Veneto libero: tre ipotesi di governo

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di Paolo L. Bernardini

7.Maggior-Consiglio            Con 104 comuni (su 581) e 2 province (su 7) a favore dell’indizione del referendum, e un Consiglio regionale per ora non in grado di decidere, la situazione del Veneto appare abbastanza rosea. A questo punto, occorre porsi una domanda, che in realtà ci si pone da anni, ormai, almeno dal 2006, quando – bontà loro – i governanti romani, sulla spinta della Turchia, che giustamente metteva in ridicolo la legge italica che riservava l’ergastolo, in mancanza della pena di morte, a chi volesse parlare di scissione di una sua regione o territorio, depenalizzarono il reato. Ovvero, riconobbero che quel che era visto da loro come reato era in realtà un atto perfettamente lecito, e costituzionale (estensione della libertà di espressione).

Qual è questa domanda? Ebbene, quale forma di governo avrà il Veneto futuro. Domanda non da poco. Ma se per quel che riguarda le strutture della società civile, e intendo tutte, dagli ospedali alle scuole, saranno necessarie riforme radicali, per quel che riguarda le strutture di governo, possiamo prospettare tre scenari, di cui personalmente condivido, forse sorprendentemente per qualcuno, il primo. Ma che vorrei sottoporre qui a discussione generale, invitando tutti quanti ad esprimere la loro motivata opinione.

L’ipotesi di continuità (ipotesi continuista). Riformulandone compiti e poteri, mantenere l’attuale struttura politico-amministrativa, ovvero Regione (divenuta governo centrale); Province; e Comuni (e consigli di quartiere, naturalmente). Non mutare il numero di comuni e province, mantenere la capitale e relativi ministeri a Venezia. Semplicemente, conferire loro i maggiori poteri che necessariamente deriveranno dalla loro nuova situazione. Procedere poi all’elezione dei sindaci, etc, attraverso le modalità italiane.

L’ipotesi di riforma (ipotesi riformista). Mantenere in principio il sistema attuale, ma sottoporlo a radicali (o meno) riforme, ad esempio nel numero delle province, e dei comuni, nella loro denominazione, etc. Alterare i poteri secondo il principio di sussidiarietà (ovvero, concedere maggiori poteri ai comuni e addirittura ai consigli di quartiere); creare nuovi organi di controllo e di unione tra le varie assemblee e soprattutto i vari territori.

L’ipotesi di rinnovamento (ipotesi rinnovista). Sostituire radicalmente tutte le strutture di governo del Veneto. Non sono nel nome, ma nella funzione, durata, composizione, localizzazione, etc.

Perché sono a favore della prima ipotesi, quella maggiormente conservatrice? Per il semplice motivo che soprattutto l’ente fondamentale, il Comune, è quello che affonda maggiormente nella storia, e che la Costituzione non ha inteso abolire (per fortuna). Messi alla prova con una generale tornata elettorale, e concedendo 5 anni ad ogni legislatura, è evidente che i Comuni e le Province dovranno naturalmente instaurare una nuova dialettica nel momento in cui sono parti di un piccolo stato indipendente. Certamente, sarà vitale l’adozione del modello svizzero, ma si potrà perfezionare ancora di più, applicando il privilegio del potere fiscale cantonale al singolo comune, che potrà decidere quali (e se) adottare tassazioni.

Nel corso di cinque anni si potranno mettere alla prova queste vecchie botti col vino nuovo dell’indipendenza, a rischio di violare l’evangelico precetto (e proprio Marco!!) delle otri nuove per il vino nuovo. Tuttavia, nel breve termine, sarà molto più semplice immaginare la fattibilità di una ipotesi continuista, rispetto alla terza, radicale, ma anche alla seconda. Fondamentalmente, Regione, Province, Comuni, Quartieri, saranno dotati di una nuova responsabilità, e non saranno più deprivati delle ricchezze prodotte dal territorio. In una nuova situazione di abbondanza, sarebbe necessario pensare perfino un nuovo ruolo per i Prefetti. Ambasciatori d’Italia in ciascuna delle Province, per dirimere le questioni notevolissime che la scissione e l’indipendenza porteranno, a partire dalla validità dei contratti stipulati sotto il regime italiano, e tutta una serie di questioni che probabilmente non si possono neanche del tutto immaginare. Naturalmente, i Prefetti saranno ad esaurimento, ma all’inizio certamente non basterà una semplice ambasciata italiana a Venezia, e una veneziana a Roma, per dirimere le infinite questioni.

In parallelo dunque alla scelta continuista, vi sarà la creazione di un’assemblea, non necessariamente “costituente” (perché forse una costituzione non sarà necessaria) in cui saranno messe a punto norme di diritto pubblico e amministrativo tese a: 1. Ridurre la spesa pubblica in modo esponenziale; 2. Semplificare tutto l’apparato burocratico; 3. Valutare alcune questioni generali di amministrazione dello Stato; 4. Privatizzare ove possibile (il 4 punto ovviamente è quanto personalmente, da liberale-classico, auspico); 5. Creare un sistema elettorale senza partiti.

La continuità, spesso, è una forma di rivoluzione. Se i Savoia avessero rispettato le leggi e usanze locali nel 1861, e nel 1865, e poi sempre, non sarebbe nata la creatura incerta detta “Italia”, che prima bruco e regno, poi farfallona e repubblica, ora crolla miseramente a terra senza aver mai preso veramente il volo.

12 risposte a “Veneto libero: tre ipotesi di governo”

  1. Bellato Enzo ha detto:

    Tutti vorremmo il modello perfetto. Qul’è?. È aemplicemente quello più efficiente.
    L’efficienza delle persone conta più del modello adottato. Il modello svizzero in mano a cialtroni provocherebbe un disastro. Al contrario il modello italiano in mano a gente preparata sarebbe un successo. Tutto parte dalle persone in relazione alla visione dell’incarico politico. Se si intende come potere e interesse personale ritorniamo al punto di partenza, perdendo PER SEMPRE qualsiasi possibilità. Gente preparata con poteri limitati e per poco tempo sarebbe il presupposto di un buon governo. L’incarico politico come servizio al paese (fino ad oggi una utopia) deve avere dei paletti invalicabili e pene severe.

  2. mv1297 ha detto:

    Ma mi domando, a cosa servono i politici, quando con le tecnologie attuali, la figura del politico e quindi di un delegato, mi sembra superabile?…. La polis deve essere realmente pubblica, e quindi democrazia diretta.
    Al massimo, per motivi istituzionali, quale come quello di rappresentativo nei confronti delle altre nazioni, sicuramente sarà necessario, ma qualsiasi legge deve passare per decisione popolare e non di politici delegati.
    Dobbiamo mirare al meglio possibile e soprattutto uno Stato leggero e snello. Il popolo deve essere realmente sovrano, solo così si creano i presupposti per una responsabilizzazione generale.
    Se a qualcuno non piace essere in uno Stato così, può sempre scegliere il caos italico al di là della frontiera.

  3. gian ha detto:

    se prima non si estirpa tutto l apparato statale non si va da nessuna parte. tutti gli uffici pubblici sono retti e gestiti dal personale del governo italiano che paralizzera’ tutto in tempo zero.
    e a quel punto saremmo ancora piu schiavi

  4. pax ha detto:

    Mi inserisco nel dibattito dando il mio appoggio all’idea del Prof Bernardini: una transizione soft conservando, almeno per un primo periodo, le strutture amministrative comunali e provinciali e le modalità di elezione organizzate come lo sono attualmente. Però sarebbe auspicabile che quanto prima si realizzasse il punto 5. Creare un sistema elettorale senza partiti.
    Riguardo a quando scrive mv1297, sono d’accordo ma ci sarebbe da mettere a punto un sistema di informazione, radio, televisione, giornale, che fosse di proprietà dello Stato e svolgesse l’unica funzione utile e necessaria al popolo sovrano per esprimere adeguatamente le proprie opinioni, cioè che questi media facessero vera informazione, imparziale, e non soggetta a pressioni di partiti, gruppi di opinione, interessi di parte; questi media dovrebbero invece solo favorire lo sviluppo dello spirito critico e la conoscenza nella popolazione, che sarebbe poi chiamata ad esprimersi in forme di democrazia diretta.
    Riguardo quanto scrive Enzo Bellato: non penso che esista un modello perfetto, è dell’umano l’imperfezione, però in 1100 anni di storia la Serenissima perfezionò sempre più il suo sistema d governo, fortemente federale e autonomista che, penso caso raro nella Storia, popolazioni non Venete di origine, piansero la fine della loro dedizione allo Stato Veneto. Se il popolo Veneto potesse chiamare anche il futuro Stato Veneto con l’appellativo di Serenissimo, significando che in esso il popolo vive felicemente, avremmo raggiunto un grande obiettivo: la bontà di un sistema di governo dovrebbe essere anche misurata sul grado di felicità che è in grado di promuovere (o almeno di non togliere) nella sua popolazione. In 1100 anni di storia della Serenissima non mi sembra che ci siano state sommosse popolari che volessero o abbiano sovvertito lo Stato Veneto e i suoi governanti (Professor Bernardini mi corregga se sbaglio); non penso ci siano nei secoli passati esempi di stabilità di sistema di governo e di governanti come nella nostra storia veneta; forse anche questo un segno di un certo grado di soddisfazione della popolazione (mi vengono in mente le Insorgenze Venete dei primi dell’800, come esempio spontaneo, di popolo, di desiderio di ripristinare lo Stato Veneto.
    Un mio amico straniero un giorno fece una acuta osservazione a chi gli diceva che non era molto interessato a quale partito governasse, l’importante che il partito al governo realizzasse un’amministrazione efficiente; ebbene il mio amico gli fece notare che diversi regimi totalitari avevano realizzato dei sistemi amministrativi molto efficienti, ma non per questo erano desiderabili.
    I sapientissimi progenitori nostri seppero realizzare un sistema di governo giusto, solidale, non partitico, in cui l’interesse dello Stato e quello dell’individuo non entravano in conflitto, ma i singoli erano incoraggiati a fare l’interesse dello Stato in quanto ciò era nell’interesse dei singoli. Se il Popolo fonda la sua identità e la sua forza su principi etici anche lo Stato ne sarà riflesso. Il popolo Veneto nel suo insieme ha solide fondamenta nella solidarietà, nel rispetto della dignità individuale, nel senso del dovere, nella operosità; permettiamogli di avere un governo e uno Stato che lo rispecchi.

  5. CrisV ha detto:

    Siamo spesso accusati in genere da giornalisti non Veneti, che poco sanno e conoscono della grande capacità creativa e realizzativa di noi Veneti, di riempirci la bocca di termini come indipendenza, referendum irredentista, libertà dalle catene del centralismo, Stato sovrano, ecc. ma di non avere la minima idea di come sarà organizzata la futura Repubblica delle Venetie ( Venetia ).

    La breve disamina del Prof. Bernardini e i vostri commenti, dimostrano invece il contrario.
    Molti Veneti hanno ben chiare le idee su come si dovrà amministrare un nuovo Stato moderno, che non soffra dell’elefantiasi tipica delle nazioni estese e popolose, con tutte le nefaste peculiarità che ne conseguono per loro.

    I punti salienti sono :

    1) Apparato burocratico e statale snello, veloce ed efficiente.
    2) Contenimento delle spese statali.
    3) Razionalizzazione, diminuzione e ottimizzazione delle tasse
    4) Verifica e selezione dei flussi migratori
    5) Miglioramento del sistema scolastico e informatico
    6) Privatizzazione dei trasporti con bandi che premino efficenza e modernizzazione
    7) Sviluppo delle energie alternative e naturali, modernizzazione e implemento degli impianti idroelettrici esistenti.
    8) Lotta alla corruzione e alle infitrazioni negli appalti pubblici
    9) ABOLIZIONE DEL SIGNORAGGIO BANCARIO
    10) Miglioramento del sistema pensionistico per via ” orizzontale ”
    11) Inserimento della DD ( Democrazia Diretta ) sul modello svizzero. ( potere alla cittadinanza )
    12) Cariche pubbliche brevi ( mandato biennale o triennale )
    13) Notevole riduzione al ricorso delle ” consulenze esterne “.
    14) Sistema di sicurezza interna basato sul controllo con nuove tecnologie e verifica delle recidivanti e pregresse.
    15) Allontanamento coattivo degli ” indesiderabili “, o raddoppio della pena precedente.
    16) Modernizzazione e snellimento dell’esercito ipotizzato in termini difensivi e non per missioni ” di pace ” a favore dei poteri economici internazionali ( ho creato un progetto che prevede 20/25mila unità operative superaddestrate e dotate di alcuni tra i migliori mezzi bellici sul mercato atti alla difesa e controllo del territorio Veneto ).
    17) Rilancio dell’economia, con forti agevolazioni alle imprese
    18) Tutela del patrimonio ambientale e naturalistico
    19) Istituzione delle milizie volontarie, con cittadini capaci, pertinenti e incensurati.
    20) Investimenti sul sistema scolastico e occupazionale ( progetto DISOCCUPAZIONE ZERO )

    Naturalmente non possiamo rendere noti tutti i dettagli, per non cadere nell’errore di favorire delle forze che con l’indipendenza Veneta poco o nulla c’entrano, essendo invece sensibilmente proiettate verso la ricerca di privilegi romani.

    In questa fase anche la riservatezza sui metodi e sulle strategie è essenziale.
    In ogni caso faremo anche ampio ricorso alla volontà popolare, per le migliori attuazioni, con condivisione per ampia maggioranza.

    Ad maiora.

    CrisV 🙂

    • mv1297 ha detto:

      Caro CrisVi, credo fermamente di essere noi sulla strada maestra e nulla (lo ripeto, NULLA) ci dovrà distogliere da questo obiettivo. Qui non si tratta di fare solamente uno Stato completamente diverso da quello imposto oggigiorno, ma di un esempio per tutta l’umanità. E non è poco.

  6. Zarlino ha detto:

    Sono commosso e fremo di orgoglio per le Nobili idee, tutte realizzabili, che si leggono sopra. Grazie!!!

    • mv1297 ha detto:

      Non commuoverti troppo, fai qualcosa anche tu, e sentirai soddisfazioni che finora non avevi mai provato.
      Sono da oltre trentanni (domani avrò 47 anni) che aspettavo questa forte presa di posizione nei riguardi della nostra società, ed il momento è arrivato.
      E noi veneti non siamo secondi a nessuno.

    • Zarlino ha detto:

      No sta preocuparte, che me do da far con tute £e me forse!!!

  7. Enzo bellato ha detto:

    Noi tutti abbiamo letto la nostra amata storia della repubblica serenissima. Non scordiamoci che è stata piena di sommosse per spodestare questo o quel doge. Uno è stato addirittura decapitato! Falier, per alto tradimento, e nella storia dei dogi molti hanno finito la loro vita, come punizione accecati e esiliati. Anche il governo della Serenissima ha i suoi peccati. Non vediamolo come un modello perfetto. Altro discorso è il benessere del quale godeva il popolo dovuto non ad elargizioni dello stato ma al fatto che le attività e il commercio fiorente assicurava a tutti un lavoro dignitoso. È sempre stato il popolo il vero motore della Serenissima anche contro, e spodestando, dogi inefficienti incapaci e codardi. Uno dei motivi della caduta è stato sicuramente la troppa prosperità. Si sa che con la pancia piena si corre poco. E ritorniamo al solito discorso: il governo migliore è quello più efficiente dove l’interesse personale, per ambizioni di potere o ricchezza, sia ridotto in maniera tollerabile. In nessun momento storico e in nessun posto al mondo ha mai comandato il popolo. Tutti i movimenti indipendentisti italiani, leggi in primis Lega Nord, hanno naufragato per aver sostituito all’ideale l’interesse personale. Se non si cambia la mentalità da furbetti continuerà il malaffare in qualsiasi forma di governo. L’impunità e la mancanza di responsabilità delle scelte di governo è il male peggiore.

    • caterina ha detto:

      rispetto ai tempi alla Serenissima sarà il popolo ad essere interpellato per le decisioni importanti o meno, e questo è il frutto migliore dei tempi moderni: le nuove tecnoligie permettono la consultazione del popolo ed una partecipazione diretta e non più delegata…
      fin dall’inizio col referendum digitale i Veneti sono all’avanguardia!…altro che “polentoni”…

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