PLEBISCITO DIGITALE DEL 16 FEBBRAIO: UNA VOTAZIONE LEGALE CHE AVVERRA’ VIA WEB E ANCHE VIA TELEFONO

Print Friendly

La validità del referendum per l’indipendenza del Veneto sarà certificata da osservatori internazionali e delle istituzioni del Veneto

telefono-bigrigioQualche male informato continua a sostenere che un sistema di votazione elettronica abbia minor valore legale dei vecchi sistemi del millenovecento basati su carta e matita, classificandolo come “sondaggio on line”. Tralasciamo in questa le considerazioni relative ai costi esorbitanti e alla falle di sicurezza intrinseche dei sistemi di voto analogici (testimoniate dall’ampia letteratura di brogli ed elezioni truccate, che hanno storicamente reso fondamentale l’opera di monitoraggio anche internazionale delle votazioni) e concentriamoci invece sulla parte di validità legale del sistema elettronico di voto.

Un precedente articolo di Lodovico Pizzati aveva già trattato il tema, che ora merita un nuovo approfondimento alla luce del dibattito in corso.

Innanzi tutto, ribadiamo che il Plebiscito Digitale non è un sondaggio, perché non si pronuncia un campione statistico della popolazione, ma viene dato accesso a tutti i cittadini veneti aventi diritto di voto.

La validità legale di una votazione non dipende infatti dal sistema con il quale avviene. Essa dipende esclusivamente da aspetti di democraticità, di trasparenza e di accesso al voto, che possa essere garantito a tutti gli aventi diritto, senza esclusioni. E il Plebiscito Digitale permetterà l’accesso al voto a tutti i cittadini veneti, che riceveranno a casa una busta contenente le istruzioni per votare e un codice sicuro e segreto personale per autenticarsi al voto.

La validità e la certificazione del voto avverrà tramite un sistema di monitoraggio internazionale (grazie all’opera di osservatori di organizzazioni preposte allo scopo) e interno (grazie all’accesso che sarà reso disponibile ad almeno un funzionario per ciascun Comune ed Istituzione del Veneto). Tutti gli osservatori potranno visionare il codice sorgente depositato e ogni fase del voto, della sua preparazione e del suo conteggio, prima, durante e dopo il Plebiscito Digitale del 16 febbraio.

Per quanto riguarda la distribuzione del codice segreto, le situazioni fisiologiche di mancata consegna (indirizzi errati, non riconosciuti, etc), saranno recuperati grazie alla predisposizione di un sistema di recupero codice che sarà accessibile tramite la piattaforma web e anche attraverso un call center messo a disposizione di chi ha minori capacità informatiche.

I sistemi di votazione elettronica rappresentano in realtà un metodo referendario ed elettorale oramai consolidato nel mondo civile, grazie ad utilizzi consolidati in diversi Paesi e che si basa sulle tecnologie elettroniche, informatiche e telefoniche, sia per esprimere il voto, sia per il conteggio delle preferenze.

La prassi contempla varie applicazioni di votazione elettronica: ad esempio tramite postazioni dedicate, oppure per mezzo di Internet, o anche per telefono, per mezzo di schede perforate, sistemi a scansione ottica o sistemi informatici di varia architettura.

I sistemi di votazione on line sono utilizzati in molte nazioni moderne, sia in ambito privato, sia in ambito pubblico. Negli Stati Uniti d’America, Regno Unito, in Australia, in Norvegia e in particolare in Estonia fin dal 2005, il voto via Internet è stato utilizzato anche nelle elezioni politiche e nei referendum. In Svizzera i referendum locali via Internet sono una pratica ormai consolidata, i votanti ricevono la password per accedere alla scheda elettorale, per mezzo del servizio postale. In Estonia molti elettori, se preferiscono, possono votare via Internet sia alle elezioni locali, sia parlamentari.

In linea generale, quindi, il voto tramite Internet si inserisce nella piena legittimità internazionale, considerato l’ormai consistente numero di Paesi che lo hanno adottato.

Un’altra argomentazione che alcuni osservatori hanno inoltre portato per cercare di sminuire la validità della votazione elettronica è stata anche la difficoltà nell’accesso di una parte della popolazione meno istruita da un punto di vista informatico.

Plebiscito2013 in queste ore ha voluto togliere dal tavolo di discussione anche questa argomentazione, che già era ampiamente risolta grazie all’ausilio di una rete di assistenti volontari al voto destinati all’aiuto della popolazione meno informatizzata.

Oggi ne diamo l’anticipazione in anteprima, lasciando ai prossimi giorni la descrizione del dettaglio operativo: abbiamo infatti il piacere di annunciare che il 16 febbraio sarà possibile votare nel Plebiscito Digitale anche tramite una  semplice telefonata.

L’utilizzo di una tecnologia familiare, conosciuta e accessibile ad ogni cittadino veneto come il normale telefono di rete fissa e di rete mobile rappresenta la definitiva consacrazione di validità legale, di trasparenza, di accessibilità e di democraticità certificata da osservatori terzi del referendum del 16 febbraio, che permetterà a ogni elettore veneto di rispondere al quesito: “Vuoi che il Veneto diventi una Repubblica Federale indipendente e sovrana?”.

Gianluca Busato
Plebiscito2013

3 risposte a “PLEBISCITO DIGITALE DEL 16 FEBBRAIO: UNA VOTAZIONE LEGALE CHE AVVERRA’ VIA WEB E ANCHE VIA TELEFONO”

  1. pierino ha detto:

    bello bellissimo… sarà un disastro.

    è inutile votare far digitalmente di domenica quando la stragrande parte dei “punti d accesso internet” sono chiusi.
    Uffici del comune, accesso dal lavoro in ditta magari condiviso a tutti, biblioteche etc etc … tutto chiuso

    avrei lasciato aperto il wifi ai miei dipendenti in orario lavorativo…
    che poi magai davano 2 /3 voti con i codici dei parenti/famigliari, mmhh … che non si controlla chi vota era meglio non scriverlo forse

  2. Martino ha detto:

    Ma perché in tv non si parla di questo referendum? Dovrebbe fare molto più rumore, e tutti dovrebbero sapere della sua esistenza!

    • pierino ha detto:

      l itaGlia censura tutto.
      ma non solo questo, pure la ‘guerra’ nel territorio libero di trieste.
      i movimenti d indipendenza in lombardia, toscana, sardegna, terra insubre…
      se una regione ‘scappa’ i politici come campano?

      tralasciando che quando fà comodo l italia è tutta uguale e indivisibile, e all atto pratico cè il residuo fiscale regionale e la cessione del territorio B di trieste (italia)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: