Rispetto per tutte le vittime del colonialismo italiano !

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Rispetto per tutte le vittime del colonialismo italiano !

Perché non mobilitarci, veneti e sardi, sloveni ed etiopi ed eritrei, albanesi e greci, arabi e berberi, germanici, liguri, friulani, somali e croati, triestini ed ongari di Fhime/Rijeka/Szentvit/Fiume/Reka/Sankt-Veit-am-Pflaum, toscani, siciliani, con tutti gli altri popoli (seppure in anni diversi) come noi colonizzati, portati al macello nelle due Guerre Mondiali (ed in non poche altre) sotto al tricolore, perché non mobilitarci al fine di innalzare presso tutti i monumenti ai caduti tutti, ossari, cimiteri di guerra, santuari, memoriali, le nostre vivificanti bandiere al fianco della bandiera italiana ed a fianco (sperando non degeneri) della europea ?

La Germania ha messo nei musei la bandiera nazista, perché noi dobbiamo continuare a vivere sotto al tricolore che incarna la stessa barbarie ?

Se la Repubblica Italiana, che non riesce a darsi e che (nonostante pretenda essere legittimata a governarci) non riesce a darci leggi eque, non prova vergogna nel fregiarsi di quel tricolore carico di tanti crimini contro l’umanità, dobbiamo essere noi, giorno per giorno, passo dopo passo, veneti, sardi, con tutti gli altri popoli, a tamponarne la macabra essenza circondandolo, ovunque sia presente ed in ogni occasione, con le nostre vitali bandiere di libertà e giustizia.

Franco Rocchetta

bandiere

30 risposte a “Rispetto per tutte le vittime del colonialismo italiano !”

  1. caterina ha detto:

    io insisto e l’ho anche scritto a diversi sindaci che vedo, forse perchè inconsapevoli, fregiarsi e pavoneggiarsi di tricolore, che non è quella la fascia giusta per il loro ruolo, ma quella che riporta lo stemma del loro comune perchè rappresentano tutti i loro concittadini, la loro gente, che abbia o no votato per loro, il loro territorio che devono saper difendere…
    Non li obbliga nessuno, la smettano col richiamo ad uno stato centralista e despota, succubi di una bieca tradizione!

  2. Giovanni Brunoro ha detto:

    Lo stesso rispetto si deve anche agli Istriani Italiani e Veneti massacrati dal regime di Tito.

    ps: all’epoca avevamo lo stemma sabaudo sulla bandiera. L’abbiamo messa in soffitta esattamente come la Germania ha rottamato il vessillo nazista.

    Queste precisazioni sono sacrosante. Dispiace, ma Rocchetta ha scritto un articolo davvero poco efficace e viziato da un errore di fondo.

  3. alessio ha detto:

    porto la mia opinione al commento di Giovanni Brunaro.
    Se in Germania espongono la bandiera nazzista a testimonianza delle barbarie, a testimonianza di quale orrenda strada a fatto intraprendere alla Germania come nazione, in Veneto le bandiere sono addirittura due da esporre e sottolineo il fatto che la costrizione di vivere secondo il modello italiano a distanza di anni permane, e permane a distanza di molti anni ancora impunito.

  4. Giovanni ha detto:

    Il mio discorso è un altro. Paragonare l’Italia attuale allo stato nazista è un’amenità. Secondo il ragionamento di Rocchetta, ipoteticamente un tedesco dovrebbe vergognarsi del suo Stato (anzi della sua Nazione) perché ha partorito il regime nazionalsocialista. Come potrebbe poi lo stesso tedesco vivere a Lipsia, visto che fino a 23 anni fa lì c’era la DDR, una brutale dittatura? Da mezzo tedesco quale sono, francamente il mio dna si ribella a questo genere di ragionamenti, quasi si trattasse di una sorta di peccato originale dei popoli. Questi drammi sono incidenti della storia di cui le genti sono vittime e null’altro. Siamo anche noi stati vittime del fascismo, ma la colpa di queste cose non può essere eterna.

    Il tricolore italico può essere simbolo di indubbi mali, ma un ragionamento storico deve essere frutto di un pensiero ponderato e coerente.

    E se proprio vogliamo dirla tutta, la vera colonizzazione in Istria l’hanno fatta gli Sloveni e i Croati, a colpi di pulizia etnica. Porto loro rispetto, ma ho la consapevolezza che ci hanno perpetrato un qualcosa neanche lontanamente paragonabile ai crimini compiuti dagli Italiani in quelle terre.

    Vogliamo il Veneto Indipendente? Io lo voglio… guardando al futuro senza peccati originali, senza rancori col passato e ragionando sulla storia non per essere perennemente arrabbiati con essa, ma per trarne linfa vitale.

  5. giacomo ha detto:

    mi accodo anch’io nel sottolineare come queste iniziative non portino da nessuna parte. Il Veneto se vorrà essere indipendente non dovrà rinnegare il suo “periodo italiano”, nel quale, i veneti, furono, al pari con le altre regioni, responsabili di cose belle e di cose brutte. Se veneti, toscani, siciliani, sardi ecc… sono vittime, allora i carnefici italiani chi sarebbero? i molisani? Anch’io sono per il Veneto indipendente ma non voglio rinnegare nulla del passato del mio paese né tantomeno mitizzare epoche d’oro e dimenticare il passato recente. L’Italia fascista, che lo si voglia o no, ad esempio, è stata fatta anche da Veneti e, al contempo, non tutto quello che è uscito dal periodo unitario è da buttare. Sicuramente le ragioni per l’indipendenza, sia storiche che culturali ed economiche le abbiamo ma non mi sembra il caso di iniziare sterili esercizi di revisionismo storico. Non sarebbero i presupposti corretti per la rinascita della nostra nazione. E comunque bisogna essere fieri del passato della propria terra, riconoscendone anche gli errori e cercando di imparare da essi. Come già sottolineato da Giovanni, i tedeschi, nel rinnegare il passato nazista, non hanno rinnegato la propria identità nazionale, anzi l’hanno rielaborata in termini migliori. E sono d’accordo con loro.

  6. Giovanni ha detto:

    Mi associo a quanto ha sostenuto Giacomo. Mi reco spesso a Rodi per le vacanze estive e vi posso garantire che noi italiani siamo molto amati lì, per quanto li abbiamo colonizzati dal 1912 al 1947. Il Dodecaneso italiano, nonostante episodi cupi, rappresenta ancora per gli abitanti locali un Rinascimento. Il catasto è ancora quello italiano, le strade, gli aeroporti e molti edifici sono quelli del periodo razionalista, i vecchi parlano italiano perfettamente, alcuni cinquantenni sono madrelingua italiana perché hanno studiato nelle nostre Università italiane… e, nossignore, non mi vergogno di questa Italia. Mai lo farò. Anzi, in un futuro Veneto Indipendente, vorrei che i ragazzi da ogni parte del mondo vengano qui a studiare, come alla Brown o a Yale, e che rifiorisca l’essenza della Libera – Universa- Patavina. Non posso chiedere scusa e pentirmi di un’Italia che ha anche fatto del bene. Questo perché, senza una buona cognizione del passato, il futuro è una notte nebbiosa.

  7. Giane ha detto:

    Non concordo con i commenti filoitalianisti. Lo stato italiano rappresenta tutt’ora uno degli esempi di stati più crudeli, vili mai esistiti, che ha tenuto in odio i Popoli che ha soggiogato con l’inganno e l’abbondante utilizzo di tecniche colonialistiche che si inseriscono tra i peggiori crimini contro l’umanità che mai si siano visti. Lo stato italiano si è rivelato un autentico regno del male fin dal suo concepimento.

  8. Giovanni ha detto:

    Qui non si sta parlando di Stato Italiano. Si sta parlando di Persone Italiane e di fatti storici. Io parlo anche di cultura italiana, una patrimonio che è apprezzata in tutto il mondo e non deve essere minimamente sprecato e rinnegato (infatti stiamo parlando in lingua italiana). Prendiamo la Svizzera come modello e ci dimentichiamo che Dante, Petrarca, Leopardi .. si studiano anche lì.
    Il colonialismo è stato un crimine di tutti gli Stati che oggi sono democrazie serie e mature: Germania, Inghilterra, USA, Francia, Belgio, Olanda. Ma nessuno mai oggi si sognerebbe di recriminare a quegli Stati questo vulnus nel loro passato: eppure sono stati estremamente più crudeli di noi italiani.
    Forse è ora che anche noi iniziamo a guardare avanti per legittimarci come Stato Veneto. Noi vogliamo l’indipendenza perché vogliamo essere artefici del nostro futuro.

  9. Giane ha detto:

    Ti sbagli Giovanni. L’articolo parla di tricolore e quindi di stato italiano, autentico regno del male. Non sono d’accordo nel confondere lo stato italiano con la cultura e gli abitanti della “penisola”, che hanno dato il loro miglior e più riconosciuto contributo proprio nel rinascimento, quando questo stato non esisteva. Anche la poca crudeltà dell’Italia è una leggenda da sfatare. Basti solo ricordare l’infame utilizzo di gas chimici in Africa che la aveva fatta mettere al bando dalla comunità internazionale.

  10. Giovanni ha detto:

    Giane, voglio portarti una mia piccola testimonianza: ho parlato molte volte con il professor Angelo Del Boca, che mi ha aiutato per la stesura della mia tesi, dove ho affrontato la questione dell’ordinamento della Libia Italiana. Lui è un grandissimo avversore (giustamente) del colonialismo italico, ma mi ha detto svariate volte che il nostro fu un colonialismo di crudeltà ben minore rispetto a quello di altri stati. Italo Balbo amministrò la Libia con lungimiranza e una certa benevolenza nei confronti dei Libici. Ciò detto, è pacifico che quando Graziani usò l’iprite in Abissinia fu commessa una cosa invereconda. Ma siccome uno STATO è soprattutto formato da PERSONE e gli Italiani hanno agito all’epoca con il tricolore sulla divisa, dobbiamo sempre cercare tutte le sfumature della verità.
    Dire che uno Stato è il “regno del male” significa offendere anche le brave persone che lo popolano. Con maggiore serenità, meglio dire che il nostro Stato italiano è “un amalgama nato male”, dalemianamente.. o “un biscazziere legalizzato”. Oppure scegli tu l’espressione che preferisci… ce ne sono così tante!

    • caterina ha detto:

      gl’italiani visti da fuori sono indecifrabili e tuttavia fantastici, ma noi sappiamo che siamo un coacervo di tanti popoli che si sono arricchiti culturalmente perchè c’è stato un interscambio durante tremila anni!
      E’ lo Stato Italia che è un disastro dall’inizio alla fine: non doveva nascere, o semmai doveva nascere come confederazione e saremmo potuti essere cento volte la Svizzera…Ora l’unico rimedio è disfarlo, come? ciascuno degli antichi popoli ritrovi se stesso e riprenda in mano il proprio destino…se cominciamo noi Veneti che abbiamo elaborato un sistema (e speriamo di realizzarlo!), anche gli altri ci imiteranno e se così fosse saremmo in grado di superare tutti in Europa e guidare noi le cose… intanto però dobbiamo concentrarci sul nostro percorso ed arrivare prima possibile alla nostra indipendenza…avere la sovranità vuol dire decidere noi per noi stessi, e sarà la salvezza per noi, e infine un bene anche per gli altri, diciamo, popoli italici perchè gli avremo indicato la strada…

      • GeertWilders4president ha detto:

        Non sono veneta (sono lombarda), non credo che guideremo alcunche se ci separiamo dall’italia (miniscola voluta), ma di certo diverremo nazioni del primo mondo. D’altro canto non c’è bisogno di far parte del G8 per essere nazioni del primo mondo.
        Non m’importa quale sarà il primo stato che si staccherà dagli U.S.I (united states of italy). L’importante è che poi Lombardia and CO seguiranno a ruota. Prevedo anche un periodo buio per Roma, se i romani non corrono ai ripari.

  11. giacomo ha detto:

    “filo-italiani”? ma se abbiamo entrambi detto di essere favorevoli all’indipendenza del Veneto? quel che io volevo intendere era, semplicemente, che non possiamo far finta di essere stati 150 anni a fare le belle statuine, anche noi Veneti abbiamo fatto parte nel bene o nel male (volenti o nolenti) dell’esperienza dello stato italiano e, nella giustissima e sacrosanta, riscoperta della storia e cultura venete (vigliaccamente cancellate) non farei il solito errore di dividere il mondo in buoni e cattivi. Sennò diventeremmo ridicoli come certi sloveni e croati nazionalisti che nascondono sotto il tappeto della “cattiva Jugoslavia” quanto di sbagliato è stato commesso, anche da loro, nel periodo in cui formavano uno stato unitario. E, comunque, noi abbiamo tutti i motivi di staccarci dall’Italia ma, in senso assoluto, è difficile definire l’Italia come il peggior regime in Europa, non esistono gli “italiani brava gente” ma, indubbiamente, il colonialismo italiano non è paragonabile a quello francese, inglese o belga. Fenomeni molto più estesi e brutali. Non chiudiamoci a riccio, facciamo un Veneto aperto e moderno, inserito anche nella storia recente. P.s. una domanda, dov’è finita Belluno? considero il bellunese una parte fondamentale del territorio veneto, una terra che, sbagliando, sta sviluppando tensioni anti-venete per motivi economici dovuti alle differenze con i territori vicini. Credo che sia fondamentale lavorare in questi territori per collaborare alla creazione di una repubblica dal mare…ai monti. Per come vanno le cose rischiamo di arrivare all’indipendenza senza le Dolomiti….e sarebbe terribile.

    • CrisV ha detto:

      Ciao Giacomo,

      I veri bellunesi in termini plebiscitari, sembrano riuniti in un’unica realtà comunale, quel Castellavazzo che fu il principio e verso il quale saremo eternamente grati, per aver dato il LA al nostro grande concerto di comuni Indipendentisti, che ormai rappresentano circa 1,5 milioni di Veneti ( senza considerare le due province aderenti ).

      Questa gente di montagna ( un tempo avevo una fidanzata lassù ), sembra aver dimenticato la disgrazia del Vajont, che non fu un caso, ma causata e pare secondo alcuni, addirittura pianificata a tavolino, da gente che sedeva in altre latitudini dello stivale. Come descritto in questo articolo, ripreso nella sua sostanza dalla Procura di Belluno per l’apertura di un’inchiesta penale ( ricordo che l’omicidio, o la strage, non si prescrivono, o archiviano mai ).

      «Facciamolo il 9 ottobre, verso le 9-10 di sera», propose uno di quei dirigenti. «A quell’ora saranno tutti davanti alla tv, e non ci disturberanno, non se ne accorgeranno nemmeno. Avvisare la popolazione? Per carità. Non creiamo allarmismi. Abbiamo fatto le prove a Nove. Le onde saranno alte al massimo 30 metri (arrivarono a 300, ndr), non accadrà niente, e comunque per quei quattro montanari in giro per i boschi non è il caso di preoccuparsi troppo». Questa è la conversazione che ha riportato nella sua lettera Francesca Chiarelli, la quale riferisce anche di minacce rivolte a suo padre. «Lei ha un segreto professionale da rispettare, caro notaio, altrimenti se ne pentirà», l’avvertimento rivolto ad Isidoro Chiarelli, morto nel 2004 con la certezza che quella del Vajont non sia stata una disgrazia, bensì un eccidio.

      La Belluno provinciale, montanara, retrograda, da sempre dileggiata e trascurata dal centralismo, sembra aver scordato di essere stata utilizzata come pedina, in un gioco molto più grande della sua popolazione.
      Soprattutto oggi, sembra esersi dimenticata di essere Veneta, riconoscendosi più come parrocchia, che come parte del Popolo Veneto.

      Per fortuna esistono province come Vicenza, Verona, Treviso e anche Padova, che ci danno grandi soddisfazioni, con i loro comuni aderenti alla proposta 342 Valdegamberi. Proposta che ricordiamolo è nata grazie alla volontà precisa soprattutto delle persone che oggi coordinano Plebiscito 2013.
      Se escludiamo queste quattro province, per il resto : Venezia, Rovigo, Belluno, sono vergognosamente arretrate in termini plebiscitari, correlati a questa 342.
      Ho fatto io stesso, da solo, più di ognuna di loro, interessando comuni che poi hanno aderito a questa proposta referendaria.

      Un Veneto a due velocità, con la parte della sua popolazione attiva, che intende diventare protagonista del proprio futuro e un’altra parte di serie B, che attende passivamente il benestare di chi l’ha ridotta a fanalino di coda di questo stivale.

      Ad Maiora.

      CrisV 🙂

      • Michele ha detto:

        Ciao CrisV, è molto che non scrivo, ma spero ti ricordi qualche mio intervento.
        Se è così, sai che di solito mi trovo in accordo con te, ma questa volta ho un “ma però” da far venir fuori.

        Sono di Noventa di Piave (VE), ed mi sono adoperato io stesso per far approvare il sostegno alla legge referendaria nel mio comune (cosa non è passata grazie alla petulante filostrocca pddina, come magari ti ricorderai in un mio commento di tempo fa); purtroppo, non è facile qui nel “sandonatese” proporre la questione (sebbene nel comune di Musile di Piave ci siano riuscito, in quanto è l’unica rimasto in mano alla Lega che conta) visto le infauste trovate di chi ha condotto la campagna elettorale per il comune di San Donà per IV con Panto. Se parli alla gente del referendum, a breve nella conversazione viene sicuramente fuori una frase del tipo “Chi, queo che l’ha fat a monada in tel Piave? E che dopo nol se a pi fat veda in giro?” Non so se hai presente a cosa mi sto riferendo, ma è dura togliere di mente alla gente certe uscite folcloristiche; e comunque, la Zaccariotto a San Donà si è tirata contro tanta gente con la sua gestione, e si sà, secessione, autonomia, indipendenza “la e roba dea Lega, che non a fat niente par vinti ani”.

        E’ dura, molto dura, ci vorrebbe un incontro organizzato in queste zona da Plebiscito 2013.

        Ciao, cercando di non perdere l’entusiasmo.

        • CrisV ha detto:

          Ciao Michele,

          Non comprendo esattamente quale sia il punto del mio commento, in cui mi muovi contestazione.
          Se cortesemente vorrai precisarmelo, sarò lieto di replicarti in merito.
          Nessun problema per la contestazione in sè, in quanto la soluzione dei problemi, perviene dal sano e costruttivo confronto.

          Per quanto riguarda l’entusiasmo, non mi sono mai sconfortato, neppure nei momenti più drammatici della mia esistenza.

          Essere una squadra, significa stringere i denti e caricarsi il compagno ferito sulle proprie spalle, in mezzo al campo di battaglia, per portarlo in salvo, proprio perchè sai perfettamente che lui, al posto tuo, farebbe l’identico sacrificio, a grave rischio personale.
          Sono questi gli eserciti migliori, quelli che conducono alla vittoria del tuo team, qualunque esso sia.
          Mi possono sbattere molte volte a terra…….ma dopo ogni caduta, troverò in me stesso e nel mio gruppo, la forza per rialzarmi.

          Ad maiora.

          CrisV 🙂

          • Michele ha detto:

            Non volevo essere polemico, non è nel mio carattere (bhè, pensandoci bene, forse sì; anzi, lo ammetto, sono polemico sulle cose che mi stanno a cuore); in ogni caso, non volevo essere polemico questa volta.

            Mi stavo solo lamentando del fatto che ogni tanto leggo qualche commento che fa di tutta l’erba un fascio sui veneziani (e bellunesi e rodigini) per quanto riguarda l’argomento indipendenza (come noterai sul mio commento precedente ti avevo specificato la provincia del mio comune).

            Sono sicuro che se fosse indetto il referendum le percentuali di adesione sarebbero pressoché le stesse per tutte le provincie; il problema è che (per lo meno per quanto riguarda la mia zona) il progetto referendario non è stato molto pubblicizzato, e quel poco che è stato fatto è stato fatto male (vedi commento riguardo la campagna elettorale di Panto a San Donà di Piave).

            Io ammetto di non essere un buon oratore e di non essere in grado di convincere/convertire/ammaliare altre persone su argomenti a me cari, ma da questo a dire che sono “vergognosamente arretrato in termini plebiscitari” ce ne vuole un bel po’ ….

            Comunque, come ho già detto, non sono qui per fare polemica, solo che mi da un po’ fastidio che venga fatta di tutta l’erba un fascio (e sono sicuro che come me molti altri che magari seguono l’argomento e non lo ammettono).

            In ogni caso, spero che Plebiscito 2013 (magari nella persona di Busato) preveda di fare un intervento nella mia zona; anzi, sarebbe il caso di coinvolgere Veneto Business (magari lasciando fuori Panto, che rischierebbe di farla buttare in vacca da qualche ex avversario politico), in quanto il territorio del sandonatese è pieno di zone industriali (anche se molto aziende stanno andando a “remengo”).

            Nel frattempo, ti saluto, e come sempre WSM 😉 😉 😉

  12. massimo ha detto:

    concordo con Giovanni e con Giacomo.
    Guardiamo avanti, lasciamo perdere queste questioni che non ci portano da nessuna parte e tanto meno consenso. badiamo al sodo se vogliamo conquistare il cuore la fiducia della gente, degli scettici , soprattutto del centro sinistra: autonomia economica e fiscale. Preoccupiamoci di dare il pane , il lavoro ed un futuro prospero ai ns. figli.
    Tutto il resto è relativo.
    cordialità

    • CrisV ha detto:

      Prima di tutto, rivolgo i complimenti a Plebiscito 2013 che nel suo profilo Facebook, ha raggiunto la considerevole somma di 1.500 ” mi piace “.
      Se non l’avete ancora fatto, aggiungete anche il vostro mi piace all’insieme. Fare squadra, è anche condividere l’entusiasmo e la preferenza.

      La mia personale fiducia nel centrosinistra, Massimo ???
      Nulla !!!

      E’ più facile che tu convinca un talebano a convertirsi al cristianesimo, che uno di sinistra a rinnegare il suo contorto ideale.
      Il quoziente intellettivo tra i due, è molto simile, come del resto il grado culturale proporzionale alla latitudine esistenziale.

      Quando mi confronto con gente del centrosinista, verifico una desolante ignoranza, condita con un odio profondo non solo per l’avversario politico, essendo notoria la loro ridicola ossessione indemoniata contro Berlusconi, ma anche verso tutto ciò che non è come loro e a loro modello.

      Guai se non ti adegui, ti fanno passare per razzista, anche se non lo sei mai stato, per asociale, anche se dimostri di dedicarti al volontariato più di loro, per refrattario ai dettami della ( loro ) modernità a senso unico.
      Basta vedere le loro proposte politiche, per rendersi conto della drammatica desolazione che contraddistingue questa sinistra : Tasse, tasse, tasse…….sempre più opprimenti e per TUTTI. Hanno abolito l’IMU per prepararci la TASI, ancora più infame e impoverente.
      Per costoro il ricco è chiunque, basta solamente che non abbia un’iscrizione sindacale o di categoria, a loro collegata.

      I loro esponenti ?
      Kyenge, un ministro che sarebbe anacronistico in qualsiasi Stato evoluto, che non perde occasione per spaventare i cittadini con le sue sparate allucinate, tipo abolire la definizione di papà e mamma, per sostituirli con genitore 1 e 2.
      Puppato, una illiberale e indemocratica, che afferma che delegare il popolo ( SOVRANO ) a manifestare la propria volontà con un plebiscito indipendentista, sia una cosa sbagliata e sprecona.
      Renzi, un Fonzarelli di serie B, affidabilità zero, che cambia un’idea al giorno, in funzione di quanto richiede “il mercato politico”.
      Bersani, coperto da scandali di segretari e segretari, che fanno impallidire persino Belsito.
      D’Alema, un tipetto odioso, sprezzante, comunista-miliardario ( non è un ossimoro ), amante dei velieri ( specie personali ) e delle scarpe su misura da migliaia di euro al paio, che ” galleggia ” in politica, sin dagli anni ’60-’70.
      Vendola, coperto anche di recente per scandali d’appalti, con gran parte della sua amministrazione regionale pugliese.
      De Benedetti, con il suo ” salotto rosso ” di Repubblica, che da gran maestro di loggia massonica ( accusa editata pubblicamente da Livadiotti e mai smentita dall’interessato ), impartisce disposizioni al suo entourage, per modificare l’opinione dei mediamente ottusi fanatici di sinistra.
      Bindi, basta ascoltarla una sola volta e ti viene, metaforicamente parlando, il desiderio immediato di suicidarti per la disperazione.

      Credo caro Massimo, che per ogni tentativo svolto con uno di sinistra, tu abbia l’opportunità di affiliare all’indipendentismo decine di persone moderate, o comunque, poco impegnate in politica.
      Questo lo dico per esperienza personale diretta e indiretta.
      L’unica considerazione che ho della sinistra, è che prima o dopo imploderà in sè stessa, ormai è ebbra solamente di teste bianche o pelate, in quanto i giovani, generalmente, non entrano in realtà che non rispecchiano i loro ideali, specie in vecchi e ammuffiti carrozzoni politici sgangherati.
      Stanno tesserando rumeni, rom, marocchini, clandestini, extracomunitari, barboni, perchè i loro militanti sono sempre più esigui e sempre più gli stessi, ormai in estinzione.
      Chi lo comprende pienamente una sola volta, non ne vuole più sapere del centrosinistra.

      Un consiglio Massimo : Lascia pure che gli ” indemoniati ” continuino a versarsi addosso il loro vomito rosso, tu continua con il sano proselitismo indipendentista.

      Ad maiora.

      CrisV 🙂

  13. CrisV ha detto:

    Caro Michele,

    Scusami se scrivo a fondopagina in replica al tuo commento, ma mi serve spazio, per inserire uno spezzone filmato conclusivo.
    Come ben sai mi piace figurare i concetti, come da nota massima orientale :
    ” Una sola immagine, vale più di mille parole ”

    Iniziamo dal termine del tuo contesto, la richiesta di una conferenza a San Donà di Piave.
    A mio parere i risultati migliori si ottengono con il lavoro di squadra.
    Io mi impegno a ” martirizzare ” Giane, affinchè ti produca una serata con nomi di spicco e tu ti impegni a trovarmi una sala conferenze da 200 posti almeno di capienza, con tutte le premesse per riempirla di persone.
    Ti suggerisco di coinvolgere parenti e amici VERI e coordinati emotivamente, che sensibilizzino la gente a partecipare e ti aiutino conseguentemente nel compito.
    Un blando rinfresco a fine serata aiuterebbe nel compito di raccogliere gente, lo so per esperienza personale.
    Scrivi ad esempio ” rinfresco Serenissimo ” a base di specialità Venete e via a stuzzichini con Asiago e formaggi tipici, soppressa e affettati Veneti, magari con stuzzichini di polenta, innaffiati con qualche ( non troppe ) bottiglia di prosecco e vino DOC del luogo, oltre a qualche analcolico a cocktail ( non in bottiglie di plastica ) e crudità a verdura in tocchetti.
    Se siete in 10 organizzatori e ognuno porta qualche cosa, ve la cavate con poco.
    Penso che Giane a tal fine ti possa aiutare, per il materiale di propaganda utile allo scopo ( volantini, manifesti, ecc ).

    Per la prima parte del tuo intervento, inizio con una domanda.
    Ritieni che un amico, ti darebbe una tirata perchè ti vuole male, o perchè ti vuole bene ?
    Ugualmente un fratello Veneto, si comporta come un amico e non come un despota opprimente e dileggiante.
    Era questo il senso del mio intervento, sollecitare anche al limite, in modo provocatorio, una reazione da parte di province numericamente quasi inesistenti, in relazione alla proposta legge 342 per il plebiscito indipendentista.

    C’è poco da negare a mio parere !
    4 ( QUATTRO ) comuni a testa, aderenti per le province di Rovigo e Venezia e solamente 2 ( DUE ) per la provincia di Belluno.
    A nulla serve nascondere come gli struzzi la testa sotto la sabbia, i dati numerici sono incontestabili.

    I casi sono due, a mio parere.
    O chi indipendentista, operando responsabilmente laggiù, non sensibilizza abbastanza la sua gente, oppure la gente di quelle province non si sente abbastanza Veneta, da rompere le scatole ai propri amministratori per appoggiare il referendum.
    Sì, rompere intelligentemente le scatole, perchè così ho fatto personalmente o indirettamente per mezzo di amici, con quei sindaci, per addizionare 4 ( quattro ) comuni, insiti nei 123 attuali.

    In due occasioni del consiglio comunale di discussione ODG, non era neppure presente l’incaricato di zona, di uno dei tanti movimenti ( partiti ) indipendentisti, neppure di IV, che oggi pretenderebbe l’esclusiva assoluta su tutto.
    Ho un quinto comune in ballo, staremo a vedere.

    Vediamo le altre province :
    VICENZA : 34 comuni
    VERONA : 33 comuni
    TREVISO: 29 comuni
    PADOVA : 17 comuni

    Ritengo che, come confronto di riferimento, potrebbe essere presa ad esempio la prov. di Padova, direi almeno una quindicina di comuni circa, ma non due, o quattro !
    Non prendertela a male, io non nutro preconcetti di provincialismo campanilista, perchè per me siamo tutti Veneti, dai monti all’adriatico.
    Proprio perchè un nostro sondaggio ( incaricato dal prof. Pizzati ), relativo alla percentuale di cittadini Veneti che segnerebbero il SI all’indipendenza, ha presentato quasi un anno fa dei ” range ” percentuali tra il minimo 47,3% della prov. di Rovigo al massimo del 65,3% della prov. di Vicenza ( Belluno al secondo posto con il 64,4% che da queste province, Venezia inclusa al 53,8% mi aspetto molto, ma molto di più, di tre striminziti comuni a testa di media aderenti alla 342, di quelle tre province.

    Spero di non essere stato troppo brutale nel dire le cose, ma io mi baso su risultati inconfutabili.
    In cuor tuo, non pensi che le province che accuso potrebbero fare molto, ma molto meglio, rispetto a questi desolanti risultati ?
    Se ancora ti sono sembrato spietato nell’esporre le cose, ti rammento il mio discorso sull’amico che striglia per amicizia il suo amico fraterno.
    In fondo ci parliamo tra uomini e non tra ragazzini.
    Gli uomini affrontano i problemi e li risolvono, solo i ragazzini procrastinano attribuendo anche proprie colpe a terzi.
    Risentirsi perchè uno parla chiaro, non aiuta a risolvere il problema.

    Forza, reagiamo, anche nelle tre province ” dormienti “.
    Con fratellanza in ideale, unendo cordiali saluti, ricambio con fiducia il tuo :
    WSM

    CrisV 🙂

    • Michele ha detto:

      Grazie per la risposta CrisV, come ti ripeto non volevo essere polemico, stavo solo cercando di esporre il fatto che i dati numerici non riportano le cause delle questioni che gli stessi cercano di analizzare; tutto qui.

      Riguardo al cercare di “darsi da fare” sulla diffusione del pensiero indipendentista portato avanti da Plebiscito 2013, mi trovi in accordo su tutto; purtroppo, però, non posso essere una pedina così fondamentale per il territorio (almeno per il momento), in quanto sono diventato papà da alcuni mesi (4) e tutto il mio tempo libero lo dedico alla piccola Irene, come è giusto che sia per lei stessa e per me.

      Quello che posso fare, è cercare di appoggiare chi ha già iniziato il processo di diffusione nel territorio: mi riferisco a chi ha portato avanti, o si è interessato, del successo nell’approvazione dell’ODG a Musile di Piave e a chi ha svolto la campagna elettorale di Panto a San Donà di Piave; riguardo questo, sapresti indicarmi, o farmi indicare di Busato (che fra l’altro ha il mio indirizzo email nei dati dei commenti), se conosce chi sono le persone delle quali stiamo parlando, e se sono sostenitori di Plebiscito oppure sono ancora legate all’altra parte 😉

      Riguardo la presentazione di ODG giorno nei consigli comunali, quello che potevo fare è già stato fatto: nel mio comune (Noventa di Piave) conosco il sindaco, non ho mai parlato dell’argomento personalmente con lui, ma lìODG è già stato discusso su presentazione della Lega locale (anche su mio sollecito, con richiesta personale a Giorgia Andreuzza, consigliere comunale ed assessore in provincia di Venezia per il Turismo), ma ha avuto votazione negativa in quanto la maggioranza è della parte politica che tutti conosciamo 🙁

      Altro sindaco che conosco personalmente è quello di Ceggia, sempre in provincia di Venezia, con il quale ho provato a tirar fuori l’argomento, ma anche lui è della sponda rossa e come immagini non c’è stato dialogo 🙁

      Ora non ho altre conoscenze in politica, quindi di più non riesco proprio a fare …

      Comunque, sarebbe molto utile per la causa che qualcuno che ha di sicuro una maggior dialettica di me (Busato, Pizzati, Panto, …) contattasse chi di dovere in provincia di Venezia (visto che si è espressa favorevolmente all’ODG) e facesse sollecitare, alle persone giuste (quelle che hanno rapporti con le amministrazioni comunali), i sindaci o i consigli comunali a pronunciarsi sull’argomento.

      Un saluto da me e dalla mia bambina, nella speranza che si riesca ad ottenere qualche risultato prima che si “italianizzi” troppo, WSM.

      PS: non voglio aprire un off topic nel posto sbagliato, ma qualcuno ha visto ieri sera la puntata de Le Iene? Mi riferisco ai servizi sulle capitanerie di porto e sui bingo … io non ho più parole, spero solo che tutto finisca presto … e che quando ci sarà il nuovo si riesca a relegare certa gente nel posto che si merita, e non alla guida di una qualunque cosa …

    • pierin ha detto:

      aderire oggi alla proposta di legge per l indizione di referendum in data UN MESE FA che senso ha ?

      • Michele ha detto:

        Ancora co ‘sta data, pierin?
        Te sembra che el problema sia ‘na data?

        O te o fa sol che par provocar, o no te sa che a data la e a roba pi fazie da canbiar, e che non serve modificar a proposta de lege par farlo, basta un emendamento.

        Comunque, se te leze ben quel che le el prosimo paso che vol far Plebiscito, te capirà che a data no e serve proprio a niente ….

        • pierin ha detto:

          basta “solo” ? si “solo” 150 anni che siam colonizzati.. cosa vuoi che siano altri 10 …

  14. CrisV ha detto:

    Grazie a te Michele,

    Io amo le critiche costruttive, perchè ci consentono di migliorare. Apprezzo quindi i tuoi interventi.
    Detesto invece la polemica denigrativa, oppure disfattista, perchè ci trascina nell’oblio del fallimento e dello scoramento. Ci sono sedicenti indipendentisti che utilizzano anche questi tipi di profilo.
    In genere questa ultima istanza è opera di personaggi, che nella vita hanno fallito in ogni campo, compresa la loro stessa dimensione esistenziale.

    Mi felicito con te ( e con la tua sposa ) , per aver generato assieme una bella e sana bambina, una Veneta doc che spero vi riempia di soddisfazioni, nel vostro prosieguo di genitori.
    In relazione della conferenza, nel tuo paese, ti chiedo comunque, possibilmente, di attivarti per quanto nelle tue disponibilità, organizzando una squadra d’amici settorizzata, dove uno pensa a chiedere i permessi in comune, la sala, produrre gli inviti per le autorità comunali, un paio pensano al rinfresco e alle disposizioni in sala, altri due pensano a catalizzare la gente, dispensando volantini, che penso plebiscito già possieda e infine tu, che coordini la squadra e ottimizzi l’insieme.
    Si tratta di una sola serata, sei certo che non potete dedicarci qualche ritaglio del vostro tempo libero ?

    Sì, ho visto la puntata delle Jene di ieri sera e sono scandalizzato, per come quel sistema di corruzione in molte capitanerie di porto, sia tanto diffuso e considerato ormai alla stregua di un atto illecito ma regolare, a sentire l’impiegato che si occupava di patenti nautiche. Ti rendi conto di cosa voglia dire governare in un porto un natante da 26 metri, per un incapace che neppure conosce l’ABC della navigazione ???? :-O
    Ho visto anche la parte dei Bingo, laddove hanno fatto chiaramente i nomi dell’ex ministro Scotti e di D’Alema. Non mi sorprendo di nulla, quando c’è in mezzo quest’uomo e il suo partito.

    Desideravo anche inserirti un filmato, che ti chiedo di considerare quale film-motivazionale.
    Esso ci fa capire come un titolare di ristorante padovano, Veneto doc, ma con chiare origini famigliari partenopee, ( visto che ” Gigi ” è solo un soprannome considerato che al secolo il titolare si chiama Fortunato Di Napoli ), da un momento di vero e proprio sfacelo, una cucina da incubo, con quanto di peggio un ristorante possa promettere, grazie all’eccellente chef motivazionale Cannavacciuolo, riescono a riprendersi in modo straordinario, garantendo un locale rinnovato e con specialità a chilometri zero.
    Notare lo chef Cannavacciuolo ( che mi somiglia un po’ nel fisico, ma soprattutto nel carattere molto diretto ) come motiva questa squadra alla sbando, delusa, demotivata, affranta e trasandata, capovolgendo la situazione in breve tempo.
    Bella l’impostazione dello chef Cannavacciuolo sui piatti tipici Veneti a chilometri zero. Da uomo intelligente, ha colto l’alto spirito identitario di noi Veneti.

    Ecco, noi Indipendentisti in generale, rispecchiamo metaforicamente questo locale denominato Vita Nova, casino, ognuno tira dalla sua parte, reciproche accuse, servizio e messaggi inadeguati, persone approssimative e improvvisate che si credono leaders, mancanza di coordinamento, tanti gruppi in faida tra loro.
    Ecco i problemi centrali di noi Indipendentisti.
    Dobbiamo trasformare queste caratteristiche negative, in punti di forza, con una trasformazione.
    Esattamente la trasformazione di questo locale, che da Vita Nova, ha cambiato radicalmente nome ( oggi si chiama Terzo Tempo ), cucina, qualità degli ingredienti e professionalità del personale pur essendo sempre lo stesso.
    Anche noi indipendentisti, da osteria di quart’ordine, da cucina da incubo, possiamo idealmente diventare un ristorante gradito al pubblico e di successo.

    Guarda con calma questo bel filmato e rifletti soprattutto sul messaggio che esso vuole trasmettere.
    Se noi Veneti facessimo propri certi insegnamenti, a quest’ora saremmo già Indipendenti.

    A presto Michele, se organizzerai a Noventa di Piave, forse verrò anch’io, per verificare quanto si possa migliorare il messaggio con i tuoi concittadini.

    Ad maiora.

    CrisV 🙂

    PS : Guardalo dal’inizio alla fine, è importante.

    http://www.dfox.it/Melodie/cucine-da-incubo-italia-s1e4-vitanova-padova-video_3de8ffe96.html

    • mmarco ha detto:

      @cris , anche con la patente nautica ‘entro le 12 miglia’ si portan fin 24metri. l esame vero è una passeggiata, governare una ‘nave’ azzi… ma il capitano risponde penalmente di tutto quel che fa e di chi e cosa ha a bordo.,quindi studiato o no non cè una vera prova di abilità i danni si posson far ugualmente anzi no. chi paga milioni per un 26 metri ha tutto lo staff a bordo 😉

      • CrisV ha detto:

        Ciao Marco,

        In effetti non che le barche siano la mia passione, avendo posseduto solamente un canotto a remi.
        Tuttavia conosco un amico triestino, che si è diplomato al’istituto tecnico nautico come capitano di lungo corso e ha svolto servizio militare in marina.
        La sua esperienza marinara si è svolta tra mercantili e navi d’escursione passeggeri.

        Ad maiora.

        CrisV 🙂

        Sosteneva che specie d’estate, si vedono lungo la costa dei veri e propri sconsiderati, che neppure rispettano le aree d’immersione sub, indicate con l’apposita boa segnaletica. Gente che approda sbattendo addosso le imbarcazioni altrui, oppure che cammina di passaggio verso la propria imbarcazione sui ponti di coperta altrui. Inoltre evidenziano poco rispetto per il mare, gettando in acqua contenitori usati e rifiuti.

        Ecco i risultati di alcune patenti nautiche ” alleggerite e facilitate “.
        A mio parere un’imbarcazione dovrebbe essere condotta solamente da personale esperto e qualificato, altro che esamino orale, la prova nautica necessita per l’ottenimento della patente.

        Poi ci lamentiamo dei vari Schettino e dei danni collaterali.
        I ” vabbuò ” sono pochi per fortuna, nel mondo dei professionisti al comando.

        • mmarco ha detto:

          un pò come dietro al volante, persone che han fatto la patente vera e passano con il rosso, telefonano e fumano, parcheggi in terza fila…
          imho non è questione di patente ‘allegerita’ o meno ma psicofisica di aver piu di un neurone (acceso) dentro la testa.

  15. CrisV ha detto:

    Considerato che con Michele avevamo tirato in ballo la puntata delle Jene del 5 novembre, vi unisco il link con l’oscuro business delle sale Bingo, orchestrato da politici tipo Scotti e D’Alema.
    Ascoltate i confidenti e…….cose da non credere.

    http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/418852/roma-bingo-politici-e-affari.html

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