Progetto per uno stato Veneto – 3° e ultima Parte – La Struttura

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di Andrea Arman

Pubblichiamo oggi la terza e ultima puntata del progetto per uno stato Veneto. [link alla 1° puntata [link alla 2° puntata]

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STRUTTURA

maggior-consiglioCome sopra si diceva, dal punto di vista organizzativo l’idea portante il progetto di indipendenza è quella del localismo, ovvero dell’organizzazione del territorio e della popolazione su scala ristretta. Non dunque una gestione dello stato centralista ma un territorio suddiviso in tanti ambiti, che potremmo definire comuni, ma che preferisco chiamare comunità, le quali abbiano ampio margine discrezionale nella decisione e gestione su tutte le materie che non sono riservate, per la loro rilevanza o qualità, alla gestione da parte del governo centrale.

ORGANIZZAZIONE POLITICA – AMMINISTRATIVA

Il territorio sarà organizzato in spazi che hanno un buon grado di omogeneità geografica e socio culturale. La popolazione residente all’interno degli ambiti, possibilmente, non dovrà essere superiore alle 200.000 persone, per quelle che ora sono le città, e 20.000 / 50.000 per il rimanente territorio ora organizzato in comuni.  ( Tale ordine di grandezza consentirà le economie di scala necessarie al contenimento dei costi dell’apparato amministrativo ed anche il rapporto diretto fra cittadini ed amministratori ). D’ora in avanti  userò il termine Comunità per indicare gli ambiti di cui sopra. Le Comunità saranno governate da un organo elettivo nominato secondo la tecnica del “ Ballottaggio Veneto “  e resterà in carica per un periodo non inferiore a 3 anni.  Tale organo di governo della Comunità d’ora in avanti lo chiamerò Governo Locale. I vari Governi Locali eleggeranno, sempre con la tecnica del “Ballottaggio Veneto “  i membri dell’organo di governo dello stato. Dovrà essere rispettata la proporzionalità di voto delle singole Comunità ma non la proporzionalità di rappresentanza in seno al governo centrale delle singole Comunità.

Circa l’organizzazione dell’organo o organi di governo centrale e del Governo Locale suggerisco di affrontare l’argomento dopo uno studio più approfondito.

Anche le singole competenze del governo centrale e dei Governi Locali sono questione particolarmente ingarbugliata per cui consiglio di formare dei gruppi di studio dedicati. Sono comunque argomenti che con un po’ di pazienza si possono facilmente evadere. Allego un elenco di competenze amministrative, fornitomi da Giovanni Dalla Valle, che potrà essere utile alla discussione sulla suddivisione delle competenze fra Governo Locale e governo centrale.

Differentemente, di non facile soluzione sono le problematiche relative al passaggio da Italia a Stato Veneto per quel che riguarda l’ingente “bottino” che l’italia ha fatto dei soldi dei Veneti. Se per il debito pubblico italiano non è difficile pensare ad una suddivisione dello stesso proporzionalmente alla popolazione, con  accollo della  quota di debito, sempre nei limiti della proporzione, sottoscritta da Veneti, ben più difficile appare la prospettiva di restituzione da parte dell’italia dei soldi che essa ha. Come riuscire a fasi dare i soldi dagli enti di previdenza italiani e dalle casse di previdenza? Non saprei. Una possibilità sarebbe quella del trattamento ora riservato ai cittadini stranieri che hanno lavorato in italia.

Circa il patrimonio  immobiliare che lo stato italiano, direttamente o indirettamente,  ha nel Veneto, esso passa integralmente al patrimonio dello Stato Veneto.

APPARATO PUBBLICO

Una pubblica amministrazione onesta ed efficiente contribuisce molto alla felicità dei cittadini, sia in termini di minori costi per il suo mantenimento sia per la minore perdita di tempo che essa impone al cittadino nelle quasi quotidiane necessità di rapporto. Sarà perciò fondamentale porre  la massima attenzione affinché le abitudini italiane non si trasferiscano. Prendiamo atto che l’apparato pubblico italiano è marcio sia dal punto di vista organizzativo che morale. Va quindi azzerato e sostituito. Probabilmente ci rimetteranno anche brave persone ma è un passaggio fondamentale. Non sarà possibile effettuarlo immediatamente ma, sulla scorta delle esperienze di altri nuovi stati, è operazione da fare entro un termine molto stretto, non superiore ai cinque anni. Con chi sostituire l’apparato? Con i giovani naturalmente. Essi in gran numero sono sino ad ora rimasti fuori o a i margini del sistema, per cui, in teoria, dovrebbero essere meno inclini alla disonestà nell’esercizio delle funzioni. Dovranno essere introdotte norme molto stringenti di controllo sul patrimonio di pubblici dipendenti e pubblici amministratori, con attenzione anche alla situazione degli stretti congiunti. Dovranno essere varate norme penali particolarmente dure,  che prevedano anche la  confisca dei patrimoni, per tutti quei reati che possano essere commessi dal pubblico funzionario o pubblico amministratore nell’esercizio delle proprie funzioni.

MERITO

I pubblici dipendenti, di qualsiasi grado ed ordine, dovranno essere sottoposti a verifica periodica del loro operato effettuata da commissione cui dovrà fare parte anche una rappresentanza di cittadini. La valutazione negativa comporterà l’immediato licenziamento.

MORALIZZAZIONE DELLA SOCIETA’

E’ indubbio che una delle ragioni della difficoltà economica in cui l’italia si dibatte è la scarsissima moralità dell’agire dei cittadini italiani. La mancanza di fiducia fra cittadini ed ancor più la mancanza di fiducia verso le istituzioni condannano qualsiasi stato al fallimento. E’ problema noto cui bisogna mettere rimedio.  Ritengo che già la qualità dei governanti raggiungibile con l sistema del “ballottaggio Veneto “ potrà rallentare  la grave deriva che stiamo vivendo. Ma non sarà sufficiente perché troppe sono le persone fisiche e giuridiche, anche con facciate immacolate, che navigano nel torbido che la legislazione italiana concede. Credo quindi necessario  l’inasprimento delle pene per il reato di truffa ed ampliamento della sua fattispecie. L’aumento delle pene per tutti i reati di falso. L’attenta valutazione di tutte le situazioni di insolvenza. PER UNA SOCIETA’ FELICE E PROSPERA E’ NECESSARIO SCONFIGGERE LA MENZOGNA.

SUPERAMENTO DEL SISTEMA DEI PARTITI POLITICI

Vivendo in italia abbiamo acquisto la convinzione che l’esistenza dei partiti politici sia sinonimo di possibilità di manifestare liberamente il proprio pensiero. Tale idea, con il tempo, non si è dimostrata giusta in quanto le moderne forme di aggregazione partitica nulla hanno a che vedere con la libertà di manifestazione del pensiero ma, sono solo l’espressione partitico politica di forti gruppi economici.  Abbisognando i partiti politici di enormi risorse economiche per essere competitivi , essi diventano un peso insostenibile per la società, sia che il finanziamento arrivi in forma pubblica che  privata.  Poi, di fatto, il meccanismo partitico sia italiano che dell’occidente, impedisce, in nome della governabilità, l’accesso ai centri di potere delle manifestazioni minoritarie di pensiero che dovrebbero avere maggior ragione di tutela. Il sistema del “ballottaggio Veneto” rendendo casuale il corpo votante vanifica o quantomeno depotenzia la funzione del partito politico. Colui che si vorrà candidare lo farà sulla scorta del proprio personale valore che, nell’organizzazione localistica dello stato,  sarà verificabile personalmente da ogni singolo cittadino. Coloro che vorranno fare “politica” non dovranno quindi diventare funzionari di partito ma, dovranno dimostrare, nella quotidianità della loro vita, di essere meritevoli di rappresentare e gestire. Non ci saranno liste presentate da segreterie di partito ma cittadini che si candideranno sostenuti da un numero di altri cittadini da determinarsi.

SUPERAMENTO DELLE IDEOLOGIE

Dopo la rivoluzione francese e la diffusione delle “libertà” bonapartiane, si sono sviluppate nuove idee su come organizzare la società e su quali siano le esigenze dell’uomo. Tale attività intellettuale si rendeva necessaria per sopperire al grave vuoto lasciato dalla rivoluzione, che tutto aveva distrutto ma che di fatto non aveva idea di cosa ulteriormente fare oltre che uccidere e rubare. Nacquero così le ideologie finalizzate alla realizzazione di nuovi modelli socio politici. Il comunismo, il fascismo, il liberismo etc.. Tutte idee che hanno come centro o lo stato inteso come organo supremo dal quale discende il diritto del cittadino, o l’egoismo del singolo in concorrenza con l’egoismo degli altri all’interno di uno stato che si limita a guardare. Naturalmente io o ho molto semplificato ma, qualsiasi sia la forma di aggregazione sociale sino ad ora considerata, nessuna si è avvicinata ai concetti che più sopra ho cercato di spiegare. La Serenissima Repubblica Veneta non era una monarchia e non era una repubblica nel senso modernamente inteso. Essa non era di destra o di sinistra, non faceva gli interessi  di una o l’altra componente della società. Nella Serenissima Repubblica Veneta si era capito che lo stato è composto da tutti i cittadini, è un unico che quotidianamente si trasforma. L’azione di governo era distaccata dall’interesse del singolo, persona o gruppo, ed aveva prospettiva. Il  fine era di mantenere un livello di convivenza accettabile, stemperare senza reprimere le tensioni, garantire buoni livelli di vita per tutti, tutelare i meriti acquisiti, valorizzare i meriti conquistati, garantire elevati livelli di libertà personale. Era un’azione di governo di grande equilibrio attuata attraverso magistrature ricoperte da uomini di valore, controllati in forma rigidissima da altri di pari valore. L’organizzazione localistica del territorio assieme al sistema elettorale del “ballottaggio Veneto” dovrebbe consentire il riprodursi di quelle condizioni socio politiche. Il governo e l’amministrazione di realtà piccole consentirà di affrontare i problemi con conoscenza e con tempestività. La diretta conoscenza dei candidati consentirà la scelta migliore. La diretta responsabilità degli eletti ed il l oro rigoroso controllo eviterà abusi ed interessi personali.

PERCORSO

Non ho ancora idea di quale sia la strada per giungere nel minor tempo possibile alla nostra libertà.  Solo di una cosa sul punto sono sicuro:

Per arrivare all’indipendenza del Veneto dobbiamo procedere tutti uniti sotto l’unica bandiera.

VIVA S. MARCO

Lefkada, agosto 2013

[3 – fine] [link alla 1° puntata [link alla 2° puntata] 

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Avv. Andrea Arman

3 risposte a “Progetto per uno stato Veneto – 3° e ultima Parte – La Struttura”

  1. caterina ha detto:

    ottimo che già si elaborino, con contributi di culture specifiche, ipotesi di impianto dello stato che sarà la nuova Repubblica Veneta: il 17 pv. in Consiglio prenderanno la fatidica decisione che ci porterà al Referendum …intanto, andando sui comunicati stampa della Regione ho letto la relazione del presidente attuale del 5 u.s. sul programma di fine legislatura che, sinceramente, mi sembra più un programma di lunga legislatura! potrebbe utilmente esser preso in mano ed utilizzato come programma operativo, con gli aggliornamenti del caso, della prossima nuova repubblica…
    voglio dire che non si dispiaccia il Dr.Clodovato se il Referendum ci porterà ad avvicinare la fine del vecchio stato per iniziare il percorso del nuovo, perchè lui pure se lo vorrà sarà prezioso per il lavoro di approfondimento di tanti settori presi in considerazione perche si possa già da subito programmarnne l’attuazione, tenendo conto delle priorità, ma già apprezzando la semplificazione degli percorsi e la vicinanza dei referenti.
    Uno stato nuovo comincerà, ma non può che innestarsi sul precedente perchè opera nella stessa realtà: immediato sarà il cambiamento del rapporto con la cittadinanza tra il governo centrale più vicino, agile, vigile e vigilato, e la partecipazione della cittadinanza cui sempre per le scelte e le decisioni importanti farà riferimento.
    Il Veneto sarà a democrazia diretta, come si senti in Svizzera, e l’informazione alla quale pure ha fatto cenno nel programma il Dr.Clodovato avrà un ruolo importantissimo, non solo per notizie ed gli aggiornamenti della vita pubblica e delle comunità, ma principalmente per rendere possibile e consapevole la partecipazione della cittadinanza al governo centrale e delle proprie comunità.
    Quanto lavoro per tutti, ma almeno avrà uno scopo…e nobile finalmente!… alla luce del sole… basta conciliaboli nelle segrete stanze!

  2. caterina ha detto:

    rileggendo, nero su bianco, mi accorgo di tanti svarioni… chiedo scusa!

  3. Alieno ha detto:

    A proposito di nuovo stato veneto e democrazia diretta, vi segnalo questa proposta per l’agenda digitale da votare per inserirla nel prossimo programma 2013-2015
    http://adveneto.ideascale.com/a/dtd/Ampliare-il-Portale-sulla-partecipazione-online/6652-24417

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