Una straordinaria storia sussurrata

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cera-una-voltaC’è una storia non ancora raccontata che vi voglio sussurrare.

E’ la storia di un gruppo di donne e uomini uniti da un progetto e da un’ispirazione che cresce nelle menti e nei cuori di centinaia di migliaia di persone.
Amano studiare la storia, parlare nella loro lingua nata alcuni secoli fa, sono orgogliosi della natura della terra nella quale sono cresciuti e anche della cultura che questa terra e chi l’ha abitata, a prescindere dalla provenienza, ha saputo formare e trasmettere al mondo.

Questo gruppo di persone ha deciso d’adottare solo metodi pacifici e legali per raggiungere il proprio obiettivo, da molti giudicato di difficilissimo raggiungimento. La storia di questa terra non parla di rivoluzioni violente, anche se di guerre, qui, ce ne sono state e per la maggior parte vinte. Quindi la scelta d’intraprendere un cammino pacifista era abbastanza semplice, nonostante il sangue che ribolle di fronte al protrarsi di una ricerca di libertà più che giustificata da abusi di potere e sfruttamento al limite dello schiavismo legalizzato.

Queste persone di cui vi sto parlando sottovoce sono veneti e chiedono solo di poter interpellare i concittadini della loro Nazione – che attualmente è una Regione, ma che è stata per molti più secoli, appunto, Nazione – per chiedere loro se vogliono vivere in uno Stato indipendente chiamato Venetia, oppure continuare ad essere una Regione dentro uno stato che da poco più di un secolo e mezzo si chiama prima Regno d’Italia e poi Stato italiano. Non chiedono altro: un referendum, un semplice voto perché ognuno possa dire “liberi e veneti”, oppure “italiani”.

Questi veneti, che da qualche anno regalano il loro tempo libero a questa idea, non hanno mai inneggiato ad alcun concetto di supremazia, superiorità, razzismo o qualsivoglia spirito di esclusione verso altri abitanti dello Stato che attualmente li controlla o verso abitanti di qualsiasi altra entità. Anzi, hanno ricordato spesso che la tolleranza, l’apertura repubblicana e anche democratica è in totale e forte sintonia con la tradizione di questa terra.

Non a caso il primo aderente a questa piattaforma, che si chiama Plebiscito2013.eu, poiché di comitato apartitico e trasversale che sostiene il diritto di decidere dei veneti si tratta, non è nemmeno nato e cresciuto in Veneto: è genovese. Quale migliore conferma, qualora ve ne fosse stata necessità, della totale apertura di una piattaforma simile.

Questa storia sussurrata è quindi piena di sorprese: un comitato referendario che chiede il plebiscito per l’Indipendenza che vede come protagonista un cittadino cresciuto in un’altra regione, con volontari di ogni estrazione, anche extra-europea, uniti da un preciso impegno pacifista, determinati a seguire un cammino legale…ebbene questo comitato conduce senza sosta la sua legale, pacifica e soprattutto legittima attività politica fatta senza gridare, senza insultare, senza offendere nessuno, ma anzi inneggiando con toni positivi alle qualità e ai vantaggi per tutti di una Repubblica Indipendente della Venetia. Il discorso politico di questo gruppo di persone si è sempre concentrato, dopo una professionale analisi dei pericoli economici attuali, nell’offrire una alternativa di sviluppo economico, politico e sociale per una Nazione veneta che ha al suo interno una forte carica propulsiva cui attinge proprio nella sua cultura.

Eppure tutto tace. Questa storia dev’essere solo sussurrata, appena appena accennata, tanto non rischia certo di svegliare qualche assonnato cronista di provincia, qualche salottiero e arguto homme de plume, e non può assolutamente scuotere qualche paludato direttore di quotidiano dalla sua concentrazione sui “veri giochi” della politica e dell’economia italiane (ah, ah!).
E allora ve la sussurro qui, sapendo che si tratta della storia di un fenomeno politico e civico spontaneo senza precedenti, che poco ha a che vedere con gli imbrogli affaristici di chi promette federalismo a chi vuole indipendenza e gli regala un po’ di potere da amministrare conquistato con briciole di populismo condito da rassicuranti sfoghi di urla violente, lanciati nell’aria per esorcizzare paure e ipnotizzare le volontà.

Eppure qualcosa, qualcuno sentirà.
I tempi della Storia sono lunghi, e noi veneti non abbiamo mai avuto fretta.
Siamo sereni, davvero sereni, siamo serenissimi.

Gustavo Dal Lago

Liberamente tratto e ispirato dall’originale pubblicato su www.pnveneto.org

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