Veneto indipendente: ius soli o sanguinis?

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pizzati - plebiscito2013.euLa questione sul diritto di cittadinanza periodicamente apre dibattiti in ogni paese. Nel caso del Veneto, in vista del plebiscito per l’indipendenza, la discussione vale doppio perché non si tratta solo di decidere se e come cambiare rispetto allo status quo italiano, ma anche di chiarire chi ha diritto di votare in un referendum consultivo veneto con un cruciale quesito politico come quello indipendentista. Intanto le definizioni:

Ius Sanguinis: si acquisisce la cittadinanza se si è discendenti di cittadini. Nel caso italiano uno straniero può diventare cittadino anche tramite matrimonio, oppure con almeno 10 anni di residenza legale.

Ius Soli:  si acquisisce la cittadinanza se si nasce nel territorio nazionale. Nel caso statunitense però, hanno diritto di cittadinanza anche i figli di cittadini nati all’estero.

In sostanza dal lato pratico paesi che adottano Ius Sanguinis, in realtà prevedono anche cittadinanze non di sangue, e paesi che adottano Ius Soli, poi di certo non escludono cittadinanza sanguinea. I punti deboli esistono da entrambi i lati: con Ius Soli il rischio è di avere il cosiddetto “turismo del parto” come purtroppo avviene negli Stati Uniti; con Ius Sanguinis si dà la cittadinanza a discendenti di emigrati che non hanno alcun legame né culturale né fiscale con il territorio nazionale.

L’obiettivo ideale in un certo senso è il cosiddetto Ius Culturae, che prevede la cittadinanza per chi a tutti gli effetti appartiene culturalmente ad una comunità, a prescindere dal sangue o dalle coordinate geografiche della nascita, ma che inevitabilmente richiede un periodo prolungato di integrazione culturale.

Nel caso degli aventi diritto di voto al plebiscito la scelta è automatica, perché essendo un referendum consultivo regionale hanno diritto di voto le stesse persone che votano per le elezioni regionali, e cioè i cittadini italiani residenti in Veneto. Quindi, voteranno non solo i veneti autoctoni, ma tutti gli altri cittadini italiani residenti in Veneto a prescindere dal luogo di provenienza. Di fatto la consultazione plebiscitaria che sancirà l’indipendenza del Veneto non si baserà su una Ius Sanguinis ma piuttosto su una Ius Culturae. A mio avviso auspico che questo tipo di modello, che evita i difetti di Ius Sanguinis e Ius Soli, venga adottato come modello per il futuro stato veneto. A prescindere da che modello verrà deciso dai veneti una volta indipendenti, di sicuro non dovrà esserci spazio nel ventunesimo secolo per sparate scadenti e infelici come quelle di Calderoli, che distraggono l’attenzione pubblica da un argomento molto serio.

Lodovico Pizzati
Portavoce – Plebiscito2013.eu

 

nascita residenti veneti

10 risposte a “Veneto indipendente: ius soli o sanguinis?”

  1. daniele ha detto:

    mi konsiderarìa anka el jus pugnae va£e a dire e derito de sitadinasa pa’ ki konbate pa’ £a independensa del Veneto: bianki, neri, xa£i, arancion o ce£esti ke £i sipia

  2. […] per l’indipendenza e anche i ragionamenti per il dopo. In un intervento di Lodovico Pizzati (qua) si introduce l’argomento della cittadinanza e del rapporto con persone che provengono da […]

    • Roberto di Padova ha detto:

      Traduco il “Manifesto di intenti” che ho affisso alla bandiera Marciana:
      VANTAGGI DELLA NUOVA REPUBBLICA SERENISSIMA VENETA:

      PER QUELLI ITALIANI NON NATI IN VENETO:
      -doppia cittadinanza (veneta ed italiana)
      -tasse al 25% (oppure al 54% se preferiscono mantenere solo la cittadinanza italiana)
      -vantaggi economici di + 400 euro al mese

      PER QUELLI NATI ALL’ESTERO (COMUNITARI ED EXTRACOMUNITARI):
      -doppia cittadinanza
      -IUS SOLIS (cittadinanza veneta da subito per tutti quelli che hanno la residenza veneta al momento del referendum sull’indipendenza del veneto)
      -cittadinanza veneta dopo un periodo di circa 3 anni per coloro che hanno condanne (se non subiranno altre condanne in questo periodo di prova)

      PER TUTTI QUANTI:
      -tasse al 25%
      -aumenti dei servizi sociali ed assistenziali
      -vantaggi economici: + 400 euro mensili
      -pensione assicurata grazie al versamento dei ns. veneti
      -lavoro per tutti
      -benessere per tutti
      TUTTO QUESTO GRAZIE AI 29 MILIARDI DI EURO RISPARMIATI ALL’ANNO (29 MILIARDI DI EURO= TASSE 70 MILIARDI – SERVIZI 41 MILIARDI)

      • marco ha detto:

        ma scusa, perche’ parlare di cittadinanza come se fosse la patente del motorino, volendo studiare un po’ come si comportano le nazioni piu’ avanzate su queste cose, ce ne sono molte.

  3. lino ha detto:

    caro roberto ho letto il tuo manifesto di intenti, sono quasi alibito non sono per niente d’accordo spero proprio che siano idee esclusivamente tue non so come riesci a formulare cifre e percentuali che non fanno altro che creare false aspettative.
    in quanto al diritto di cittadinanza ti inviterei a conoscere come si regolano le nazioni emancipate tipo (svizzera danimarca svezia …)
    mica dobbiamo creare uno stato del bengodi dove tutto e ammesso e tutto è possibile (tutto sommato ci siamo già in questo stato )
    io spero che se nascerà questo stato assomigli a quelle nazioni che ho sopra nominato altrimenti cosa cambiamo a fare

  4. […] anche alla visione innovativa sul tema che abbiamo introdotto, con il concetto di ius culturae, come si può leggere in un altro intervento di Lodovico […]

  5. marco ha detto:

    Ma a me pare ancora tutto un tantino complicato, nella maniera italiana, forse. O non so in che maniera ma complicato lo e’.
    Mi spiego, io vivevo in Inghilterra, sono cittadino italiano e non mi e’ mai importato di chiedere cittadinanza Inglese, eppure siccome pagavo le tasse in Inghilterra, quando ero in inghilterra, votavo anche io.
    Quindi quando vedo che se si parla di voto, bisogna prima parlare di cittadinanza, non capisco.
    Chi paga le tasse nella nazione, dovrebbe votare, chi non le paga non dovrebbe votare. La cittadinanza non c’entra.

    • caterina ha detto:

      questo che esprimi in fondo è anche il concetto antico che esisteva nella Serenissima quando ad eleggere il Doge erano chiamati coloro che avevano già dato alla Repubblica in termini di sostanza e prestigio acquisendo con ciò il diritto di voto.
      Alla Serenissima hanno attinto più gli stati lontani che i nostrani…

  6. Carla ha detto:

    Intanto nel sito di Indipendenza Veneta by canta rutti censurano tutti i commenti non in linea con la loro ideologia circoscritta.A me hanno censurato tre commenti senza motivo giustificato.Proprio una bella democrazia quella degli avvocati prestati all’indipendenza.

  7. caterina ha detto:

    non farci caso Carla, l’indipendenza è un’aspirazione di tutti noi e per fortuna non può essere monopolizzata da IV come magari certi adepti credono di poter fare…
    Nutriamoci di tutte le considerazioni che ci arricchiscono e ci preparano per il dopo…è il pregio di questo sito che ha un’impostazione più aperta perchè rivolta a tutti con grande libertà… Se IV ha sentito il bisogno di arroccarsi, l’avrà fatto perchè ne ha sentito il bisogno, un po’ come fanno tutti i partiti che hanno un’impostazione gerarchica rigida… forse è per questo anche i più vecchi sono andati in crisi…IV non farà in tempo ad invecchiare…lo speriamo tutti! domani sarà tutto diverso…. importante che ora non perda di vista l’obiettivo e si adoperi per centrarlo… arrivare al referendum! in IV ci sono i primi attori e comprimari lo stanno diventando i Comuni!…poi per vincerlo ci scateneremo tutti!
    Se ti può consolare è capitato anche a me di essere censurata, e la cosa è molto spiacevole e ferisce, ma conviene non dare importanza…
    guardiamo avanti!

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