Progetto per uno stato Veneto – 1° Parte

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di Andrea Arman

Iniziamo con oggi la pubblicazione a puntate di un progetto per uno stato Veneto. [link alla 2° puntata]

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L’idea di indipendenza del Veneto aleggia da oltre un secolo ma, probabilmente, mai come ora essa appartiene ad un numero così elevato di Veneti. Giorno dopo giorno, complice la crisi economica e morale che attanaglia la nostra terra, si va diffondendo il pensiero che ritornare, anzi per molti è un andare, all’indipendenza, possa mitigare la drammatica situazione. Noi, da sempre indipendentisti, crediamo che sia un diritto di questa terra il ritorno alla libertà da qualsiasi forma di governo o di controllo esterno all’ordinamento che la Nazione Veneta vorrà darsi. Questa nostra convinzione trova fondamento nel diritto naturale, nella millenaria storia della Serenissima Repubblica Veneta, nelle tipicità caratteriali e comportamentali dei Veneti, nella lingua Veneta,… nella nostra voglia di libertà. Tutti argomenti facili da dimostrare e sostenere, ma cosa centra la libertà? Non si è forse  liberi in italia? Per noi indipendentisti la risposta è ovvia: in italia noi Veneti non siamo liberi perché lo stato italiano non riconosce la nostra specificità, la nostra lingua, la tradizione delle nostre magistrature etc.. Ma allora perché non agiamo all’interno dell’ordinamento italiano al fine di ottenere riconosciute queste caratteristiche, senza andare ad affrontare una avventura difficile ed apparentemente fuori del tempo, come quella dell’ indipendenza. Subito vien da rispondere che non avendo portato alcun  miglioramento la lunga battaglia federalista ed autonomista di questi ultimi 30 anni, non c’è altra soluzione che l’indipendenza. L’approccio è errato: l’indipendenza non è una richiesta o una soluzione subordinata al fallimento delle altre opzioni. L’indipendenza del Veneto è la naturale e legittima condizione della terra e delle genti Venete, ogni altra possibile collocazione è contraria a natura e diritto e, pertanto, la libertà non può essere frutto di particolare negoziazione, la libertà ci appartiene.

Ma che cos’è di così importante la libertà? Un adagio dei nostri grandi padri diceva che “el segreto dea felisità xe la libertà e dea libertà el corajo”. Quanta profonda e indomita saggezza in queste scarne parole! L’uomo cerca la felicità e la condizione fondamentale per il suo raggiungimento è la libertà. Ed  allora, poniamoci delle semplici domande: siamo, noi indipendentisti,  felici nella condizione di cittadini italiani? Ovvio che no. E lo sono i Veneti? Direi di no. Cosa rende infelici i veneti sudditi d’italia? Ma…, le risposte sono tantissime: le tasse, la mancanza di lavoro, la mancanza di prospettive per il futuro..tutte questioni  molto materiali ma che però hanno un forte peso nella quotidianità di un veneto e di una famiglia. Credo, però,  che ancora pochi avvertano che una delle cause della loro infelicità sia  il senso di inadeguatezza derivante dalla condizione di “figliastri” della madre patria italia. Nella generale confusione che da sempre regna in italia,  i cittadini veneti faticano a capire  cosa serva  loro per essere cittadini felici. Io sono fermamente convinto che la medicina sia uno stato indipendente dove il cittadino ritrovi dignità e senso di appartenenza, dove ci siano regole chiare, condivise e rispettate, dove lo stato sia un servizio per i cittadini, dove valgano valori come l’onestà, la rettitudine morale, la vera solidarietà, il merito e l’impegno. Uno stato efficiente ed organizzato dove non ci sia spazio per corruzione e prepotenze. Praticamente uno stato completamente diverso da quello italiano. E’ bene dirlo subito con chiarezza, lo stato Veneto non dovrà in alcun modo assomigliare allo stato italiano, differentemente ci si  porterebbe in casa tutte le tare che hanno causato il fallimento sia economico che morale che sociale dell’italia. Questo è un passaggio difficile da metabolizzare ma è fondamentale. I molti Veneti, almeno il 30% della popolazione,  che sono organici allo stato italiano, avranno grosse resistenze a rivoluzionare il proprio modo di pensare ed agire. Anche noi siamo più o meno consciamente drogati dal modo di vivere in italia. Bonifichiamo la nostra mente ed il nostro spirito perché ciò che vogliamo realizzare non è un partituncolo, non è una campagna elettorale. Noi ci apprestiamo a sviluppare un’azione più sociale che politica, che abbraccia valori diversi e più alti rispetto a quelli cui il quotidiano vivere in italia ci ha abituati. Stiamo ideando un diverso modo di vivere all’interno di uno stato organizzato  in funzione dei cittadini. L’originalità del nostro progetto è nell’invertire l’attuale tendenza alla massificazione, centralizzazione, globalizzazione per mettere l’uomo come parte attiva e riconosciuta in un contesto locale, entro il quale sia possibile o più facile creare quelle aggregazioni dirette di cui la persona ha bisogno e nel cui contesto sia effettiva la scelta degli amministratori ed il controllo degli stessi.  La globalizzazione è un processo inarrestabile, sia quella socio culturale che si attua attraverso Internet, che quella economico finanziaria. Non intendiamo opporre il localismo alla globalizzazione ma dare all’uomo anche la possibilità di vivere in “famiglia” e di conoscere di persona, non per profili elettronici, le persone con cui interagisce e, principalmente, le persone che chiamerà ad amministrare i suoi beni comuni. La felicità che deriva dalla libertà è anche la possibilità di poter scegliere consapevolmente, di conoscere, di essere conosciuti e rispettati per quello che si è e non per quello che si è scritto su un foglio elettronico;  la possibilità di guardare in faccia e parlare direttamente al candidato che vorrebbe amministrare i beni comuni e fare le scelte d’indirizzo; la possibilità di verificare direttamente, personalmente che l’eletto abbia ben adempiuto al dovere assunto; la possibilità di eliminare l’eletto che mal ha agito senza poi vederselo rispuntare in un collegio diverso. Il localismo consente tutto questo, oltre, naturalmente, la possibilità di globalizzarsi con il resto del mondo. Non è quindi una limitazione alle attuali prospettive dell’uomo ma un suo arricchimento.

[1 – continua]  [link alla 2° puntata]

Avv. Andrea Arman

Una replica a “Progetto per uno stato Veneto – 1° Parte”

  1. grazie Dr. Arman.
    E’ un piacere leggere le sue righe che scorrono lisce come l’olio d’oliva che produciamo nei nostri colli veneti
    dolci come il miele delle api prodotto dai fiori dei nostri prati alpini,
    ristoratrici come rugiada che scende nelle nostre gole assetate di
    giustizia e libertà.
    Evviva San Marco e Venezia ed il Veneto Libero ed indipendente.

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