivisibilità forzosa di uno Stato centralista, che distorce le stesse volontà dei propri padri fondatori costituzionalisti.

    Non serve la guerra per arrivare all'indipendenza, basta il buonsenso e lo studio e verifica della storia, che permette l'applicazione delle leggi internazionali, prioritarie rispetto la stessa Costituzuone, che per suo stesso concepimento iniziale, è nata per assogettarsi ad esse.

    Ad maiora.

    CrisV 🙂

    • Rael ha detto:

      < CrisV scrive: "La tua affermazione è alquanto sibillina, perchè non si comprende se sottenda un apprezzamento per la Costituzione italiana, oppure un'affermazione sarcastica nei confronti della stessa."

      Bè, è per la maggior parte sarcastica, ma sottointende un "apprezzamento" per le capacità burocratiche degli allora politici italiani……

      • CrisV ha detto:

        Ciao Rael,

        Sicuramente i padri costituzionalisti erano molto più efficienti, assennati, onesti e acculturati, degli attuali politici arraffoni, inutilmente ciarlieri e incapaci.

        Attualmente, nella melma politica stivaliera, si sono addirittura alleati tra opposte fazioni, per fregare meglio i contribuenti italiani.
        NUOVA MANOVRA DA 15 MILIARDI DI EURO, che prevederà una patrimoniale ( mini la chiamano ) e la sostituzione dell’IMU con una nuova tassa sulla casa.

        STANNO LETTERALMENTE RASCHIANDO IL METALLO DEL FONDO DEL BARILE, nella speranza di raccogliere qualche infinitesimale scaglietta alimentare, per sostenere la rapacità di questo Stato ignobile, mentre non decino mai di dimezzare migliaia di superstipendi statali e circa un milione di posti di lavoro statali inutili, generati a suo tempo per voto di scambio .
        Fatto sta che non ci possiamo permettere 3.600.000 statali , oltre a 1.600.000 dipendenti delle partecipate.

        Per me siamo alla vigilia di una rivoluzione, la gente non ne può più, mentre il clan degli avvocati, anzichè unire, divide le varie anime indipendentiste.

        Siamo alla follia pervicace.

        Ad maiora.

        CrisV 🙂
        Stanno

  4. CrisV ha detto:

    Se non fosse scritto ” Indipendenza della Sardegna ( del popolo sardo ) “, le stesse parole potrebbero essere usate, con leggerissimi distinguo, per ” Indipendenza del Veneto “.

  5. Thomas ha detto:

    Torneremo indipendenti, questo è sicuro. La domanda casomai è “solo “quando. In un certo senso mi sento di sottoscrivere le parole del generale Giap in Vientnam…. speriamo solo (di tutto cuore) non dover arrivare a tanto!

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