Solo con la nuova Repubblica Veneta avremo un ambiente più sano e tutelato

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colli-euganeiLo scenario che seguirà la vittoria del sì nel referendum di indipendenza del Veneto spesso si focalizza solo sull’aspetto economico, perché la grave situazione socio-economica che viviamo nel peggiore inferno fiscale del mondo tende ad assumere il rilievo maggiore rispetto ad ogni altra constatazione.

I reali benefici che avremo saranno in realtà percepibili nelle attività quotidiane, nelle condizioni e nella maggior qualità della vita che condurremo grazie alle risorse e un periodo di virtuoso rinascimento generale che seguirà l’indipendenza.

Un aspetto primario riguarda l’ambiente in cui viviamo. Il Veneto è contraddistinto oggi dalla dicotomia tra la propria bellezza naturale, che ci rende tra l’altro la prima regione per presenza turistiche, e lo stato di grave situazione ambientale e di inquinamento che contraddistingue e mina il nostro territorio e la nostra salute.

L’ambiente va tutelato a priori e indipendentemente dal fattore economico, per il nostro viver bene e perché vogliamo lasciare a chi ci seguirà un territorio in cui sia piacevole vivere.

Grazie all’indipendenza e al surplus finanziario che la nuova Repubblica Veneta avrà, si potranno fare quegli investimenti che oggi ci sono negati dall’essere parte del sistema italiano, ad esempio:

  • nei settori della selezione, riciclaggio e recupero dei rifiuti;
  • nella riforestazione mediante incentivi all’agriturismo con finalità di recupero ambientale;
  • nell’incentivo alla costruzione di case ecologiche e a grande risparmio energetico;
  • nel recupero dei quartieri degradati incentivando la riedificazione sugli stessi invece della ulteriore urbanizzazione di territorio verde;
  • nella promozione della distribuzione di biocombustibili.

Grazie a una maggiore libertà di azione economica e normativa, potremo finalmente avere un ambiente tutelato a differenza di quanto avviene oggi e potremo garantire una crescita economica rispettando il territorio, anche grazie alla crescita di settori economici meno inquinanti e più ecocompatibili.

Ciò ci garantirà finalmente la pulizia e la percorribilità dei nostri fiumi, il recupero degli argini sconnessi e il potenziamento delle vie d’acqua, attività spesso di base che oggi ci sono impedite e che creano gravi danni per la mancanza di tutela del nostro sistema idro-geologico.

Si tratta di grandi progetti, che mai vedrebbero la luce in termini organici, strutturati e coerenti senza poter legiferare con efficacia, puntualità ed efficienza, cose impensabili senza una potestà decisionale indipendente e ancor meno senza l’indipendenza economica.

La Venetia deve avere le risorse (che oggi non ha o sono utilizzate male) per studiare il proprio ambiente, proteggerlo ove in pericolo, regolamentare le attività dell’uomo e dare impulso a tutte le attività che sono in sintonia con l’ambiente veneto.

Gli ambienti naturali da studiare sono molti, tanti quanti le diversità che la nostra terra ci offre: zone lacustri, lagunari, montane, delta di fiumi importanti (Po, Sile e Piave), pianura, zone collinari, zone di risorgive e antiche zone vulcaniche. Ognuna di queste zone ha una  biodiversità da tutelare e valorizzare.

Oggi esistono 6 parchi: Delta del Po (la più vasta area umida del Mediterraneo); Colli Euganei; Altopiano della Lessinia, Dolomiti d’Ampezzo, Fiume Sile, Dolomiti Bellunesi. Questi enti hanno poche risorse e pochi poteri per tutelare e valorizzare queste aree. Inoltre sono gestiti spesso seguendo più logiche burocratiche, o che si rifanno alla politica italiana, più che in rispetto a una vera cultura ambientale.

Ci sono molte altre zone naturali da tutelare (es. la laguna veneziana) che devono diventare ambienti da rispettare, ma anche diventare nuovi poli di attrazione turistica e centri educativi e ricreativi.

L’attività di studio e di proposta deve essere costante per diversi temi. Ne citiamo solo alcuni:

  • difesa idraulica e assetto idrogeologico
  • geologica, idrogeologica, speleologica, geomorfologica e sismologica;
  • mutamenti climatici
  • organismi geneticamente modificati
  • sviluppo sostenibile
  • introduzione di nuove risorse energetiche

Attualmente molti sono i settori ambientali che necessitano di una politica di gestione innovativa e una regolamentazione più mirata per la tutela dell’ambiente e della salute dei Veneti. Ad esempio:

  • la gestione dei rifiuti;
  • la bonifica dei terreni inquinati;
  • la limitazione e/o l’eliminazione dell’inquinamento luminoso e acustico;
  • l’inquinamento dell’atmosfera e l’inquinamento elettromagnetico;
  • la progettazione e l’assistenza nel settore dell’assetto idrogeologico;
  • la regolamentazione dell’attività mineraria e dell’estrazione (cave, ghiaia dai fiumi…);
  • la regolamentazione dell’utilizzo delle risorse termali e delle acque potabili;
  • il risanamento delle acque (scariche industriali, scarichi fognari civili…);
  • la regolamentazione delle industrie a rischio (galvanica, concerie, fonderie…);
  • le attività di regolamentazione dei progetti urbanistici delle amministrazioni comunali con riguardo anche alla tutela del patrimonio architettonico.

Per realizzare tutto ciò occorre senz’altro diffondere nei cittadini Veneti, che sempre si sono dimostrati sensibili ai temi di tutela ambientale e di miglioramento del proprio ambiente, una profonda coscienza per la difesa e la tutela della natura in tutti i suoi aspetti, iniziando dalle scuole e dalle attività produttive (agricole, industriali e commerciali).

Servono però anche gli strumenti finanziari che solo l’indipendenza potrà darci. Per fare un solo esempio, possiamo citare l’attività di bonifica dei siti inquinati, che oggi vede solo il 10% dei siti censiti nell’anagrafe regionale giunti alla conclusione della fase di bonifica.

iter procedurale siti

fonte: Arpav

Oppure ancora, la manutenzione della nostra rete di acquedotti, che oggi che oggi vede una perdita d’acqua mediamente del 27% dalla rete acquedottistica, mentre in letteratura il valore atteso, o “fisiologico”, per una rete mediamente efficiente, che tiene conto delle inevitabili perdite dovute al deterioramento dei materiali e alle imperfezioni intrinseche delle strutture, dovrebbe essere tra il 10 e il 15%.

Se ampliamo la nostra visione in ambito internazionale, in tema di tutela ambientale non siamo dei pionieri. Molti stati e regioni applicano con successo politiche di tutela ambientale, a cui possiamo ispirarci e imparare (Norvegia, Svevia, Israele, California, Sud Tirolo…) senza mai dimenticare la lezione della storia: le amministrazioni illuminate e innamorate della loro terra hanno saputo trasformare l’ambiente e per farlo fiorire in tutto il suo splendore.
La nuova Repubblica Veneta avrà senz’altro un ambiente più sano e tutelato dell’attuale Regione Veneto. Basta su sì per garantirci una migliore qualità della vita. E allora, cosa aspettiamo a stare meglio di adesso?

Plebiscito2013.eu

Una replica a “Solo con la nuova Repubblica Veneta avremo un ambiente più sano e tutelato”

  1. ermanno ha detto:

    sposterei in primo piano la Sanità.
    ospedali messi “cosi cosi”, oppure in via di chiusura … mentre servono.
    liste d attesa d anni con la mutua VS visite private da 100 euro per 10minuti, private nell ospedale pubblico…

    cè fortemente da ribaltare la Sanità , molto attentamente, i medici prendono vagonate di soldi ed è meglio non farli emigrare.

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