Un invito per un nome che manca all’appello: Franco Rocchetta

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Di Paolo L. Bernardini

paolo_bernardini_2_websiteSono ormai alcuni anni, per la precisione dalla fine del 2007, quando è nato il PNV, che invito amici, non solo colleghi e intellettuali, a sposare la causa dell’indipendenza. Da quando poi si è precisata meglio l’unica via per raggiungerla nel solco del diritto, ovvero lo strumento referendario, il mio personale invito si è esteso, naturalmente, a tutti coloro che, magari dubbiosi dell’indipendenza, credevo non lo fossero, e credo non lo siano, nei confronti della democrazia.

Ovviamente, desidera la libertà chi è già in cuor proprio libero, omaggia la democrazia chi è già in cuor proprio aperto al dialogo e al confronto. Se si è schiavi nell’animo, vi è una notevole compensazione nell’ergersi a tiranni potenziali, e negare dunque perfino il proprio appoggio alla democrazia. Per cui coloro che non vogliono il Veneto libero, ma non vogliono neppure che sia data la parola al popolo, sono gli schiavi peggiori, sono quelli che sognano non un mondo senza schiavitù, ma, se mai, di prendere loro un giorno il posto dei padroni.

Non solo, ma non è ovvio che se si omaggia il percorso democratico, il referendum, si andrà al voto ovviamente per la libertà di Venezia? Visto che l’Italia è una caricatura sia della democrazia, sia della dittatura, è un essere incerto come gli angeli neutrali, che Dante, nel solco di tante tradizioni, compresa quella islamica (e non solo di San Tommaso, sia ben chiaro), pone nella spiacevole condizione d’essere invisi a Dio, ma perfino al Diavolo. Si legga, e si interpreti, la Commedia, davvero, non nelle sue miserande riduzioni alla Benigni, tragicamente pagate poi da noi tutti, e si vedrà quanto disprezzo Dante e Virgilio riservino agli “angeli neutrali”, che mai hanno avuto una vita e invidiano perfino le schiere dei dannati, che almeno di vita, nel male certo, ne hanno vissuto pienamente una, quella terrena, breve che sia. Il non prendere posizione è già di per sé una posizione, ci spiega bene Dante, gli angeli neutrali aspettavano a prender posizione per vedere come sarebbe finita la lotta tra Dio e gli angeli ribelli. Ma che eroi! (e che scarsità di prospettive, avessero guardato un po’ di film di Hollywood, avrebbero dovuto capire che il male vince qualche battaglia, ma la guerra la vince il Bene!)

E’ finita come doveva finire, e se in paradiso costoro non vanno, neppure all’inferno sarebbero graditi ai diavoli, o ai dannati stessi. Sono i peggiori.

Vedo personalmente molto difficile sostenere la democrazia e la permanenza in Italia, proprio perché in quest’ultima la partitocrazia, in ultimo entrata nella fase del grottesco, della farsa tragica, dell’in-breeding degno del film “Inbred”, ha ucciso da tempo ogni barlume di democrazia. Che poi riaffiora, come esigenza umana prima che politica, ad esempio nel fiorire di liste civiche ai Comuni. E i Comuni, badiamo bene, e spero anche le liste civiche, saranno il futuro del Veneto libero, della III RV. Ma in ogni caso, non dubito che vi sarà anche qualcuno che pur difendendo la democrazia, voterà poi per la permanenza in Italia, la speranza è l’ultima a morire, la speranza che qualcuno faccia “le riforme”, che microcefali inventino le macroregioni, e altre scempiaggini. Siamo al capezzale e il moribondo prende il prete per il dottore. Qualcuno gli sussurra: vedi, questo è un altro medico, questo ti guarirà. In un certo senso, ma solo in un certo senso, è vero.

Su queste premesse, come annunciato dal titolo del mio intervento, sarei lieto se un personaggio da cui moltissimo ho appreso per la storia del Veneto, che ho conosciuto molto brevemente anni fa in una intensa giornata veneziana, che credo ami il proprio popolo infinitamente, e ne conosca storia e lingua assai più di me, aderisse a IV, o, se non a IV, in quanto movimento ben connotato, quantomeno al comitato plebiscito2013, o a altri consimili, immagino che nasceranno altri comitati trans-partitici, visto il peso della posta in giuoco.

Caro Franco, la tua terra ha di nuovo bisogno di te! Quello che scrivo a te pubblicamente lo scrivo in privato a numerosi altri, ma ho ritenuto opportuno rendere pubblico questo appello, proprio per il peso che tu hai avuto e hai. Sono convinto che la tua adesione, la tua parola, renderebbe moltissimi felici. Tu hai iniziato una lotta, ed electa una via, non datur recursus ad alteram.

Con rispetto,

Paolo

Una replica a “Un invito per un nome che manca all’appello: Franco Rocchetta”

  1. marostega ha detto:

    aselo caxa, tajemo co sta jenerasion de inpastà italioti, i ga tuti el vitalisio, fora dai bironi,
    i veci liga lega i fa parte del marso ca ne ga incaenà
    volemo ricanvio e no italia 2

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