Quesito Plebiscitario

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pizzati telenuovo 2Esiste un progetto di legge regionale (n.342) per indire un referendum sull’indipendenza del Veneto. Il quesito plebiscitario proposto in questa legge non è opera di una singola persona, ma è stato valutato e discusso da almeno sei persone (Morosin, Cantarutti, Lottieri, Vitale, Bernardini ed il sottoscritto). Il quesito plebiscitario proposto dice: “Vuoi che il Veneto diventi una Repubblica sovrana e indipendente? SI – NO” L’intento era di comunicare in maniera più chiara possibile lo scopo della consultazione referendaria, essere diretti per rispetto dei cittadini chiamati al voto, senza giri di parole dettate da debolezze che portano ad autocensurarsi.

Forse non è nemmeno la formula più adatta dato che, come mi ha fatto notare un noto indipendentista veneziano, durante il Plebiscito del 1866 era implicita una dichiarazione: “Dichiaro la nostra unione al Regno d’Italia…” Ecco quindi che un quesito ancora più diretto e chiaro potrebbe essere: “Dichiaro il Veneto una Repubblica sovrana e indipendente: SI – NO”. Questa versione sarebbe addirittura peferibile perché racchiude anche una dichiarazione di indipendenza espressa direttamente dai cittadini, senza il bisogno che dei rappresentanti istituzionali valutino e interpretino il volere popolare.

Purtroppo dai pareri della commissione giuridica sono emerse proposte di cambiare il quesito, non per rafforzarlo e renderlo ancora più chiaro, ma dando invece spazio ad insicurezze che rischiano di mettere a repentaglio il tutto. Il timore alla base dell’annacquamento del quesito è una potenziale bocciatura della corte costituzionale italiana. Ecco allora emergere dai giuristi un “Vuoi tu che il popolo Veneto eserciti la propria sovranità nelle relazioni con gli altri Stati?” che spera di circuire la corte costituzionale, tentando di passare in punta dei piedi inosservati, per poi voler pretendere di giustificare una dichiarazione di indipendenza. I problemi di questi quesiti annacquati sono molteplici:

1. Il problema maggiore è che se un quesito non è chiaro e forte i cittadini non sono sicuri per cosa vanno a votare, e nel dubbio che sia l’ennesima baggianata si rischia di non raggiungere il quorum, se non addirittura di perdere. Provate ad immedesimarvi in un cittadino comune che non è laureato in giurisprudenza. Cosa potrà mai pensare di un quesito che chiede di esercitare la propria sovranità nelle relazioni con gli altri stati? Cosa vuol dire? Riflettendoci senz’altro implica indipendenza politica, ma non è diretto, non è comprensibile. Non può entusiasmare un quesito simile, e lascia comunque dei dubbi sulla fattibilità e quindi anche sul fund-raising necessario per finanziare una campagna referendaria.

2. Il secondo problema è che anche se per assurdo passasse e venisse votato da una maggioranza, poi bisognerebbe convocare una commissione giuridica per interpretare se tale quesito da un mandato ai rappresentanti istituzionali di dichiarare l’indipendenza del Veneto. Ci sarebbe senz’altro il parere giuridico di chi afferma che questo tipo di quesito va interpretato come un mandato per l’indipendenza politica. Ma ci sarebbe senza dubbio un paio di pareri contrari, che interpreteranno le intenzioni popolari come un esercizio di sovranità all’interno dell’unità italiana, perché questo non è escluso. Insomma, si rischia di ritrovarsi con un referendum sdentato.

3. Il terzo problema è di interpretare una ipotetica bocciatura della corte costituzionale come un fallimento. Al momento la comunità internazionale (o perlomeno Jose Manuel Barroso) pur riconoscendo il diritto di autodeterminazione, sostiene che in Italia esiste la democrazia e per questo non occorre nessun intervento internazionale. Se la corte costituzionale bloccasse un quesito chiaro e diretto, la violazione delle norme internazionali sarebbe lampante a tutto il mondo, e allora un intervento internazionale sarebbe giustificabile. Se invece la corte costituzionale bloccasse un quesito fumoso, sarà più difficile sostenere che il diritto di autodeterminazione del Popolo Veneto è stato violato.

In conclusione, attenzione non solo a chi vuole dilungare i tempi, ma anche a chi vuole snaturare il nocciolo della consultazione referendaria. Avrete notato che ormai più nessuno contesta il referendum per l’indipendenza del Veneto prendendo la questione di petto, o chi ci ha provato è stato prontamente smontato perché privo di argomentazioni valide. Invece, il vero avversario dell’indipenenza del Veneto opera cercando di dilungare i tempi ad infinitum oppure snaturandone i contenuti della consultazione plebiscitaria. E questo avversario purtroppo non è italiano, ma è veneto, e vive dentro un po’ tutti noi.

Teniamo il timone dritto: tempi brevi, che non vuol dire aver fretta, ma solamente non perdere tempo inutile con sintesi delle sintesi delle sintesi giuridiche; e quesito chiaro e forte che non lasci dubbio alcuno né sui cittadini che vanno a votare, né sulla comunità internazionale che dovrà riconoscere una dichiarazione di indipendenza.

Lodovico Pizzati
Portavoce – Plebiscito2013.eu

8 risposte a “Quesito Plebiscitario”

  1. caterina ossi ha detto:

    “il quesito deve essere chiaro e forte” e non dar luogo a dubbi di interpretazioni: concordo pienamente sulle conclusioni che leggo qui sopra della lunga e dettagliata disamina della situazione emersa dai responsi dei “saggi” nominati da Zaia, il quale, se avesse voluto l’unanimità di un parere finale, avrebbe scelto altri “saggi” di cui conosceva l’orientamento… però ora, nonostante il lungo tempo perso, l’argomento è stato sviscerato e sono emerse posizioni inconciliabili… questo lo si sapeva, perchè chi difende a spada tratta l’unità di uno stato di cui magari è interprete nel ruolo svolto, non può smentirsi e cercare sotterfugi per svicolare l’ostacolo…
    E non voglio neanche qui dire che gli articoli della costituzione il governo li interpreta come gli fa comodo (vedi cessione arbitraria della zona B dell’Istria), o l’Italia è fondata sul lavoro (…di una esigua minoranza), o l’obbligo di pagare le tasse secondo la capacità contributiva (infatti gli imprenditori si suicidano perchè non ci riescono), voglio invece dire che quando si sa che le posizioni sono inconciliabili si può andare avanti all’infinito nelle disquisizioni senza mai arrivare a conciliarle, e comunque restano sempre delle teorie, mentre invece la politica si fa con decisioni pratiche immediate che rispondono alle necessità concrete e mettono in moto la soluzione ai problemi posti dalla realtà: i veneti vogliono uscire dalla situazione attuale che vedono senza sbocco e vogliono prendersi in mano il loro futuro.
    Questo sono chiamati a fare i Consiglieri che sono stati designati dai veneti a rappresentarli nel Consiglio: leggano pure i responsi dei saggi ma non si lascino trascinare nel loro eterno mondo di perplessità e titubanze, siano interpreti delle attese della gente e non tradiscano, come da troppo tempo fanno i governi centrali, la fiducia che è stata riposta in loro.
    Vogliamo ritornare ad essere vivi e costruire noi il nostro futuro!
    dateci questa possibilità!

  2. fabrizioc ha detto:

    d’accordo in pieno con l’articolo…

    • Giovanni Pianca ha detto:

      Io non sono affatto un giurista (percui vorrei che quello che scrivo suonasse più che altro come una domanda) ma il quesito: “Dichiaro il Veneto un Repubblica sovrana e indipendente: SI – NO, non “rischia” di essere addirittura più costituzionale? Voglio dire: l’Italia è una e indivisibile e continuerà ad esserlo senza il Veneto il quale popolo rispondendo affermativamente si relazionerebbe come stato straniero de facto e de iure. Insomma, non si può rimproverare di non essere costituzionale uno stato che si è già autodichiarato indipendente.

  3. ermanno ha detto:

    credo d verlo già scritto
    se non passa, l indomani prelievo dalla bance un tot sopra il limite di segnalazione all agenzia delle entrate.
    son solti miei e me li tengo “anti fallimento dell italia”
    se solo milioni di veneti ritirassero un 2000euri …
    mettimao alla settimana fin che ce nè nel conto…
    dite che fischieran le orecchie a qualcuno o no?

  4. Zeno ha detto:

    Non voglio disquisire sugli argomenti, in ogni caso volevo avvertire anche e soprattutto qui che sarebbe troppo presto indire il referendum per questo ottobre o anche solo per quest’anno !!
    e non lo si dice per cattiveria, la generalità delle persone che non segue queste cose non sa praticamente nulla…!! Se venisse indetto, ci vorrebbe un mucchio di tempo per informare tutti, e per tutti si intende dal pensionato al diciottenne che ha appena ottenuto il diritto di voto…(poi figuriamoci se i media asserviti darebbero spazio alla notizia…..).
    Tempo che forse non abbiamo, ma una consultazione troppo ravvicinata (mancano due mesi a ottobre di cui uno ferie……) sarebbe una disfatta epocale, sembrerebbe quasi una presa in giro e i consiglieri regionali dovranno tener conto di questo se veramente ci tengono affinchè il popolo veneto si esprima.

  5. Zeno ha detto:

    Se qualcuno sarebbe in grado di replicare con argomenti convincenti gliene sarei grato…
    non possiamo più permettersi passi falsi.

  6. caterina ha detto:

    Zeno, io sono convinta che appena il referendum sarà certo che si farà perchè il Consiglio Regionale lo ha deciso e ne ha stabilito la data, a quel punto saranno obbligati a parlarne tutti i media e tv, nonchè i Comuni, con una risonanza che non potrà sfuggire a nessuno…ora loro stanno zitti, perchè sono tutti foraggiati da partiti romanocentrici, e per quanto noi singolarmente ci diamo da fare per comunicare, è anche difficile esser presi sul serio perchè la gente ormai è abituata a dar credito alle notizie solo se vengono dette in televisione… Basterà poco dopo perchè lo sappia tutto il mondo, e tutti allora ci faranno caso e si scateneranno dibattiti sui pro e sui contro, e ci sarà sicuramente una campagna pubblicitaria…non occorre poi tanto tempo per sapere, semmai è l’organizzazione pratica che coinvolge i comuni che potrebbe aver più bisogno di più tempo… a proposito, hai dato la tua adesione per essere scrutatore gratuito?

  7. […] quesito. La questione è stata illustrata alla perfezione nel recente articolo di Lodovico Pizzati. Purtroppo in sede di commissione giuridica è stato fatto un grave errore inserendo valutazioni […]

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